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venerdì 7 ottobre 2022
 
 
 
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Notizie importanti

La Sig.na Saadani Maoulainine, membro del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari del Sahara (CORCAS), ex deportata a Cuba, ha fornito, sabato a Parigi, una testimonianza commovente e sconvolgente sulle condizioni difficili e disumane alle quali sono assoggettate i sahrawi marocchini detenuti nei campi di Tinduf, in territorio algerino, riporta la MAP.



Durante un incontro sul tema "Donna cittadina, donna impegnata", organizzato dall'associazione ‘la Tribuna Sahrawi’ in partnership con l'associazione sahrawi per la difesa dei diritti dell'uomo, basate rispettivamente a Parigi ed a Barcellona, la Sig.na Saadani ha riferito le sofferenze che vivono i detenuti dei campi di Tinduf, dove gli assassini, i processi extragiudiziali, le torture, le privazioni e le violazioni dei diritti dell’uomo sono una pratica quotidiana del Polisario. 

Evocando la sua deportazione a Cuba, la Sig.na Saadani ha raccontato, con le lacrime negli occhi, che era stata sottratta alla sua famiglia negli anni 80, mentre aveva solo 5 anni, per essere gettata in un campo dove aveva trascorso 17 anni, tagliata dal mondo e senza nessun  contatto con i suoi durante tutto il suo esilio. 

Ha sottolineato che la propaganda, il reclutamento e l'indottrinamento ai quali erano sottomessi le migliaia di bambini deportati a Cuba dal Polisario hanno fatto perdere loro l'uso della lingua araba, i loro costumi e tradizioni, e che si sono visti confiscare i loro diplomi dopo il loro ritorno nel campo di Tinduf.

Mettendo a nudo gli obiettivi della deportazione, la Sig.na Saadani ha rilevato che questa tecnica permette ai dirigenti del Polisario di esercitare delle pressioni sui genitori affinché non intraprendano niente che possa nuocere ai loro bambini ed affinché siano degli elementi docili alla mercé dei separatisti. 

Nella sua testimonianza, la Sig.na Saadani ha indicato che aveva ricevuto una falsa immagine del Marocco, completamente lontana dalla realtà. 
"Mi sono resa conto della realtà solo dopo aver raggiunto il Marocco, dove sono stata accolta a braccia aperte ed ho costatato di persona le importanti tappe superate dal Regno in materia di democratizzazione e di rispetto dei diritti dell'uomo", ella ha affermato, rilevando che la propaganda menzognera del Polisario non ha scosso per niente la sua fede nella veridicità della causa marocchina. 

Ha ricordato, peraltro, che aveva visto suo padre per l'ultima volta prima della sua deportazione a Cuba e che era stata traumatizzata, apprendendo il suo decesso nelle prigioni del Polisario, dopo il suo ritorno nei campi di Tinduf.

I dirigenti "del Polisario, di cui Sid Ahmed Al Batal, ex direttore della sicurezza del Polisario, attualmente ministro della fantasmagorica repubblica sahrawi, hanno torturato mio padre sotto i miei occhi, quando ero bambina, e mi hanno costretto a rinnegarlo per il semplice fatto che era opposto alla loro tesi, che condurrà la regione solo alla catastrofe", ella ha insistito. 
Egli ha sottolineato, a questo riguardo, che il piano di una larga autonomia nelle province del sud del Regno, nel quadro della sovranità marocchina, è l’unica opzione in grado di garantire la stabilità nella regione e l'edificazione del Gran Magreb Arabo su delle basi solide. 

D’altronde, la Sig.na Saadani ha condannato la sottrazione da parte dei dirigenti del Polisario dell'aiuto umanitario destinato ai detenuti dei campi di Tinduf, segnalando che le merci mandate dalle organizzazioni internazionali sono vendute sui mercati dei paesi vicini. 

Quest’incontro, promosso all’occasione della Giornata internazionale della donna, ha riunito anche delle donne che hanno evocato il loro percorso, le loro esperienze ed il loro impegno politico, economico e sociale. 

In quest’ottica, la Sig.ra El Azza Liklili, vicepresidente della commissione degli Affari Esteri al CORCAS, ha posto l’accento sul dinamismo della donna sahrawi e sul suo contributo allo sviluppo economico e sociale del paese, sottolineando che grazie alla sua lotta quotidiana ed alla sua perseveranza, la donna sahrawi ha radicato la sua posizione in quanto attore principale nella vita politica. 

Ha d’altronde rilevato i passi importanti fatti dal Marocco in materia di consolidamento della democrazia, di rispetto dei diritti dell'uomo e di promozione della condizione della donna, accennando, a questo riguardo, alle riforme audaci intraprese dal Marocco, sotto la condotta chiaroveggente di SM il Re Mohammed VI, e in modo particolare l’istituzione dell’organo ‘Equità e Riconciliazione’ e la riforma del Codice della famiglia.
 
Da parte sua, la Sig.ra Hajbouha Zoubeir, Presidente dell'Associazione marocchina delle donne imprenditori per lo sviluppo, ha sottolineato che l'impresa femminile è un concetto nuovo nelle province del Sud, rilevando, che sempre di più le donne sahrawi che esercitavano il commercio cominciavano a raggrupparsi ed ad organizzarsi per creare le loro unità di produzione. 

Sempre secondo la Sig.ra Zoubeir, membro del CORCAS, le donne sahrawi imprenditrici si orientano essenzialmente verso le attività di servizi (insegnamento privato, turismo, artigianato e telecomunicazioni) ma sono quasi assenti nel settore industriale. 

Ha, peraltro, posto l'accento sulla necessità di promuovere il flusso degli investimenti sia nazionali sia stranieri per assicurare il decollo economico nelle province del Sud.

Ella conclude affermando che solo il regolamento della questione del Sahara, nel quadro del progetto di ampia autonomia proposto dal Marocco, è in grado di realizzare la complementarità tra le economie magrebine, al servizio dei popoli della regione. 
In precedenza, il Presidente dell'Associazione ‘la Tribuna sahrawi’, il sig. Brahim Arfala, ha indicato che la comunità internazionale doveva essere informata delle sofferenze vissute dai marocchini sahrawi detenuti nei campi di Tinduf, facendo appello a tutte le associazioni presenti in Francia a mobilitarsi a tal fine. 

Rallegrandosi dell'atteggiamento positivo della comunità internazionale nei confronti del progetto di autonomia nelle province del Sud del Regno, il sig. Arfala ha indicato che questa proposta testimonia “dell'impegno, del coraggio e dell'audacia di SM il Re Mohammed VI per giungere ad una risoluzione della questione del Sahara accettabile a tutte le parti." 

  Fonte: MAP  
-Attualità concernente la questione del sahara Occidentale-

 

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