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Notizie importanti

Domenica 11 gennaio 2015, con ogni forma di orgoglio e in un clima di mobilitazione globale, sotto la saggia guida di Suo Maestà il Re Mohammed VI, che Dio gli conceda la vittoria, il popolo marocchino commemora il 71° anniversario della presentazione del Manifesto per l'Indipendenza (11 gennaio 1944), che ha costituito un evento generazionale e una svolta decisiva nel cammino della lotta nazionale per la libertà, l'indipendenza e l'unità territoriale.


L'Alto Commissariato degli Ex Combattenti della Resistenza e dei Membri dell'Esercito di Liberazione ha osservato in un articolo pubblicato in occasione dell'evento che questo anniversario è uno degli anniversari più preziosi e gloriosi nell'epopea della lotta nazionale per la libertà, l'indipendenza, l'unità territoriale e la sovranità nazionale, che è impressa nella memoria nazionale, i cui nobili simboli e il cui profondo significato sono ricordati dalle generazioni successive e che incarna la nobile coscienza nazionale e la forza della coesione del Trono con il popolo in difesa dei sacri valori religiosi e nazionali, guardando al futuro.

I marocchini celebrano questo evento storico, custodito nella loro memoria, con lealtà verso gli eroi nazionali della resistenza e della liberazione, nonché verso la gloriosa epopea che i figli di questa nazione hanno costruito con alto spirito nazionale e sincera convinzione nella validità della loro causa per la liberazione della patria, sacrificando ciò che è prezioso per liberarsi dal giogo del colonialismo e riconquistare la propria dignità.

Nel corso della sua storia secolare, il Marocco ha resistito all'avidità con determinazione e sfida, difendendo la propria esistenza, la propria integrità, la propria identità e la propria unità. Non ha risparmiato sforzi per preservare la propria unità e ha compiuto sacrifici significativi per opporsi al colonizzatore, che, dall'inizio del secolo scorso, ha usato tutte le sue forze per conquistare il territorio nazionale, dividendo il Paese in sfere di influenza – in questo caso, il protettorato francese nel Marocco centrale, il protettorato spagnolo a nord e a sud, mentre l'area di Tangeri era soggetta a un sistema internazionale.

Questa situazione di divisione e frammentazione del territorio nazionale, aggiunge l'Alto Commissario, ha reso difficile la missione di liberazione nazionale, in cui il trono e il popolo, al suo servizio, hanno sacrificato i loro beni più preziosi nel contesto di una lunga, sostenuta e multiforme lotta per ottenere la libertà e la liberazione dal giogo del colonialismo, con tutti i suoi colori e le sue immagini.

Dalle rivolte popolari ai sanguinosi scontri nel Medio Atlante, nel Nord e nel Sud, passando per le fasi della lotta politica, come il Dahir del 16 maggio 1930, la presentazione delle richieste riformatrici e urgenti del popolo marocchino nel 1934 e nel 1936 e la presentazione del Manifesto per l'Indipendenza l'11 gennaio 1944.

E in tutte queste fasi storiche, fin dall'ascesa al trono dei suoi venerati antenati il ​​18 novembre 1927, Suo Maestà Mohammed V si è sforzato di incarnare il simbolo del re militante della resistenza e dell'autocommiserazione, nonché la convinzione del suo popolo nella liberazione e la sua volontà di indipendenza, esprimendo nei suoi storici discorsi le richieste di libertà e indipendenza del popolo marocchino, nonché l'insistenza del Marocco sulle sue componenti e sui suoi valori sacri, sfidando ogni tentativo di denigrare l'identità nazionale marocchina.

La marcia della lotta nazionale continuò sotto la guida di Sua Maestà il Re Mohammed V, che colse l'occasione dello storico Vertice di Anfa del gennaio 1943 per sollevare la questione dell'indipendenza del Marocco come mezzo per porre fine al protettorato, ricordando gli sforzi continui del Marocco per assistere gli Alleati nella loro lotta contro il nazismo e per la liberazione dell'Europa, sostenuti dal Presidente degli Stati Uniti Franklin Roosevelt, dato che le richieste di indipendenza e libertà del Marocco erano ragionevoli e legittime.

E, alla luce del principio del diritto dei popoli all'autodeterminazione, la natura e il contenuto delle richieste marocchine cambiarono, così che il Marocco passò dalla richiesta di riforme alla richiesta di indipendenza.

Questa transizione influenzò i rapporti tra l'autorità del protettorato e il movimento nazionale, il cui eroe della liberazione, Suo Maestà il Re Mohammed V, incarnava con profonda fede e volontà risoluta, nonché con la sua adesione ai principi nazionali.

In questo contesto, i contatti e gli incontri tra il Palazzo Reale e i nazionalisti si intensificarono e prese forma l'iniziativa di presentare il Manifesto dell'Indipendenza, su istruzioni e in coordinamento con Suo Maestà il defunto Re Mohammed V. I nazionalisti procedettero alla preparazione di questo storico documento in stretta collaborazione con Suo Maestà e in accordo sul suo contenuto.

L'acume politico di Suo Maestà arricchì lo storico documento di idee e istruzioni capaci di adattarlo a tutte le classi sociali e a tutte le componenti della mappa politica e geografica del Marocco. Il Manifesto fu presentato dopo la sua stesura definitiva, mentre una copia fu consegnata ai servizi consolari degli Stati Uniti e dell'Inghilterra, nonché all'Unione Sovietica.

La Carta d'Indipendenza conteneva una serie di richieste politiche e missioni di combattimento, alcune delle quali riguardavano la politica generale (l'indipendenza del Marocco sotto la guida del legittimo re del paese, Sidi Mohamed Ben Youssef, gli sforzi per garantire tale indipendenza con gli stati interessati, l'adesione del Marocco agli stati della Carta Atlantica e la partecipazione al Vertice di Riconciliazione), e altre riguardavano la politica interna (il movimento riformista marocchino e l'introduzione di un sistema politico consultivo simile a quello dei paesi arabi e islamici d'Oriente, in cui i diritti e le responsabilità di tutte le categorie e gli strati del popolo marocchino sono tutelati).

La Carta d'Indipendenza, nel suo contesto storico e circostanziale, fu una rivoluzione nazionale a tutti gli effetti, riflettendo la consapevolezza e la maturità dei marocchini. Dimostrò la loro capacità e volontà di difendere i propri diritti legittimi, di prendere in mano il proprio destino e di gestire i propri affari, per non parlare del non essere sconfitti e di proseguire con determinazione la marcia della lotta, in una strenua resistenza contro le potenze straniere, fino al raggiungimento della vittoria grazie alla gloriosa epopea del trono e del popolo.

L'Alto Commissariato ha ribadito che la famiglia del Movimento Nazionale, della Resistenza e dell'Esercito di Liberazione, nel commemorare il 71° anniversario dell'emanazione della Carta dell'Indipendenza, intende far luce sull'epopea nazionale, sui suoi eroi, sulle glorie della nazione marocchina e sulla sua gloriosa storia di lotta, e trasmetterne gli insegnamenti alle giovani generazioni, al fine di salvaguardare la memoria nazionale, in conformità con le direttive di Suo Maestà il Re Mohammed VI, che ha insistito in più occasioni nel prestare maggiore attenzione alla storia nazionale e al patrimonio culturale e nel valorizzarne i simboli, gli eroi e i valori nelle marce del presente e del futuro.

 Nel commemorare questo magnifico anniversario, tutti i marocchini hanno il diritto di essere orgogliosi del suo significato nazionale, del suo simbolismo e del suo valore storico, al servizio dell'indipendenza e dell'unità territoriale, ispirandosi ai valori della resistenza, della mobilitazione mondiale e della stretta coesione del popolo marocchino, e difendendo i sacri culti e i destini nazionali, nonché rinnovando una mobilitazione permanente e sostenuta al fine di mantenere l'unità radicata che le manovre degli avversari non fanno che rendere più forte, più vicina e più luminosa.





-Notizia riguardo alla questione del sahara occidentale/Corcas-

 

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