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sabato 10 ottobre 2026
 
 
 
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Notizie importanti

Prima di osare parlare dei diritti dell'uomo nelle province del sud e di suggerire in modo sfrontato la modifica del mandato del Minurso, il regime algerino "sarebbe meglio avvertito di spazzare dinanzi alla sua porta", ha indicato Joseph K. Grieboski, presidente del consiglio d'amministrazione “dello Institute si religione and pubblico Policy" (IRPP), basato a Washington.


"Se il regime algerino vuole essere preso seriamente, deve prendersi sua responsabilità totale ed intera quanto alla situazione precaria che prevale nei campi di Tindouf, al sud-ovest dell'Algeria, dove popolazioni, sequestrate contro il loro gradimento, sono private dei diritti umani più elementari", ha suggerito il sig. Grieboski, in un'intervista alla MAP.
 
Il Presidente del IRPP ha ritenuto, a questo proposito, che l'uscita del presidente Bouteflika "sia soltanto un tentativo disperato che mira ad occultare lo scacchi a ripetizione dell'Algeria, di fronte ai successi registrati dal Marocco grazie ad un treno di riforme globali, in particolare nel dominio fin da diritti dell'uomo".
 
E di fare osservare che "ogni volta che il regime algerino si trova in difficoltà rispetto alla sua situazione interna, si gira contro il Marocco per creare deviazione". Nonostante i venti di cambiamenti che attraversano la regione, ha notato, il regime algerino “rimane refrattari a qualsiasi processo di democratizzazione".
 
"Ma, l'Algeria non può gridare al lupo a lungo, poiché la Comunità internazionale non è stupida", ha sottolineato Joe Grieboski.
 
Il direttore dello Africa Center dipendendo dallo Atlantic Council, Peter Pham, indica anche del dito questo "tentativo ennesimo di deviazione da parte del presidente algerino per evitare di parlare della situazione drammatica dei diritti dell'uomo che prevale nei campi di Tindouf".
 
L'Algeria, ha deplorato, disprezzato delle convenzioni internazionali dei diritti dei profughi, spiegando che Algeri persiste ad ignorare palesemente gli impegni ai quali aveva sottoscritto nel quadro della convenzione del 1951 relativa allo statuto dei profughi e del protocollo là afferente del 1967, nei confronti delle popolazioni sequestrate sul suo suolo.
 
L'uscita del presidente Bouteflika è soltanto una deviazione "per evitare di parlare della situazione interna in Algeria e delle condizioni specifiche attorno ai campi di Tindouf", ha ritenuto il sig. Pham, sottolineando che il regime algerino “deve spiegarsi con onestà dinanzi alla Comunità internazionale".


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