"Siamo venuti a Washington ad incontrare i media, Congressmen, come pure i responsabili americani, e richiamare la loro attenzione sulle violazioni dei diritti dell'uomo perpetrate ad un'ampia scala nei campi di Tindouf", ha sottolineato la signora Hajbouha Zoubir in una dichiarazione alla MAP, al termine di una riunione che aveva avuto martedì, con gli altri membri di questa delegazione, alla sede dell'International Republican Institute (IRI)Istituto Repubblicano Internazionale, un'organizzazione americana senza scopo lucrativo che opera alla promozione delle libertà e della democrazia nel mondo.
La Sig.ra Zoubir, membro del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahariani (CORCAS), ha citato i casi di Mustapha Salma Ould Sidi Mouloud, che osserva uno sciopero della fame in segno di protesta contro i rapporti d'affari dei separatisti, e di Najem Allal, rapito e torturato dalle milizie dei separatisti, per chiamare ad un inizio della coscienza e ad operare a fare uscire la questione del Sahara di questo vicolo cieco che ipoteca il futuro di tutta la regione e mette la sua sicurezza nel pericolo.
Da parte sua Ahmed Cheikh Ismaili ha segnalato che la sua presenza a Washington si iscrive nel quadro degli sforzi fatti per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale sul caso umanitario di suo fratello Mustapha Salma, che è oggetto di rappresaglie da parte del Polisario per avere osato protestare la sua adesione al piano marocchino d'autonomia al Sahara.
Ahmed Cheikh Ismaili ha colto quest'occasione per denunciare "l'indifferenza" e "il mutismo" che osserva l'Alto Commissariato per i Profughi (ACNUR) riguardo al caso di suo fratello, che "lotta per un obiettivo umano nobile, quello di trovare i suoi".
"I nostri interlocutori a Washington hanno ascoltato con grande interesse gli ultimi sviluppi del caso Ould Sidi Mouloud ed hanno promesso di aiutarci a sensibilizzare l'opinione pubblica americana a questa tragedia umana", ha affermato.
- Notizia rlguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -