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martedì 13 aprile 2021
 
 
 
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L'iniziativa d'autonomia marocchina è una base seria e realistica per una soluzione definitiva a questa disputa regionale e non esiste autonomia al di fuori di una sovranità


Il ministro degli affari esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all'estero, Nasser Bourita, ha invita l'Unione europea (UE) ad uscire dalla sua zona di comfort e a sostenere la dinamica positiva in corso nel Sahara marocchino.

Il ministro degli esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all'estero, Nasser Bourita, ha invitato l'Unione europea (UE) ad uscire dalla sua zona di comfort e a sostenere la dinamica positiva in corso nel Sahara marocchino.

Rispondendo a una domanda dell'agenzia europea sulla decisione degli Stati Uniti d'America di riconoscere la sovranità del Marocco sul suo Sahara, il ministro ha sottolineato che si tratta di "un'evoluzione naturale della posizione americana che, dal 2007, considera l'iniziativa d'autonomia marocchina una base seria e realistica per trovare una soluzione definitiva a questa controversia regionale", precisando che "quando si dice autonomia, non penso non che vi sia autonomia al di fuori di una sovranità".

Ha poi sottolineato che "il Marocco è pronto a impegnarsi in un simile processo, sotto l'egida delle Nazioni Unite, per trovare una soluzione nel quadro della sua iniziativa di autonomia alla questione del Sahara".

Il Ministro ha ricordato a questo proposito che alla fine di gennaio 42 paesi hanno sostenuto tale iniziativa, precisando che "non si tratta di una posizione isolata, ma di una tendenza a livello della Comunità internazionale".

L’onorevole Bourita ha invitato l’Unione europea a uscire dalla sua zona di comfort.

"È sufficiente che l'Europa esca dalla sua zona di comfort e sostenga questa tendenza internazionale", ha sottolineato, sottolineando che "il processo è andato in rotoli per anni" e che oggi "un orientamento emerge ed è questo che deve sposare anche l'Unione europea".

Il ministro ha affermato in questo stesso contesto che l'Europa ha bisogno di una zona Sahel-Sahariana stabile e sicura, osservando che "questi desideri possono rimanere peggiori se non vi è impegno".

E ci si chiede: Oggi il treno partirà. L'Europa resterà passiva o contribuirà a questa dinamica?










-Notizia riguardo alla question del Sahara occidentale/Corcas-

 

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