In un comunicato citato da siti d'informazione mauritaniani, il movimento ha sottolineato che ''per la prima volta nella storia del Polisario, bandiere marocchine sono brandite ed opuscoli distribuiti in sostegno all'autonomia'' e che “gli abitanti dei campi si sono svegliati martedì mattina per constatare che bandiere marocchine erano appese a molti posti in particolare nelle cinghie di sabbia che circondano i campi''.
Quest'opuscoli che sostengono l'autonomia e ricorrente a porre fine alle sofferenze di Lahmada portavano la firma di un gruppo di giovani dei campi chiamati “fermata al rifugio ed alla lacerazione che sono durato 40 anni''.
Elementi della polizia e della gendarmeria hanno condotto operazioni di rastrellata a fare scendere le bandiere marocchine e ritirare gli opuscoli e proceduto all'arresto di un gruppo di giovani conosciuti per le loro esasperazioni dinanzi alla situazione drammatica e per la loro opposizione alla corruzione della direzione di Raboni che serve i suoi interessi a spese delle sofferenze degli abitanti dei campi, aggiunge il comunicato.
Osservatori ritengono che l'onda di disapprovazione e d'insoddisfazione che regna nei campi è il frutto della politica di una direzione corrotta sostenuta dalle autorità militari algerine che non forniscono alcuno sforzo per umiliare i sahraouis ed imporre loro autorizzazioni di circolazione e di commercio e privarle degli idrocarburi per circolare e condurre una vita normale.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -