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mercoledì 10 giugno 2026
 
 
 
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Le province del Sud del Marocco sono nel cuore della regionalizzazione e rimangono un obiettivo principale della riforma avviata dal regno al livello del sistema giuridico, sul piano istituzionale ed in materia di protezione e di promozione dei diritti dell'uomo, ha affermato, martedì a Ginevra, il ministro della giustizia, il sig. Mohamed Naciri.



A tale riguardo, il ministro, che interveniva in occasione del segmento di alto livello della terzasessione del Consiglio dei diritti dell'uomo (CDH) dell'ONU, ha sottolineato che l'iniziativa del Marocco di accordare uno statuto d'autonomia allargata all'Sahara marocchino resta una base solida di negoziato.

La Comunità internazionale, ha ricordato, ha salutato la serietà e la credibilità di quest'iniziativa, riguardo alla sua conformità con la legalità internazionale e la sua risposta alle esigenze dell'autodeterminazione nella sua concezione moderna.

Quest'iniziativa, ha proseguito, mira a trovare una soluzione politica definitiva alla vertenza regionale artificiale sul Sahara facendo mostra di realismo e di spirito di compromesso, e permetterebbe di aprire la via al consolidamento della costruzione di un'Unione del Magreb arabo forte per realizzare lo sviluppo sociale e l'integrazione economica della regione.

Il Sig. Naciri ha ribadito, in questa occasione, l'impegno pieno e responsabile del Marocco al rispetto delle norme internazionali dei diritti dell'Uomo, che aggiunge tuttavia che il regno, pur sottolineando la nobiltà dei valori là afferenti ed il ruolo positivo dei difensori dei diritti dell'Uomo, denuncia ogni utilizzo di questi diritti per servire da obiettivi politici o l'ordine del giorno occulto delle altre parti.

Il ministro, successivamente, ha esaminato le importanti realizzazioni compiute dal Marocco e la dinamica di riforma attraverso i cantieri aperti durante l'anno passato, in particolare al livello del sistema giuridico, sul piano istituzionale ed in materia di protezione e di promozione dei diritti dell'Uomo, nel quadro di un approccio globale e progressiva; costruzione dello Stato di diritto, in armonia ed in conformità con le norme internazionali e nel rispetto dei valori fondamentali del regno.

Adottando queste riforme, ha sottolineato, il Marocco conferma le sue scelte strategiche ed irreversibili, particolarmente per quanto riguarda la democrazia ed il rispetto dei valori dei diritti dell'Uomo sull'insieme del suo territorio, rifiutando interamente ogni instrumentalisation di questi diritti da parte di individui o stati a fini puramente politici, che mira a mettere in pericolo la sovranità e l'integrità territoriale degli stati.

L'esperienza marocchina in materia dei diritti dell'Uomo include molti settori fra cui l'aggiornamento dei testi legislativi e regolamentari e la messa in atto delle istituzioni e dei meccanismi di contrô del loro funzionamento e soprattutto gli sforzi che tendono ad ancorare la cultura dei diritti dell'uomo nella società, ha detto.

 Frutto degli sforzi continui, hanno aggiunto il ministro, quest'esperienza è incentivata da SM Re Mohammed VI, attuazione con il contributo dei dipartimenti ministeriali e delle istituzioni nazionali, sostenuto dalle organizzazioni della società civile ed usufruisce del contributo di tutte le potenzialità nazionali, tanto all'interno del Marocco che all'estrero.

Quest'esperienza ha costituito così un cantiere di riforme che rivestono un carattere che struttura, profondo e permanente.

Fra le principali riforme che strutturano slancie recentemente da parte del sovrano e che concretizzano gli impegni internazionali del Marocco, il sig. Naciri hanno citato i due cantieri della riforma della giustizia e quello della regionalizzazione, precisando che nel suo discorso del 20 agosto scorso, SM il re ha sviluppato la visione che riguarda il primo cantiere, che funge da base ad una riforma profonda e globale del settore.

Questa riforma, la cui attuazione è lanciata, è il frutto di un'ampia consultazione alla quale hanno partecipato i principali attori del mondo giuridico e giudiziario.

Riguarda così il consolidamento delle garanzie dell'indipendenza della giustizia, l'ammodernamento del suo quadro normativo, il livellamento delle sue strutture e delle sue risorse umane, il miglioramento dell'efficienza giudiziaria e l'ancoraggio delle norme di moralizzazione della giustizia, ha aggiunto.

Il ò grande cantiere riguarda l'istituzione, il 3 gennaio 2010, della Commissione consultiva della regionalizzazione (CCR), che dovrà consegnare le sue proposte, in previsione dell'adozione di una regionalizzazione avanzata ed allargata, ha ancora richiamato il ministro, che aggiunge che oltre a queste riforme che strutturano, la moralizzazione della vita pubblica e la lotta contro la corruzione, di ogni specie, sono fra le priorità della politica nazionale e delle istituzioni pubbliche.

Il Sig. Naciri ha segnalato che nel settore dei diritti economici, sociali e culturali, l'Iniziativa nazionale per lo sviluppo umano (INDH) si concretizza sul campo, in tanto quadro d'attuazione di alcuni diritti a favore delle popolazioni più private.

 Il ministro, d'altra parte, ha segnalato che nel quadro dell'attuazione dei suoi impegni, il Marocco prosegue instancabilmente i suoi sforzi che riguardano l'armonizzazione della sua legislazione con gli strumenti internazionali, che precisa a questo proposito, che la riforma di molti testi legislativi è iscritta nell'ordine del giorno del governo, fra cui i progetti di codice penale, di procedura penale e di procedura civile.

 Per quanto riguarda l'esperienza marocchina di giustizia di transizione, il sig. Naciri ha spiegato che il Marocco è oggi in una fase avanzata di messa in opera delle raccomandazioni dell'Istanza dell'equità e riconciliazione (1), ricordando che la relazione del Consiglio consultivo dei diritti dell'Uomo (CCDH), pubblicato nel dicembre 2009, relativo al seguito di queste raccomandazioni, parla degli sforzi compiuti in questo quadro.

Si tratta, in particolare, ha spiegato, della riparazione dei pregiudizi individuali e comunitari, la riabilitazione, la copertura medica, la preservazione della memoria, così che a livello del processo di riforma giuridica ed istituzionale, la diffusione della cultura dei diritti dell'uomo e l'elaborazione di un Piano d'Azione nazionale di democrazia e dei diritti dell'Uomo (PANDDH), secondo un approccio partecipe conformemente alla raccomandazione della conferenza di Vienna del 1993.

 Ha segnalato, in questo contesto, che il Marocco, che avere un colloquio relazioni strette con i meccanismi onusiens dei diritti dell'uomo, in particolare con l'alto commissariato ai diritti dell'Uomo (HCDH), ribadisce la sua volontà di sviluppare maggiormente questa cooperazione, ricordando che molte riunioni ed eventi internazionali sono organizzati congiuntamente in questo quadro.

Il ministro, inoltre, ha comunicato che il regno accoglierà prossimamente la terza riunione di riflessione sul rafforzamento del Consiglio dei diritti dell'Uomo ed il seminario regionale africano sul odio razziale e la libertà d'espressione.

Egli, ha allo stesso modo, evocato la cooperazione del Marocco con il gruppo di lavoro sulle scomparse forzate o involontarie (GDTFI) che ha qualificato come positiva, che evoca a questo proposito la visita di questo gruppo di lavoro e la tuta del suo 88esima sessione, nel giugno 2009 in Marocco, dove ha potuto prendere conoscenza degli sforzi delle autorità marocchine in questo settore.

Il Sig. Naciri ha precisato che nella sua relazione, la GTDFI ha espresso la sua soddisfazione quanto al numero di casi delucidati dal governo e sottolineato che il regno costituisce così un esempio da seguire per altri stati.

 Nel suo intervento, il ministro ha anche abbordato la cooperazione del Marocco con il meccanismo dell'Esame periodico universale (EPU), cooperazione che, ha garantito, sarà proseguita, poiché il regno riparerà, il mese prossimo a Rabat, un ò seminario francofono dedicato alla messa in opera delle raccomandazioni dell'EPU ed alla valutazione di questo meccanismo.


 Fonte: MAP

- Attualità che riguarda la questione del Sahara occidentale/Corcas -

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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