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venerdì 7 ottobre 2022
 
 
 
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Notizie importanti

Una delegazione che rappresenta il Comitato speciale incaricato del Sahara marocchino in Europa (CSISME) ha chiamato, mercoledì a Roma, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ad aprire un'inchiesta sul modo in cui è commercializzata una grande parte degli aiuti destinati ai detenuti nei campi di Tinduf, in Algeria, nei mercati della regione, riporta l'agenzia MAP.



In una relazione sul calvario vissuto dagli abitanti nei campi, data all’occasione di un incontro della delegazione col vicedirettore del PAM, il sig. Ramiro Lopez da Silva, il presidente del (CSISME), il sig. El Hassan Benhammou, ha stimato che "non bisogna considerare i Sahrawi marocchini sequestrati nei campi di Tinduf come essendo dei profughi, ma dei sequestrati contro la loro volontà strumentalizzati per la colletta degli aiuti umanitari, che sono poi sviati dai dirigenti del Polisario, che cercano di arricchirsi a scapito dei Sahrawi." 

   Il Comitato mira a convincere le organizzazioni internazionali della necessità di operare per permettere ai detenuti nei campi di godere dei loro diritti basilari, quale il diritto di circolare ed esprimere liberamente le loro opinioni, egli ha detto. 

   Il (CSISME)  ha tentato più volte, egli ha notato, di recarsi nei campi di Lahmada per individuare i bisogni dei detenuti, ma i loro sforzi si sono scontrati al rifiuto delle autorità algerine, che impongono un blocco ai Sahrawi. 

  Egli ha sottolineato che le autorità di Algeri rifiutano formalmente di rilasciare delle autorizzazioni ai detenuti che desiderano lasciare i campi, a causa del numero crescente di Sahrawi che tornano alla loro madrepatria, il Marocco. 

   A sua volta, il sig. Ramiro Lopez da Silva ha indicato che il PAM è sottomesso a forti pressioni che mirano a portarlo ad aumentare il volume degli aiuti concessi agli abitanti dei campi di Tinduf, sottolineando che il Programma non procederà all'aumento di questi aiuti finché un censimento delle popolazioni ritenute nei campi non sia stato effettuato.
 
   Egli spiega che contrariamente alla propaganda fatta dal Polisario e certi media algerini, il PAM si è assicurato che i campi non sono minacciati da carestia. Quanto all'esistenza di certi problemi relativi alla malnutrizione dei bambini, questi potrebbero essere dovuti alle condizioni di igiene deplorevoli che imperversano nei campi. 

    Fonte: CORCAS
-Attualità concernente la questione del sahara Occidentale-

 

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