Il blocco imposto alle popolazioni dei campi in pieno deserto suscita sempre più l'ira dei difensori dei diritti umani, che non esitano a denunciare le violazioni commesse in qualsiasi impunità contro migliaia di sahrawi privati delle loro libertà di movimento e d'espressione ed il loro diritto a sviluppano.
Molte ONG internazionali, la cui agenzia internazionale per lo sviluppo (ccaid), l'organizzazione per la comunicazione in Africa e la cooperazione economica internazionale (Ocaproce) e l'azione internazionale per la pace e lo sviluppo nella regione dei grandi laghi (AIPD) ha tenuto a prendere la parola nel corso delle sessioni plenarie del CDU in attesa di condannare queste violazioni.
Hanno a sua volta chiesto al consiglio di fare pressione sulla direzione del polisario e le autorità di Algeri per incitarle ad aumentare il blocco sui campi e permettere alle migliaia di Sahrawi di esercitare i loro diritti più elementari di circolazione e d'espressione.
Così l'ccaid ha richiamato i difensori dei diritti dell'uomo dinanzi alle loro responsabilità per rompere il silenzio che assorda che persiste su ciò che avviene nei campi di Lahmada. "Perché queste popolazioni sono sempre trattenute in condizioni inumane lontano dalle loro famiglie e dalla loro madre-patria", si è interrogata l'ONG relavant che questa situazione è tanto più intollerabile in quanto le province sahariane del Marocco usufruiscono dei vantaggi della stabilità, della sicurezza e dello sviluppo.
L'organizzazione deplora la politicizzazione della cartella dei sahraouis di Tindouf al punto che fungono da semplice carta di pressione e di contrattazione alle mani del regime algerino per evitare ogni apertura sul sistema dei diritti dell'uomo.
"È tempo di staccare il vizio attorno a migliaia di donne, di bambini e di famiglie, registrare gli abitanti ed offrire loro l'opportunità di raggiungere il loro paese", ha affermato l'agenzia che chiama a sbarazzarsi di questa situazione di non diritto dove un'impugnatura di dirigenti separatista si arricchisce a colpo di deviazione degli aiuti alimentari inizialmente destinata ai poveri.
OCAPROCE Internationale da parte sua si è dichiarata "molto preoccupata dalla sorte di queste donne e bambini che subiscono di violenza multiforme nei campi di Tindouf", che si chiede come proteggere queste persone dell'arbitrario dello Stato algerino che ridicolizza i diritti di questi cittadini propri".
In occasione di una seduta di dibattito generale in seduta plenaria del CDU, l'ONG ha affermato che "è tempo ed è urgente per la Comunità internazionale, l'ONU e il CDU prendere le loro responsabilità".
"Come i meccanismi del CDU possono essere utili per segnalare i casi di violenza ha? il riguardo di queste donne e bambini in mancanza di qualsiasi accesso alla zona dei campi? ", si è interrogata OCAPROCE che ha evocato la problematica di seguito dei casi di discriminazione generalizzata ha? il riguardo dei sahrawi.
Tutti questi meccanismi, hanno fa valere, "possono essere efficaci soltanto se c'è cooperazione ed apertura dei campi messi sotto controllo del fronte polisario, per avere libero accesso a queste donne ed a questi bambini".
Nello stesso contesto, l'ex prigioniero a Tindouf, Ahmed Kheir è intervenuto in nome dell'ONG AIPD per consegnare una prova opprimente sulle condizioni di detenzione nei bagni penali del polisario ed i gravi atti di repressione commessi contro ogni voce ineguagliata, in violazione delle convenzioni internazionali.
"Sono passati 14 anni di detenzione nei carceri dei separatisti, di cui 10 anni in cellula individuale, durante i quali ho subito le forme peggiori di tortura psichica e fisica sotto i colpi dei boie del polisario sorvegliati dalle informazioni algerine", ha raccontato dinanzi al consiglio.
Venerdì scorso, si è proceduto alla proiezione alla sede dell'ONU a Ginevra di un film documentario intitolato "l'identità di un fronte" che illustra la storia del conflitto del Sahara e punta del dito l'implicazione avverata dell'Algeria in questa vertenza regionale.
Realizzato da Hassan El Bouharrouti, questo documentario di 90 minuti porta un'illuminazione sul contesto geopolitico e geostrategico della genesi del fronte polisario per circoscrivere meglio l'ideologia, i sostegni ed i rapporti d'affari di questo movimento separatista.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -