Per il direttore del detto centro, Yonah Alexander, che ha presentato questa relazione ad una conferenza "al nazionale vicino club" di Washington, egli è più che mai necessario per la Comunità internazionale procedere "ad un censimento delle popolazioni dei campi di Tindouf„, ritenendo che questi campi rappresentino "una minaccia per la sicurezza regionale essendo un terreno fertile d'assunzione per i terroristi ed i trafficanti".
Lo studio, che fa l'inventario dei luoghi della minaccia terroristica in Nordafrica ed al" Sahel nel corso dell'anno 2013, rileva così che Al-Qaïda in Magreb islamico (Aqmi) ed altri gruppi estremisti regionali cercano "di sfruttare la situazione nei campi controllati dal Polisario in là conducente di attività intense d'assunzione".
E di sottolineare, a questo proposito, l'urgenza di agire di fronte a questa "minaccia crescente di radicalizzazione3 nei campi di Tindouf, poiché ne testimonia le conclusioni della relazione presentata nell'aprile scorso dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha qualificato questi campi di vera "bomba a scoppio ritardato".
La relazione del ICTS elenca anche il fatto che fra i militanti terroristici e estremisti che avevano preso il controllo del Nord maliano nel 2012 appaiono degli elementi del Polisario reclutati localmente nei campi di Tindouf dai gruppi terroristici che imperversano nella regione, tra cui Aqmi, il movimento per l'unità e Jihad in Africa dell'Ovest (Muja) ed Ansar cena.
Questo studio, che registra anche il numero di attentati ed attacchi terroristici perpetrati nel 2013 in Magreb ed a Sahel, rileva che l'anno passato avrà registrato una cifra record di atti terroristici rispetto agli ultimi dodici anni, con 230 incidenti registrati nel 2013, cioè un aumento allarmante del 60% rispetto al 2012.
Yonah Alexander chiama, quindi, la Comunità internazionale in questa relazione ad operare in attesa di arrivare a soluzioni diplomatiche ai vari conflitti che conosce la regione, in particolare quello di Sahara, la cui persistenza continua 3a nuocere allo stesso tempo alla sicurezza ed alla cooperazione economica in Magreb ed aL Sahel3.
Raccomanda anche di investire nello sviluppo umano ed economico per rafforzare la sicurezza a livello locale e regionale, che cita a questo proposito l'interesse di promuovere il commercio regionale e l'investimento in particolare attraverso l'allargamento delle disposizioni dell'Accordo di libero scambio tra il Marocco e gli Stati Uniti per includere i beni e prodotti che emanano dalla Nordafrica, dall'Ovest e centrale.
Questa conferenza è stata segnata dalla partecipazione di un campione di esperti securitari di notorietà internazionale, come pure dell'ambasciatore del Marocco agli Stati Uniti, Rachad Bouhlal, dell'ambasciatore dell'Egitto a Washington, Mohamed Tawfik, e dell'ex ambasciatore del Mali, Al Maamoun Baba Lamine Keita.
-Notizia riguarda alla questione del Sahara Occidentale/Corcas-