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sabato 5 settembre 2026
 
 
 
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Notizie importanti

Il Parlamento europeo ed i paesi che riparano i torturatori del Polisario sono destinati "a sfidare" l'Algeria sui gravi crimini commessi sul suo territorio a Tindouf da dirigenti del Polisario, proseguiti per genocidio dalla giustizia spagnola, hanno affermato il militante sahraoui, Mustapha Salma Ould Sidi Miloud.


La prosecuzione in Spagna dei dirigenti del Polisario per "genocidio e violazioni grave dei diritti dell'uomo a Tindouf" richiede dell'Unione africana (UA) e dei paesi che riparano questi torturatori, come pure delle istituzioni democratiche internazionali come il Parlamento europeo “di rivedere i loro calcoli" e "di sfidare" l'Algeria su queste "gravi" estorsioni commesse sul suo territorio contro "innocenti disarmati", per la semplice ragione di avere manifestato opinioni opposte alla direzione di Rabouni, ha sottolineato Mustapha Salma, in una dichiarazione inviata martedì a map-Madrid.

Reagendo alla decisione del giudice Pablo Ruz dell'udienza nazionale di Madrid, la più alta giurisdizione penale spagnola, di accettare il reclamo, depositato nel 2007 da un'ONG e vittime sahrawi, e concedere un'audienza il 12 agosto le due vittime Dahi Aguai, presidente dell'Associazione portati dei dispersi del Polisario, e Saâdani Malainine, ragazza del defunto El Wali Seikh Slama, ed anche convocare per i 16 dello stesso mese due imputati del polisario, Mustapha Salma, anche, ha chiamato questi paesi ed il PE "ad esercitare pressioni" sull'Algeria e Polisario “per facilitare la macchia„ della giustizia spagnola e perché gli imputati non restino impuniti per il loro atti.

I membri del Polisario accusati "si sono incriminati", decidendo di fuggirsi del territorio spagnolo, dopo la presentazione di questo reclamo presso il tribunale di Madrid, ha fatto osservare il militante sahrawi, in allusione all'incarico di Brahim Ghali della Spagna verso l'Algeria.
Per Mustafa Salma, così vittima delle violazioni dei dirigenti del Polisario, i campi di Tindouf costituiscono "una riserva chiusa al riparo dagli sguardi del mondo, e dove Polisario, con il sostegno delle autorità algerine, ha imposto una copertura di piombo e banco un regime poliziesco simile a quello che era in posto nell'Europa dell'est all'epoca della guerra fredda".

L'ex ispettore del Polisario, che osserva un SIT dinanzi alla sede della rappresentazione dell'alto commissariato ai profughi (ACNUR) a Nouakchott fino alla regolarizzazione della sua situazione, in particolare il diritto di raggiungere la sua famiglia, ha rivelato, a questo proposito, che le popolazioni di Tindouf sono stato oggetto di qualsiasi forma di violazioni dei diritti umani e delle estorsioni dei servizi di sicurezza del Polisario, notando che tutto sahrawi, indipendentemente dalla sua fila, si trova imprigionato nei vari carceri del Polisario se esprime una tesi opposta a questa direzione.
 
Alcune vittime "portavano ancora ripercussioni delle atrocità", ha indicato, che chiamano le autorità algerine "ad aderire agli sforzi internazionali di rispetto dei diritti dell'uomo" e "a rispettare" le vittime con la riduzione degli imputati alla giustizia, affinché, dica, l'Algeria non diventi "una terra d'accoglienza dei fuggitivi".

A ricordare che l'avvocato delle vittime sahrawi aveva dichiarato recentemente in un'intervista alla MAP che la decisione della giustizia spagnola di accettare questo reclamo ha costituito "un inverso serio" per i separatisti ed ha messo fine a decine di anni d'impunità.
 
Nelle loro prove dinanzi al giudice il 12 agosto scorso, le vittime hanno descritto il calvario che hanno vissuto nei campi di Tindouf e le sofferenze peggiori sopportate sotto gli ordini del Polisario ed i suoi assistenti, ha detto l'avvocato, aggiungendo che Aguai e Saâdani hanno riferito in dettagli le condizioni inumane nelle quali hanno vissuto nei campi di Tindouf e le pratiche di tortura che hanno subito e di cui conservano gravi ripercussioni.

Il giudice spagnolo ha anche convocato per l'udienza del 16 agosto scorso Brahim Ghali, rappresentante del Polisario ad Algeri, e Mahjoub Lincoln, agente dei servizi securitari e rappresentante del Polisario in Spagna, ma questi due ultimi non si erano presentati dinanzi all'udienza nazionale, che ha una competenza universale per giudicare i crimini contro l'umanità.

Fra i 29 imputati citati nel reclamo, appaiono oltre Brahim Ghali, a quanto pare "il ministro" dell'informazione del pseudonimo "rasd", Sid Ahmed Batal, in seguito alle informazioni ricevute "il ministro" dell'istruzione, Bachir Mustapha Sayed, e l'attuale rappresentante dei separatisti in Spagna, Jandoud Mohamed. Appariva anche sulla lista l'ex-rappresentante del Polisario alle isole Canarie, Mohamed Luchaâ, morto recentemente a Las Palmas.

Denominato Khalil Sidi Mhamed, pseudonimo ministro delle colonie, e Mohamed Khaddad, attuale coordinatore con Minurso ed ex Direttore generale della sicurezza militare, dovranno anche rispondere dei loro crimini dinanzi alla giurisdizione spagnola per tortura nei confronti delle popolazioni dei campi di Tindouf.

- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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