Nel corso di questo seminario regionale, che si terrà dal 21 al 23 maggio a Dili, Timor Est, il Sig. Hilale ha affermato che questa iniziativa presentata dal Marocco nel 2007 per risolvere definitivamente questa controversia regionale garantisce alle popolazioni sahariane la gestione democratica dei loro affari locali, nel rispetto della loro cultura, della loro identità e delle loro aspirazioni.
"È questo quadro di autonomia che consente il loro pieno coinvolgimento nei progetti economici, sociali e ambientali e la loro partecipazione attiva allo slancio regionale e continentale che il Sahara sta vivendo oggi", ha spiegato, osservando che l'autonomia non è solo una soluzione politica; È anche la leva che garantisce che questo sviluppo vada direttamente a beneficio delle popolazioni interessate.
L'ambasciatore ha inoltre indicato che il Sahara marocchino continua la sua dinamica di sviluppo a livello economico e sociale nel quadro del Nuovo Modello di Sviluppo per le Province del Sud, lanciato da Suo Maestà il Re Mohammed VI nel 2015, con un budget di oltre 10 miliardi di lari e i cui progetti hanno raggiunto un livello di completamento del 90%.
Ha sottolineato che questa dinamica di sviluppo non è solo un progresso locale, spiegando che oggi il Sahara marocchino si sta trasformando in un vero e proprio polo economico, logistico e diplomatico, al servizio non solo del Regno, ma anche dell'intera Africa.
"Si tratta di un esempio concreto della profonda convinzione del Marocco che lo sviluppo regionale, se saldamente ancorato a una visione nazionale e continentale, possa diventare un catalizzatore per un'intera regione", ha affermato, aggiungendo che per il Marocco lo sviluppo integrato non è un fine in sé. Costituisce una base strategica per l'attuazione delle principali iniziative reali a favore dell'Africa, in particolare l'iniziativa marocchina per l'accesso all'Atlantico.
Il signor Hilale ha osservato che, grazie a questo sviluppo controllato, il Sahara marocchino sta oggi diventando il punto di collegamento fisico ed economico tra i paesi africani e il resto del mondo. Secondo l'ambasciatore, non si tratta solo di costruire un corridoio logistico, ma di costruire una nuova architettura africana e internazionale di solidarietà, co-sviluppo e sicurezza collettiva.
"Concretamente, si tratta di offrire ai paesi senza sbocco sul mare un accesso sicuro, rapido e redditizio ai mercati globali, tramite infrastrutture portuali moderne come il futuro porto di Dakhla Atlantique, creando zone economiche e industriali che consentiranno lo sviluppo delle risorse agricole, minerarie ed energetiche del Sahel, nonché sviluppando un'interconnessione delle reti di trasporto ed energetiche, facilitata dalle infrastrutture già operative nelle province meridionali", ha detto ai membri del C24.
Ha inoltre sottolineato che questo modello ha un altro merito, poiché illustra la visione reale di una cooperazione Sud-Sud concreta e rispettosa, che pone l'Africa al centro delle sue priorità, aggiungendo che il Sahara marocchino diventa così la piattaforma per l'implementazione di questa diplomazia dello sviluppo incentrata sul partenariato, la stabilità e il progresso condiviso.
"Queste azioni strategiche, pienamente sostenute da numerosi Stati africani ed europei, sono la prova che il Marocco non propone idee, ma soluzioni comprovate, in un territorio trasformato dagli investimenti, dal buon governo e dalla volontà politica", ha insistito il signor Hilale, ricordando che diverse delegazioni straniere effettuano regolarmente visite di prospezione economica al fine di sostenere lo sviluppo delle province del sud a beneficio delle popolazioni locali.
E per concludere che questo slancio internazionale rappresenta ormai una realtà innegabile e un messaggio chiaro rivolto sia all'ONU sia alle altre parti, chiamate oggi più che mai ad assumersi le proprie responsabilità per porre fine a questa controversia artificiale e abbandonare una posizione superata e non al passo con l'evoluzione della questione a livello politico, diplomatico e sul campo.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-