Parlando a nome di OCAPROCE International durante il dibattito generale della 61a sessione, la signora Saadani Maolainain, che è anche membro del Consiglio Consultivo Reale per gli Affari Sahariani (Corcas), ha ritenuto che l'adozione della risoluzione 2797 giunga in un momento cruciale di una controversia che dura da quasi mezzo secolo e che ha generato sofferenze e privazioni per le popolazioni saharawi tenute prigioniere nei campi di Tinduf, nel sud-ovest dell'Algeria.
Questa ex deportata saharawi a Cuba ha sottolineato che il Piano d'Autonomia presentato dal Marocco costituisce l'unica soluzione praticabile, giusta e realistica in grado di garantire tutti i diritti politici, economici e sociali nel quadro di una riconciliazione globale, sotto la sovranità marocchina e in conformità con i principi delle Nazioni Unite.
Intervenendo anche sul punto all'ordine del giorno dedicato al dibattito sul rapporto dell'Alto Commissario per i Diritti Umani, la Sig.ra Gajmoula Boussif ha sottolineato che l'efficace promozione dei diritti umani richiede un quadro istituzionale stabile che garantisca l'accesso alla giustizia e ai servizi pubblici.
Questa attivista ha inoltre elogiato gli sforzi del Marocco nello sviluppo socio-economico e nella cooperazione con il sistema internazionale dei diritti umani, ritenendo che una soluzione duratura possa garantire il pieno godimento dei diritti fondamentali per tutte le popolazioni interessate, comprese quelle che vivono nei campi di Tinduf.
- Notizia riguardo alla questione del sahara occidentale/ CORCAS -