الـعـربية Español Français English Deutsch Русский Português Italiano
sabato 10 ottobre 2026
 
 
 
www.sahara-online.net
www.sahara-social.com/it
Notizie importanti

L'infiltrazione a grande scala dei campi di Tindouf, nel sud-ovest dell'Algeria, da parte dall'Al-Qaeda nel Magreb islamico (Aqmi) costituisce ''una minaccia immediata'' alla sicurezza dei paesi del Magreb e del Sahel, in un contesto regionale segnato dall'alleanza tra i separatisti militarmente esercitati ed i militanti estremisti, i due essendo azionati da considerazioni pragmatiche per arrivare alle loro fine, come ne testimonia la situazione nel nord del Mali.



''Esistono prove che attestano dell'infiltrazione dei campi di Tindouf da parte dell'Aqmi, come pure delle informazioni verificate che parlano dell'arrivo nel nord del Mali di decina di membri del Polisario venuti a prestare mano forte ai gruppi terroristici che imperversano in questo paese del Sahel'', sottolinea il Centro per le analisi navali(basato ad Alessandria in Virginia), nella sua relazione del mese di dicembre intitolato: ''Le sfide securitarie in Libia e nella regione del Sahel''.

 L'esacerbazione della situazione securitaria nella regione del Sahel ha così per corollario il deterioramento della situazione umanitaria e socioeconomica nei campi di Tindouf ''particolarmente fra i giovani'', una situazione, nota la relazione, che ''getta il discredito'' sulla direzione del Polisario, che è oggetto ''di una sfiducia crescente'' da parte delle popolazioni di Tindouf.

Eccedute dal calvario subito al quotidiano dalle popolazioni sequestrate, contro il loro gradimento, nei campi di Tindouf, molte voci toccano Washington per chiamare ''alla chiusura'' dei ditti campi, ''diventati il ventre molle della lotta antiterrorista in un insieme geografico che si estende dal Magreb alla regione del Sahel''.

 ''I campi di Tindouf sono diventati, sotto l'influenza delle milizie del Polisario, un terreno fertile per i riclutatori delle reti terroristiche, dei trafficanti di qualsiasi genere e delle bande criminali, da cui l'imperativo della loro chiusura'', nota nella stessa vena una relazione intitolata: ''Terrorismo in Nordafrica, dell'Ovest e centrale: dell'11 settembre alla primavera araba'', pubblicato per il 2012 dal centro internazionale per gli studi sul terrorismo, che dipende dal Potomac Intituto.

Per l'autore di questa relazione, Yonah Alexander, la minaccia di Al-Qaïda nel Magreb islamico (Aqmi) deve indurre la Comunità internazionale ''a mettere in testa delle sue priorità un decentramento permanente delle popolazioni di questi campi conformemente ai protocolli e convenzioni internazionali pertinenti''.

La relazione, che è stata presentata ad una conferenza tenuta al nazionale vicino club della capitale federale Stati Uniti, sotto il tema: ''Cooperazione internazionale per la lotta antiterrorista'', mette l'accento sulla necessità di trovare un regolamento definitivo alla questione del Sahara, che costituisce ''un ostacolo alla sicurezza della regione ed impedita lo spiegamento di una vera cooperazione economica nel Magreb e nel Sahel''.

Alexander affida, in questo contesto, aver constatato durante una visita a Dakhla le opportunità offerte alle persone, che avevano avuto la possibilità di estrarsi ai campi di Tindouf, per diventare cittadini produttivi e perciò beneficiare dell'aumento e del progresso che conoscono le province del Sud.

''Si tratta di un diritto umano inalienabile e di ferro'', ha insistito. Durante l'anno 2011, prosegue il documento, delle relazioni che convengono ed una serie di arresti hanno confermato l'esistenza di legami avverati tra Aqmi e dei cartelli sudamericani nel quadro di operazioni di traffico di droghe verso l'Europa via la regione del Sahel, con la complicità di membri del Polisario.

La relazione sostiene, d'altra parte, che il conflitto del Sahara ''costituisce un'apertura per l'espansione delle attività dell'Aqmi nella regione (...) diventata un focolare ed un terreno fertile a questo gruppo terroristico'', e ne vuole per prova il rapimento, in cuore pieno di Tindouf, di tre lavoratori umanitari occidentali, e che sono stati liberati, dopo molti mesi di cattività, con l'ausilio di un riscatto di molti milioni di euro venuti a rimetter a gallae le casse dell'Aqmi, che appare sulla lista delle organizzazioni terroristiche internazionali stabilita dal dipartimento di Stato.

 Le conseguenze sulla stabilità e la sicurezza del Magreb e del Sahel di una congiunzione di interessi tra l'Aqmi ed il Polisario sono incalcolabili.

Aqmi ed i gruppi terroristici che si vantano della stessa matrice ideologica nella regione del Sahel operano instancabilmente al consolidamento dei loro legami con i trafficanti di droghe nei campi di Tindouf che si sono infiltrati ad un'ampia scala reclutando una gioventù frustrata e senza la speranza di un dopo giorno migliore.

 Dopo aver elaborato questa stessa constatazione, uno studio del think thank americano, Carnegie Endowment richiama l'attenzione sull'intensificazione delle attività criminali e delle tensioni sociali nei campi di Tindouf che costituiscono pertanto un'altra minaccia per la stabilità e la sicurezza nel Nordafrica e la regione del Sahel nell'insieme.

Pur sottolineando che l'Aqmi e le varie reti di traffico di droga si nutriscono delle rivalità regionali, questo centro di ricerca chiama ad una risoluzione del conflitto del Sahara inducendo le parti a negoziare un accordo che mette l'accento sul presente ed il futuro anziché restare prigioniero dei gioghi ideologici ereditati della guerra fredda.

 E di sottolineare in questo contesto che il piano marocchino d'autonomia costituisce una base solida di negoziato per la risoluzione di questa vertenza regionale, che soltanto è troppo durata.
 

-Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -


 

 

 Questo sito non è responsabile del funzionamento e del contenuto dei link esterni !
  Copyright © CORCAS 2026