Questo ritardo senza precedenti nella pubblicazione della risoluzione è dovuto all'obiezione dell'Algeria alla traduzione in arabo del termine "le parti", come appariva nel documento evidenziato in blu dal redattore americano, chiedendo al Segretariato di sostituirlo con "le due parti".
La persistente e invadente interferenza dell'Algeria nei lavori del Segretariato del Consiglio di Sicurezza ha causato un ritardo di 24 giorni nella pubblicazione della risoluzione, suscitando critiche e condanne da parte dei membri del Consiglio, nonché speculazioni e domande da parte della stampa e del pubblico in generale, desiderosi di leggere la versione ufficiale della risoluzione.
La manovra algerina mirava a niente meno che indebolire la Risoluzione 2797, in un palese tentativo di eludere la propria responsabilità diretta nella creazione e nel perpetuarsi di questa controversia regionale, facendo pressione sul Segretariato delle Nazioni Unite affinché individuasse il Marocco e il suo rappresentante, il Fronte Polisario, nei prossimi negoziati.
Dopo oltre tre settimane di manipolazione del processo da parte dell'Algeria, il Consiglio di Sicurezza ha confermato la legge pubblicando la risoluzione in tutte e sei le lingue ufficiali, utilizzando il termine "le parti" anziché "le due parti", riconoscendo così tutte e quattro le parti coinvolte nel processo politico, con l'Algeria chiaramente riconosciuta come parte principale in questo conflitto regionale.
Questa trasparenza, resa possibile dalla pubblicazione della Risoluzione 2797, pone definitivamente fine ai tentativi algerini di alterare il quadro stabilito dal Consiglio di Sicurezza per il processo politico. Elimina gli artifici linguistici volti a manipolarne il formato e i parametri.
Il testo ufficiale pubblicato sul sito web delle Nazioni Unite conferma inequivocabilmente che l'Algeria rimane una parte principale in questa disputa regionale e che nessuna manovra, nemmeno una traduzione, può oscurare questa realtà, come riconosciuto dal Consiglio di Sicurezza.
-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-