Rispondendo ad una domanda della stampa sugli ultimi sviluppi che riguardano la questione nazionale nell'ambito delle Nazioni Unite, il dott. El Otmani ha sottolineato che questo rifiuto è fondato "su considerazioni politiche, securitarie e giuridiche ovvie". "Questa posizione è costante e non cambierà mai. È fondata su considerazioni politiche, securitarie e giuridici ovvie", ha affermato.
Il ministro ha fatto osservare che "dalla presentazione, nel 2007, con il regno del Marocco di sua iniziativa d'autonomia, la questione dei diritti dell'uomo è stata costantemente strumentalizzata per tentare di deviare il processo di negoziato e fungere da pretesto, alle altre parti, per non impegnarsi nella ricerca di una soluzione politica alla vertenza regionale sul Sahara".
"Il Marocco, del suo gradimento, ha adottato misure ed ha preso iniziative per la promozione e la tutela dei diritti dell'uomo, anche nella regione del Sahara. Queste misure si iscrivono nell'estensione delle riforme audace e sostanziali lanciate da suo maestà il Re Mohammed VI", ha spiegato, ricordando che "il consiglio di sicurezza, peraltro, se ne è rallegrato".
"In questo contesto, il rafforzamento dell'indipendenza dei meccanismi nazionali e l'apertura sulle procedure speciali delle Nazioni Unite rispondono in gran parte alle attese della Comunità internazionale ed in particolare membri del consiglio di sicurezza", hanno aggiunto il dott. El Otmani, ribadendo che "il Marocco rimane che affida nella saggezza membri del consiglio di sicurezza e la loro capacità di preservare le acquisizioni, rafforzare il consenso, immunizzare il processo e fare rispettare i parametri che hanno sempre guidato l'azione del consiglio di sicurezza su questa cartella".
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -