Nel corso di questo colloquio, il sig. Maouelainin Maouelainin Ben Khalihenna ha fatto un esposizione sulla composizione, le differenti missioni ed attività del CORCAS dopo la sua nomina il 25 marzo 2006 a Laayoune da parte di SM il Re Mohammed VI.
Il CORCAS, ha detto, conta 141 membri ripartiti tra tutti i ceppi delle popolazioni Sahrawi che rappresentano le 34 tribù conosciute del Sahara, spiegando che questi membri sono degli Chioukhs, dei giovani, degli ex detenuti, dei rappresentanti eletti, degli attori della società civile, e delle donne (che rappresentano il 10 per cento).
SM il Re ha assegnato al CORCAS tre missioni principali, vale a dire instaurare una riconciliazione tra tutti i Sahrawi e tra questi ultimi e l’amministrazione marocchina, preparare il progetto di autonomia per il Sahara e contribuire allo sviluppo socio economico delle province del Sud del Regno, ha aggiunto il Segretario Generale del Consiglio.
Ricordando le diverse visite effettuate dal CORCAS all’esterno del Marocco, il sig. Maouelainin Maouelainin Ben Khalihenna ha precisato che esse avevano principalmente come obiettivo di fare delle inchieste sulle autonomie esistenti in quei paesi stranieri che sono molto avanzati in questo campo, precisamente la nostra vicina Spagna che gode di una grande esperienza in materia di regionalizzazione.
Per quello che riguarda il progetto di autonomia, ha ricordato che questo è stato presentato il dicembre scorso all’Alto apprezzamento di SM il Re Mohammed VI prima della sua consegna il prossimo aprile alle Nazioni Unite.
Questo progetto, ha spiegato il sig. Maouelanin, si basa su tre principi, prima di tutto la sovranità marocchina incontestabile sul Sahara, poi la soddisfazione delle rivendicazioni delle popolazioni Sahrawi, ed infine la conformità alle norme internazionali in materia di autonomia.
Le domande della delegazione ivoriana si sono incentrate in particolare sulla questione del Sahara e sugli ultimi sviluppi di questo dossier, sulla creazione del Fronte Polisario, l’era coloniale, la decolonizzazione del Sahara, oltre che le persone trattenute nei campi di Tindouf.
Fonte: CORCAS