 Legami oscuri tra l'Algeria ed i gruppi terroristici al Sahel
Il ricercatore argentino Adalberto Carlos Agozino, ha indicato nel suo nuovo lavoro pubblicato sotto il titolo "Geopolitico del Sahara e del Sahel" che senza il sostegno di Algeri, il pseudonimo rasd, un'entità in fallimento, sarebbe scomparso da tempo, ritenendo che è tempo per i due paesi, l'Algeria ed il Marocco, di trovare un'uscita "realistica" al problema del Sahara, lontano dalle soluzioni "estreme".
L'intesa tra il Marocco e l'Algeria, ritiene il professore Carlos Agozino, ne è la condizione di base. È il punto di partenza per ogni processo duraturo in attesa di garantire lo sviluppo e la sicurezza nella regione, conclude.
L'autore alla conferenza Consiglio argentino per le relazioni estere
D'altra parte, l'Algeria ha un colloquio con legami "oscuri" con le organizzazioni terroristiche che operano nella regione sahelo-sahariana, ha sottolinea il ricercatore argentino nel suo libro che è appena pubblicato nelle edizioni Dosyuna Ediciones Argentinas.
Non soltanto è in Algeria dove Al-Qaida nel Magreb islamico (AQMI) attinge le sue radici precedentemente battezzata gruppo salafiste per la predicazione ed il combattimento (GSPC) prima di adottare la sua nuova denominazione, ma è anche il paese d'origine dei principali capi di quest'organizzazione, aggiunge Carlos Agozino nel suo lavoro presentato alla sede del Consiglio prestigioso argentino per le relazioni estere (CURRY) a Buenos Aires.
I salafista dell'AQMI sono sempre stati uno strumento "utile" per l'Algeria per servire i suoi interessi geopolitici nella regione, notano l'autore del lavoro, aggiungendo che Algeri strumentalizzi le attività dei djihadista per ottenere l'aiuto ed il sostegno militare degli Stati Uniti, in particolare dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.
L'Algeria si funge anche dall'AQMI per promuovere la sua immagine nella regione presentandosi come il solo Stato capace di arginare la proliferazione del terrorismo nella regione sahelo-sahariana, sottolinea ancora il professore Carlos Agozino, secondo il quale l'ostinazione di Algeri di escludere altre potenze regionali poiché il Marocco o attori extraregionali tale l'Unione europea del dialogo e della cooperazione regionale cercano di consolidare la sua sfera d'influenza nella regione sahelo-sahariana.
"La sfiducia dell'Europa riguardo a questo paese è cresciuta a causa della politica morbida di Algeri verso gli insorti djihadista che operavano nel Nord del Mali", nota, che ricorda i legami che aveva un colloquio il capo con gruppo "Ansar Eddine", Iyad Al Ghali con i servizi di informazioni algerini.
Quando la ribellione tuareg ha scoppiato nel 2012, l'Algeria si è opposta ad ogni intervento militare nel nord del Mali, in particolare alla spedizione di una forza di stabilizzazione della Comunità economica degli stati dell'Africa dell'Ovest (ECOWAS), richiama il ricercatore argentino, secondo il quale i servizi di informazioni di Algeri si prendono una grande responsabilità nell'impianto dei djihadistes algerini nel nord del Mali.
L'Algeria aveva anche fa di tutto per impedire ogni iniziativa dei paesi dell'Unione del Magreb arabo per aiutare a trovare una soluzione alla crisi in Mali, come aveva anche insistito, in passato, sull'implicazione di tutte le parti ai negoziati diplomatici compresi gli estremisti di Ansar Eddine.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -
|