Le vittime, che avevano depositato reclamo contro dirigenti del Polisario per genocidio e violazioni grave dei diritti dell'uomo a Tindouf, hanno consegnato dinanzi al giudice Pablo Ruz delle prove che rovesciano della tortura e dei cattivi trattamenti subiti nei carceri del Polisario, come pure le estorsioni commesse dai dirigenti di quest'entità artificiale in attesa di imporre la loro autorità alle popolazioni dei campi.
Così, essendo El Kabch Mohamed Nafee, El Kharchi Lahbib e Chouiaar Mohamed Mouloud, sottoposto questo giorno ad una perizia medica per constatare le torture che hanno subito dopo avere consegnato le loro prove, hanno descritto in dettagli le loro sofferenze e lo clavaire sopportato durante anni nella prigione Errachid (Sud-Est dell'Algeria).
Mohamed Nafee ha indicato avere descritto al giudice dell'udienza nazionale "la realtà delle cose ed i crimini gravi commessi dal Polisario e l'Algeria" nei confronti delle vittime, che si dicono "felici" di avere avuto l'opportunità di testimoniare dinanzi al magistrato e mettere nudi le pratiche inumane perpetrate dal Polisario nei confronti della popolazione sequestrata a Tindouf.
"Siamo vittime del Polisario. Portiamo sempre le ripercussioni delle torture inflitte dalle milizie dei separatisti", abbiamo detto Mohamed Nafee che è passato 15 anni nelle prigioni del Polisario (1977-1992), sottolineando che la giustizia spagnola presta "un grande interesse" alla questione.
In una dichiarazione a map-Madrid, ha rivelato essere stato anche pilota della morte di molte persone sotto la tortura praticata da milizie del Polisario contro i prigionieri, che precisa avere rivelato al giudice i nomi di queste vittime e quelli dei torturatori responsabili di questi massacri.
Nello stesso registro, El Kharchi Lahbib, che è passato 17 anni (1977-1994) nei carceri del Polisario, ha affermato avere rivelato dinanzi al giudice gli abusi peggiori, torture e violazioni inflitte alle vittime dai boie del Polisario.
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