 Qualsiasi apertura nei negoziati sulla cartella del Sahara marocchina suppone un'implicazione "sincera ed in buona fede" dell'insieme delle parti, in primo luogo l'Algeria. "Questo paese in particolare deve fare orologio della volontà politica necessaria per fare uscire il processo del vicolo cieco attuale", ha affermato l'ambasciatore del Marocco all'ONU, Omar Hilale.
"Il Marocco ha onorato i suoi impegni nella ricerca di una soluzione politica, duratura e reciprocamente accettabile a questa vertenza artificiale in particolare attraverso il suo piano d'autonomia", ha proseguito in un'intervista alla MAP, che chiama l'Algeria "all'origine del statu quo" a prendere "le sue responsabilità storiche".
È l'Algeria che è "responsabile di questa situazione. È all'origine della creazione del polisario, il suo finanziamento, il suo armamento, la sua campagna diplomatica e certamente del negoziato stesso. E spetta a questo paese prendere esempio sul Marocco e di operare in buona fede" alla soluzione politica, in particolare in questo periodo torbido per tutta la regione, ha sottolineato.
A tale riguardo, il sig. Hilale ha tenuto a ricordare che nella sua ultima risoluzione, il consiglio di sicurezza dell'ONU ha ribadito il carattere regionale di questa vertenza ed ha messo l'accento "sulla correlazione" tra il regolamento di questo problema e la sicurezza, la pace e la stabilità nella regione sahelo-sahariana.
Purtroppo, Algeri resto sgorga a queste chiamate poiché allergico "a qualsiasi processo di negoziati" e "a qualsiasi compromesso".
Altrimenti, si è interrogato, "come spiegare le provocazioni multiple" ogni volta che Rabat operano, attraverso iniziative concrete sul campo in termini di sviluppo economico, socioculturale, ambientale ed umano della regione, per superare quest'inerzia?".
Azioni salutate, peraltro, nell'ultima relazione del segretario generale dell'ONU su Sahara, che fa menzione "degli sforzi fatti" dal Marocco in materia di infrastrutture e d'd'investimento “sociale e culturale„ sul campo.
Trattandosi dei diritti dell'uomo, il consiglio di sicurezza dell'ONU, egli stesso, “riconosce e si rallegra per le recenti misure ed iniziative intraprese dal Marocco per rafforzare le commissioni regionali del CNDU a Dakhla e Laayoune".
Inoltre "saluta le interazioni del regno con le procedure speciali del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite", ciò che l'Algeria è "incapace di fare", ha ritenuto l'ambasciatore.
Infatti, si è interrogato, "che propone lo Stato algerino?". "Nulla meno dello statuquo!", oltre ai suoi multipli "uscite controproducenti, strumentalizzando a volte i diritti dell'uomo - tentativo comico per un paese regolarmente appuntato da Human Rights Watch, Amnesty International ed altra Federazione internazionale dei diritti dell'uomo (FIDU), ed a volte facendo appello ai suoi rapporti d'affari nell'Unione africana per mettersi attraverso il cammino del Marocco, come era il caso in occasione della sua candidatura al consiglio di sicurezza dell'ONU, o più recentemente al Consiglio dei diritti dell'uomo. Senza successo!".
Obnubilata dalla sua corsa alla direzione regionale e le sue vecchie rivalità che datano della guerra fredda, l'Algeria si taglia costantemente dietro il cosiddetto ruolo "d'osservatore neutrale" per giustificare la sua assenza di volontà politica. Mentre in realtà è "il mentore ed il protettore" del polisario, ha detto.
"Oggi, ha deplorato il sig. Hilale, questa vertenza si trova in un vicolo cieco tra da un lato, un polisario, non che dispone di alcun potere decisionale e, dell'altro, un'Algeria che si nasconde dietro la sua creazione".
E concludere: "Algeri non vuole soluzioni a questo conflitto poiché funge da sfogo ai suoi problemi interni".
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -
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