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sabato 10 ottobre 2026
 
 
 
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Notizie importanti

Il nuovo approccio dell'ONU per il rilancio dei negoziati è un riconoscimento del della posizione del Marocco

 L'ultima visita nella regione dell'inviato personale del segretario generale del'ONUpour Sahara, Christopher Ross, che ha avuto luogo nel quadro dei parametri chiaramente definiti dal consiglio di sicurezza in attesa di trovare una soluzione politica reciprocamente accettabile a questa vertenza, è stato l'occasione per l'emissario dell'ONU di mettere in guardia contro l'aumento in potenza dell'estremismo, del terrorismo e della criminalità in un insieme geografico che comprende l'Africa del nord ed il Sahel.



Lo statuto quo attuale del conflitto del Sahara ''è minacciato dall'aumento dell'estremismo, del terrorismo e della criminalità nella regione del Sahel'', ha informato il sig. Christopher Ross al termine della sua visita nella regione, ritenendo che la putrefazione delle circostanze attuali ''sia tale da nutrire le frustrazioni e dare luogo a violenze che potrebbero essere tragiche per i paesi della regione''.

Anche se non va ai nemici dell'integrità territoriale del Marocco, la dichiarazione del sig. Ross ha avuto il merito di mettere ciascuno di fronte a queste responsabilità, con in tessuto di fondo una Comunità internazionale che getta uno sguardo scrutateur ed ansioso sull'evolvere della situazione securitaria nella regione, convinta che il Nord maliano è diventato una base posteriore di gruppi terroristici che imperversano nella banda sahélo-sahariana.

 La cautela di Christopher Ross interviene nella scia di una serie di abduzioni di cittadini occidentali nella regione, ed in particolare di due lavoratori umanitari spagnoli e di un altro di nazionalità italiana, in cuore pieno di Tindouf che più è, un'operazione che non avrebbe potuto avere luogo senza complicità efficaci e benevole al vertice della gerarchia del Polisario.

 Molto di questa constatazione e di molte altre prove irrefutabili, esperti americani in materia di lotta antiterrorista sottolineano che Polisario, così, si è trasformato “in forza integrativa'' della guerra dichiarata da Aqmi e “il movimento per Unicité e Jihad in Africa dell'Ovest'' (Mujao) contro l'occidente.

 Peggio ancora, media internazionali hanno recentemente parlato dell'adesione di decine di membri del Polisario al Mujao nel nord del Mali che costituisce il seguito tutto sommato logica di una radicalizzazione del Polisario e dell'esacerbazione delle condizioni di vita nei campi di Tindouf, in cui le popolazioni sono sequestrate contro il loro gradimento dalle milizie del Polisario.

 La situazione nel nord del Mali, sotto occupazione di forze estremiste che dispongono di armi e di mezzi logistici conseguenti in una zona in cui la porosità delle frontiere lo disputa al lassismo securitario, mette Algeri di fronte alle sue contraddizioni e le sue responsabilità, mentre la Comunità internazionale impaziente delle tergiversazioni e delle esitazioni del potere algerino.

 Stizziti dalle ultime dichiarazioni del sig. Ross, al termine della sua visita nella regione, Polisario e l'Algeria fedeli ai loro metodi punibili cercano di mascherare questa nuova distribuzione, alla quale non possono sfuggire più.

Devono ormai iscriversi nel quadro di questa nuova visione della Comunità internazionale nel momento in cui un intervento militare in questo paese del Sahel è oggetto di un consenso senza chiamata.

Altri osservatori internazionali indicano del dito la catena di fornitura dei gruppi estremisti, nel nord del Mali, e si interrogano ''sull'origine dei mezzi logistici considerevoli e delle armi a disposizione di questi terroristi in un territorio così grande come la Francia, senza risorse, né attività economiche generarici di redditi''. ''Questi veicoli ed armi, si nota, ''non possono certamente provenire dalla Mauritania vicina ed ancora meno dal Niger congiunti''.

Con l'attentato terroristico ignobile contro il consolato americano a Benghazi, gli arresti di terroristi e di riclutatori per AQMI e Mujao nei vari paesi del Magreb, la risoluzione del conflitto del Sahara deve ormai tenere conto di questa nuova distribuzione regionale innegabile.

 Esigendo di rimettere il processo di negoziato sulle barre, il Marocco ha adottato il provvedimento dell'urgenza da porre fine al calvario delle popolazioni di Tindouf, in Algeria, e dell'emergenza ''di un reale problema di sicurezza internazionale'' nella banda sahelo-sahariana.

 Il nuovo approccio adottato dalle Nazioni Unite per il rilancio dei negoziati sul Sahara Marocchino è un consenso implicito del fallimento dei negoziati informali che hanno condotto il processo verso il vicolo cieco, ma anche un riconoscimento del della posizione del Marocco.

 Tirando la campana di allarme, il Marocco, come partner ascoltato e rispettato nel concerto delle nazioni, è riuscito ''a dare un nuovo soffio'' al processo di negoziati, come lo ha fatto nel 2007 attraverso il suo piano d'autonomia.






-Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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