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giovedì 13 agosto 2020
 
 
 
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L’attivista associativo norvegese Eric Cameron, presidente dell’ONG World Action for Refugees, ha sottolineato l’imprescrittibile responsabilità dell’Algeria per la situazione umanitaria nei campi di Tinduf nel paese nell'ambito della sua partecipazione al Sahara Debate, un programma dei cittadini trasmesso sui social network.


In un discorso che si intendeva fattuale e obiettivo, Cameron ha sottolineato che l’Algeria ha delegato al Polisario l’autorità su una parte del suo territorio in violazione della Convenzione sullo Statuto dei Rifugiati del 1951 e del suo Protocollo del 1967, nonché di tutte le conclusioni del Comitato esecutivo dell’Alto Commissariato per i Rifugiati.

Questa situazione eccezionale in relazione al diritto internazionale umanitario consente al Polisario di perpetrare sistematiche violazioni dei diritti umani nei campi di Tinduf per soffocare qualsiasi contestazione della sua legittimità. La detenzione arbitraria, i rapimenti e le torture si abbattono incessantemente sulla popolazione civile, con la complicità attiva dell’Algeria.

Infatti, ha rilevato l’esperto norvegese, "la responsabilità morale, giuridica e penale dell’Algeria è pienamente impegnata per quanto riguarda le violazioni commesse nel suo territorio nei campi di Tinduf", in quanto il paese ospitante è titolare di obblighi specifici di prevenire, investigare e reprimere le violazioni dei diritti delle persone sul suo territorio, garantendo loro nel contempo mezzi di ricorso.

Si ricorda che nel 2018 il Comitato per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ha espresso "la sua preoccupazione per la devoluzione de facto dei poteri dell’Algeria, in particolare quelli giurisdizionali, al Polisario".

Proseguendo l’analisi della situazione umanitaria nei campi di Tinduf, Cameron ha sottolineato, in relazioni di sostegno, l’appropriazione indebita degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile da parte dell’Algeria e del Polisario, azioni che l’Alto Commissariato per i Rifugiati e il Programma Alimentare Mondiale, a seguito di una missione d’ispezione congiunta condotta nel 2005.

L’esperto norvegese ha sottolineato che le due agenzie dell’ONU hanno condotto la missione su invito della Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario della Commissione europea (ECHO), che nel 2003 aveva deciso di dimezzare l’aiuto umanitario concesso alle popolazioni dei campi di Tinduf, dopo aver constatato pratiche di diversione nei campi.

Nel 2007 è l’Ufficio europeo per la lotta antifrode a preoccuparsi dell’appropriazione indebita degli aiuti umanitari da parte dei funzionari algerini e del Polisario.

Da allora, la deviazione continua con la stessa frequenza, a scapito della salute delle popolazioni civili dei campi di Tinduf. Non più tardi del 9 giugno 2020, la ONG Luce e Giustizia ha rivolto un appello all’Unione europea affinché ponga fine all’arricchimento illecito dei responsabili del Polisario attraverso lo sviamento degli aiuti umanitari. L’ONG ha sottolineato che, a causa della rivendita della maggior parte degli aiuti umanitari in alcuni Stati limitrofi, un fenomeno ormai ben documentato, la fame e la sete guariscono gli abitanti dei campi di Tinduf.

Secondo Cameron, l’appropriazione sistematica e impunita degli aiuti umanitari è resa possibile solo dal rifiuto ostinato dell’Algeria di permettere un censimento delle popolazioni dei campi di Tinduf, in disfede di tutte le risoluzioni adottate dal 2011 dal Consiglio di sicurezza.

Tuttavia, ha sottolineato, il censimento è un meccanismo fondamentale di protezione e un obbligo statutario dell’UNHCR.

In tale contesto, Cameron ha ricordato che il Parlamento europeo, in una risoluzione adottata il 29 aprile 2015, ha denunciato la mancanza di censimento delle popolazioni di campi di Tinduf oltre trent’anni dopo il loro arrivo in Algeria, notando che si tratta di una situazione anomala e unica nella storia dell’UNHCR.

L’esperto norvegese ha espresso la sua preoccupazione per la sorte di questa popolazione privata di protezione nel contesto della pandemia della COVID-19, dato che l’Algeria ha delegato la gestione della situazione sanitaria nei campi di Tinduf al Polisario, un gruppo armato che non ha né l’autorità giuridica né la capacità tecnica di proteggere la popolazione da questa malattia.

Eric Cameron interveniva nel quadro del Sahara Debate, un programma dei cittadini che si propone come piattaforma aperta e democratica per gettare una luce serena sulla questione del Sahara marocchino.






- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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