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sabato 6 giugno 2026
 
 
 
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L'articolo Kerry Kennedy si era premurato di non evocare le violazioni gravi e continue dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf

Il ministro della comunicazione, portavoce del governo, Mustapha Khalfi a distrutto con metodo le allegazioni non fondate della presidente del centro Robert F. Kennedy per la giustizia ed i diritti dell'uomo, Kerry Kennedy, sulla situazione dei diritti dell'uomo nel Sahara Marocchino, indicando del dito un approccio "parziale" indegno di un'ONG dei diritti dell'uomo.


In un diritto di risposta indirizzato al sito elettronico della catena d'informazione continuo CNN, il ministro ha sottolineato che l'articolo pubblicato anche sul sito, il 24 gennaio scorso, dalla signora Kennedy "riproduce allegazioni e accuse non fondate sulla situazione dei diritti dell'uomo nelle province del sud, che non resistono alla prova della realtà sul campo".

L'articolo del presidente del centro RFK si era premurato non di evocare le violazioni gravi e continue dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf, confermate d'altra parte da molte organizzazioni internazionali, deplora il sig. Khalfi.

Quest'omissione è tanto più grave in quanto la pubblicazione dudit l'articolo coincideva con le manifestazioni ed i movimenti di proteste condotte dalle popolazioni sequestrate a Tindouf, diventato un covo delle violazioni dei diritti dell'uomo a grande scala con il polisario e le sue milizie.

Ed il ministro di ricordare che il Marocco è legittimato di inorgoglirsi delle sue realizzazioni in materia dei diritti dell'uomo, in particolare nelle province del sud, in cui "un progresso significativo" è stato registrato, ricordando in particolare che "l'anno 2011 ha visto l'impianto da parte del Consiglio nazionale dei diritti dell'uomo (CNDU), un'istanza nazionale indipendente disposta di poteri consolidati in materia d'indagine e d'indagine, di due commissioni regionali a Dakhla e Laayoune".

Del resto, ha sollevato, "il consiglio di sicurezza delle nazioni uniti, nella sua risoluzione 2044, ha salutato l'installazione di queste due commissioni regionali e non ha di conseguenza giudicato adeguata la predisposizione di qualsiasi altro meccanismo di controllo dei diritti dell'uomo poiché ha riconosciuto le tappe superate dal Marocco nel processo di consolidamento dell'azione del CNDU alla stregua delle altre iniziative di sviluppo e riforme concrete iniziate a molti livelli".

Occorre notare, ha proseguito il sig. Khalfi, che l'elezione del Marocco al Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU dopo il voto non di meno di 163 stati membri dell'assemblea generale, "costituisce un'altro riconoscimento della Comunità internazionale agli sforzi fatti dal regno nella promozione e la tutela dei diritti dell'uomo".

Per quanto riguarda l'allegazione falsa della signora Kennedy secondo la quale Minurso sarebbe il solo meccanismo dell'ONU di mantenimento della pace che non sia dotato di un mandato dei diritti dell'uomo, il ministro gli ha ricordato che non meno di cinque su dodici missioni delle Nazioni Unite non usufruiscono di tale mandato, citando per esempio la UNMOGIP installata tra l'India ed il Pakistan, la UNFCYP a Cipro, la UNDOF nelle altezze del Golan, la UNIFIL in Libano e la UNIDFA a Abyei in Sudan.

Il ministro, d'altra parte, ha confutato che le allegazioni non fondate ed incerte del presidente del centro RFK che suggerisce che il Sahara Marocchino "sarebbe chiuso" ai giornalisti e ONG dei diritti dell'uomo, in lui spiegando che dall'anno 2000 circa 14 delegazioni dell'ONU dei diritti dell'uomo hanno visitato il regno, di cui quattro nel 2012 e 2013, compresa la delegazione del gruppo di lavoro dell'ONU sulla detenzione arbitraria, come pure il relatore speciale su torturano, che, nella sua relazione, ha dichiarato che il Marocco conosce "l'emergenza di una cultura dei diritti dell'uomo".

In questo stesso contesto, ha fatto osservare il sig. Khalfi, International Women's media Foundation (IWMF) ha organizzato due spostamenti di donne giornalisti nel regno.

Nel suo attacco contro il Marocco, la signora Kennedy si è bene premurata di evitare di parlare delle violazioni dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf, ha rilevamento, sottolineando che una relazione di Human Rights Watch (HRW) elaborata nel 2008 "aveva criticato la persistenza delle pratiche di schiavitù nei campi di Tindouf, il rifiuto della libertà d'espressione, d'associazione e di raccolta, come pure del diritto di ritorno dei dissidenti del Polisario".

L'esacerbazione della situazione umanitaria e dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf si svolge con in tessuto di fondo "il rifiuto da parte del Polisario del censimento dei pensionanti di Tindouf nonostante la risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU 2044 del 24 aprile 2012".

Il ministro ha concluso la sua opinione ribadendo che il piano d'autonomia al Sahara, sotto la sovranità marocchina, ha guadagnato sulla scena internazionale "un sostegno ed un'adesione mezzaluna come soluzione seria, realistica e credibile".



- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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