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sabato 20 aprile 2024
 
 
 
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Notizie importanti

I giornalisti australiani, Violeta Ayala e Daniele Fallshaw, hanno sottolineato, giovedì a New York, che la schiavitù è una pratica istituzionalizzata e corrente nei campi di Tindouf controllati dai separatisti del polisario. 


"La schiavitù è una vera istituzione nei campi di Tindouf", ha affermato Violeta Ayala in un incontro con la stampa alla sede delle Nazioni Unite, raccontando la sua grande sorpresa quando col suo collega ha scoperto l'ampiezza di questo fenomeno.
 
Partiti a Tindouf, in Algeria, per realizzare un documentario sulle famiglie separate, Ayala e Fallshaw affermano di essere testimoni di scene di schiavitù e che hanno potuto raccogliere numerose testimonianze che confermano l'esistenza a grande scala di questa pratica di altri tempi che essi credevano che fosse finita.
 
La "nostra stupefazione fu ancora più grande poiché non abbiamo potuto immaginare mai che questa pratica di cui sono vittime le famiglie di colore, potrebbe avere luogo nei campi", ha detto Ayala che si chiede "com’è possibile che il Polisario, che si presenta come un movimento di liberazione, possa sostenere un tale fenomeno." 

Rispondendo alle domande dei giornalisti che, manifestamente, non potevano ammettere che tali pratiche  possano esistere ancora oggi giorno, Ayala e Fallshaw hanno spiegato che "le famiglie di colore non godono di nessuno diritto" e sono considerate, puramente e semplicemente, come la "proprietà" dei loro padroni che li trasmettono in eredità ai loro discendenti.
 
Peggio, la schiavitù ‘giuridicamente regolamentata’ è protetta dalla legge. Non è solamente una pratica sociale, hanno d’altronde sottolineato. 

I due giornalisti che hanno preparato un documentario che mostra queste pratiche, hanno affermato tuttavia, che non si fermeranno qui, ma che contano andare a Ginevra per coinvolgere il Consiglio dei Diritti dell'Uomo al riguardo di questa questione. 

Ayala e Fallshaw sono state interrogate, il 02 maggio scorso dalle forze di sicurezza del fronte Polisario prima di essere trasferite negli uffici dei suoi servizi di sicurezza dove sono state trattenute per cinque ore.
 
Dopo l’intervento degli ufficiali della MINURSO i due giornalisti sono stati condotti in un piccolo albergo di Tindouf. Sono stati sequestrati per tre giorni finché il Ministero degli Affari Esteri australiani intervenga per esigere la loro liberazione immediata. 

Reporter Senza Frontiere (RSF) aveva indicato allora in un comunicato che "i rappresentanti del fronte Polisario avrebbero rimproverato" ai due giornalisti australiani "di interessarsi alla sorte dei membri di carnagione scura (neri)  della popolazione sahrawi."
 
All'inizio di questo incontro, organizzato dall'ONG americana "Together Foundation", i giornalisti accreditati presso l'ONU hanno potuto seguire la colonna del film realizzato dai loro due colleghi nei campi di Tindouf. 
 
Fonte: MAP
- Notizia concernente la questione del Sahara occidentale -

 

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