Notando "la mancanza di informazioni chiare riguardanti il numero preciso degli abitanti dei campi" di Tindouf, la relazione ha richiesto "al Polisario e l'Algeria di condurre o facilitare censimenti regolari o registrazioni ufficiali".
Il relatore che si dichiara "preoccupato dalla povertà e la mancanza di servizi di base" nei campi di Tindouf, "soprattutto per quanto riguarda la nutrizione, i trattamenti sanitari e l'accesso all'acqua potabile", ha espresso "la sua preoccupazione constatando che la povertà nei campi di Tindouf, associata ad un'assenza di prospettive a lungo termine per un buono numero di profughi, rende quest'ultimi vulnerabili di fronte alla radicalizzazione del fondamentalismo religioso".
La relazione insiste anche "sull'importanza capitale di garantire la sicurezza e la sicurezza dei campi", ricordando “il pericolo legato all'assunzione di giovani nelle reti criminali o terroristiche, e richiama l'attenzione sulla permeabilità delle frontiere, che rischia di facilitare l'infiltrazione dei campi da parte dei gruppi djihadista del nord del Mali e del resto".
Condanna a questo proposito l'eliminazione di tre lavoratori umanitari europei nel campo di Rabouni nell'ottobre 2011.
Trattandosi della situazione dei diritti dell'uomo all'interno dei campi di Tindouf, la relazione nota che un grande numero di attori, delle ONG marocchine, ed alcuni vecchi abitanti dei campi di Tindouf, hanno affermato che il Polisario limitava la libertà d'espressione e la libertà di circolazione degli abitanti e chiede, di conseguenza, "alle autorità algerine di prendersi le loro responsabilità per migliorare la situazione dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf", chiamando "ad accordare agli osservatori indipendenti diritti dell'uomo un accesso libero, regolare ed illimitato ai campi ed indagare rigorosamente su ogni allegazione".
La relazione nota d'altra parte l'effetto negativo del conflitto del Sahara sull'integrazione regionale, alla quale dovrebbero partecipare il Marocco e l'Algeria, e che potrebbe creare importanti possibilità di sviluppo economico e di democratizzazione, che migliora così la sicurezza delle popolazioni del Sahel e del Sahara.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -