La relazione, le cui principali raccomandazioni sono state presentate mercoledì a Parigi dai presidenti del gruppo di lavoro, i senatori Christian Cambon e Josette Durrieu, ad una conferenza stampa, nota anche che "una soluzione equa (alla questione nota) si impone ora per il vantaggio di tutti gli abitanti del Magreb".
Il documento intitolato "impegnarsi per lo sviluppo del Magreb: una sfida ed un obbligo", ricorda che la questione del Sahara blocca da 40 anni l'integrazione economica della regione, che rileva a questo proposito che la chiusura delle frontiere tra i due paesi e la debole integrazione delle economie è "di un'assurdità economica" e che il costo “del non Magreb" è ritenuto a due punti di crescita all'anno.
Gli autori della relazione ritornano anche sulla posizione della Francia che riguarda la questione, sottolineando che Parigi sostiene "gli sforzi delle Nazioni Unite per trovare una soluzione politica giusta, duratura e mutualmente autorizzata, conformemente agli scopi e principi enunciati nella carta delle Nazioni Unite e le risoluzioni del consiglio di sicurezza".
Segnalano, a questo scopo, che la Francia considera il piano d'autonomia proposto nel 2007 dal Marocco come "una base seria e credibile per una soluzione negoziata".
Il regolamento rapido di questa vertenza è una necessità per la stabilità, la sicurezza e l'integrazione del Magreb, prosegue la stessa fonte, che fa osservare che "lo statuto quo non è nell'interesse di nessuno e la permanenza di questo conflitto alza i rischi nel contesto d'instabilità regionale del Sahel".
Parigi concede il piano marocchino d'autonomista per il Sahara
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -