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sabato 10 ottobre 2026
 
 
 
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Notizie importanti

Il discorso indirizzato, del lunedì dal presiede algerino Abdelaziz Bouteflika, ai partecipanti a Abuja alla detta "conferenza africana di solidarietà con le cause sahrawi", rivela il vero viso della politica algerina ostile al Marocco, una politica qui viene a contraddire le dichiarazioni ingannevoli dei dirigenti algerini sulla preoccupazione di rafforzare le relazioni di buon vicinato e preservare l'unità del destino magrebino comune.


Così, nel momento in cui le relazioni maroco-algerine conoscono un certo miglioramento che fa rivivere la speranza di una normalizzazione attraverso in particolare lo scambio di visite tra delegazioni per esaminare i mezzi per rafforzare la cooperazione bilaterale in vari campi, ecco che il presidente Bouteflika decide di optare per un discorso provocatorio riguardo al Marocco pubblicando chiaramente il suo sostegno al fronte separatista del Polisario.
 
Questo discorso fornisce informazioni inequivocabili sulla vera posizione dell'Algeria e di sua politica estera che riguarda la questione del Sahara mentre essa a cessato di sostenere, dalla voce dei suoi responsabili, che nessuno a influenza in questo conflitto.
 
Il discorso di Bouteflika è "un atto di provocazione diretta al riguardo dell'integrità territoriale del Marocco", spiega il presidente del centro magrebino per gli studi sulla sicurezza e le analisi delle politiche, Abderrahim Manar Slimi facendo osservare che l'Algeria a scelto ormai di mobilitare in modi solenne dei governi dell'Unione africana contro il Marocco.
 
In una dichiarazione alla MAP, il sig. Slimi, anche professore delle scienze politiche alla facoltà di scienze giuridica, economica e sociale di Rabat-Agdal, sottolinea che questo discorso i cui estratti sono stati diffusi da agenzie di stampa algerine, come agenzie ufficiali, riflette che contrariamente a ciò che essa sempre a negato, l'Algeria è il solo destinatario al conflitto del Sahara ed a che la direzione del Polisario "è che il 5o battaglione dell'esercito algerino".
 
Il Presidente algerino è andato troppo lontano nella sua provocazione faccendo appello nuovamente all'allargamento del mandato di MINURSO alla sorveglianza dei diritti dell'uomo nelle province del sud tentando di aprire nuovamente una cartella chiusa dal consiglio di sicurezza attraverso la risoluzione 2099 qui fa nessun riferimento alla modifica delle prerogative della missione dell'ONU ma al contrario saluta i passi superati dal Marocco per la promozione dei diritti dell'uomo questo qui costituisce un riconoscimento da parte dell'ONU agli sforzi ed alle iniziative, lanciate sotto la condotta del re Mohammed VI.
 
Questa stessa risoluzione evoca, invece, la questione del censimento della popolazione di Tindouf che l'Algeria continua a rifiutare, lo fa osservare.
 
Questa risoluzione accorda anche la preminenza all'iniziativa marocchina dell'autonomia giudicata credibile e seria questa qui significa che le tesi del presidente algerino tale cellule relative all'autodeterminazione sono considerate oggi dalla Comunità internazionale capoversi delle opzioni obsolete e irrealistiche, spiega.
 
Il discorso del presidente algerino a Abuja costituisce pertanto une provocazione non soltanto al riguardo del Marocco ma all'insieme della Comunità internazionale qui cessato di spiegare a sforzi considerevoli nel quadro delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile a questo conflitto soprattutto che alla regione affronta molte minacce fra cui il terrorismo ed il crimine organizzato, in particolare in assenza dell'egemonia di Stato in alcune regioni come Tindouf sul suolo algerino.
 
Per Manar Slimi, la sincronizzazione dello scelta dal presidente algerino per quest'uscita provocatoria al riguardo del Marocco è affatto innocente e spiega con molti fattori, in particolare la situazione interna in Algeria qui costringe il regime in posto a fare di tutto per deviare all'attenzione sullo scenario catastrofico verso il quale se dirige il paese.

 Quest'uscita provocatoria interviene nel momento in cui Bouteflika annuncia la sua candidatura per ottenere un mandato ennesimo presidenziale. Di fronte a questa situazione, Bouteflika, che attraversa una prova dura e che è in conflitto con i servizi delle informazioni interni, ha scelto di esportare la crisi interna in Algeria che invoca la questione dei campi di Tindouf ed attaccandosi al Marocco, aggiunge Manar Slimi.
 
L'universitario spiega anche questa posizione di Bouteflika con la crisi sulle frontiere con la Tunisia ed il suo fallimento in Mali ed i difetti commessi dall'Algeria in questo paese riparando sul suo suolo gruppi terroristici come quello di Mokhtar Belmokhtar, nel momento in cui il Marocco sostiene Bamako attraverso in particolare la sua competenza nei campi dell'attrezzatura, dei servizi e dell'inquadramento del campo religioso, una competenza che fa difetto all'Algeria benché disponendo del canestro del petrolio.
 
Questo discorso provocatorio si spiega anche con la fuga davanti all'Algeria che rifiuta di conformarsi alla risoluzione 2099 ricorrente ad un censimento della popolazione dei campi di Tindouf, aggiunge Manar Slimi, che ha tenuto a richiamare l'attenzione sul fatto che i dissensi interni in Algeria (tra Bouteflika ed i servizi delle informazioni) potrebbero indurre i dirigenti algerini a finanziare ancora maggiormente i separatisti di mettere in pericolo la stabilità dei paesi vicini.
 
Secondo l'universitario, le autorità marocchine devono rispondere fermamente alle provocazioni algerine, tanto più che il presidente Bouteflika cerca ad ottenere con tutti i mezzi un quarto mandato, anche se deve fare esplodere la regione del Magreb molto intera.




- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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