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venerdì 12 agosto 2022
 
 
 
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Il sig. Khalihenna Ould Errachid, presidente del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani ha
detto nel programma di ‘‘Dayf Al Muntasaf di Aljazeera‘‘ che le circostanze che erano prevalse
negli anni settanta nel Maghreb, la guerra fredda, gli inter conflitti arabi - il conflitto arabo fra i regimi ed i conflitti progressivi fra i regimi preservativi di allora causati gli interventi nel Sahara è in conflitto, determinando le dimensioni internazionali profonde.


Sotto il testo integrale della dichiarazione del sig. Khalihenna Ould Errachid all'emissione " Daïf al Montassaf " della catena Al Jazeera:

"Il Consiglio reale consultivo degli affari sahariani, creato da SM Re Mohammed VI in seguito al suo discorso del 25 marzo 2006 a Laâyoune, è un'istanza reale aspirante da preparare le condizioni psichiche, politici, diplomatiche, economiche e sociali allo scopo ultimo di applicare la soluzione finale alla questione sahariana, cioè, l'autonomia sotto la sovranità marocchina.

La nostra azione di ori e già è cominciata in questi diversi campi di operazioni".

E sulla posizione dell'Algeria rispetto alla questione del Sahara, il sig. Khalihenna Ould Errachid ha nuovamente precisato:

"La questione del Sahara è, principalmente, maroco-Marocchina.

 Ma, ha rapidamente preso una dimensione internazionale.

In realtà, l'origine di quest'affare risale agli anni 1975, quando giovani d'origine sahraouie hanno organizzato manifestazioni contro le condizioni politiche, economiche e sociali che prevalevano nelle province del sud e la loro marginalizzazione rispetto alle politiche dell'amministrazione centrale.

All'inizio, questo gruppo fu un'organizzazione che rivendica più diritti per gli abitanti di questa regione.

 Tuttavia, le circostanze che vivevano i paesi del Magreb arabo all'epoca degli anni settanta, influenzati dalla guerra fredda, i conflitti arabo-arabi, ed i conflitti tra regimi progessisti e regimi conservatori, tutti questi fattori, avevano favorito il immixtion di altre parti nella controversia sahraoui che ha preso così, una dimensione internazionale.

La controversia è un affare puramente maroco-marocchino, di cui la parte protestataire cercava di garantirsi una rappresentazione politica, economica e culturale effettiva nell'ambito dello Stato marocchino.

 Ma,i Sahraoui dei campi di Tindouf, in particolare il fronte Polisario si trova su una parte del territorio algerino, cosa che implica uno spostamento in Algeria per qualsiasi negoziato.

 Così, ho personalmente invitato l'Algeria, Stato fratello e vicino, di intervenire a favore di una riconciliazione ed essere un attore costruttivo per regolare la questione.

Poiché, solo una risoluzione del diverso il sahariano, può redémarrer il progetto dell'Unione Magreb araba.

 Lo Stato algerino detiene così le chiavi della soluzione se accetta di svolgere un ruolo di conciliazione, di intermediazione e d'armonizzazione, al vero senso del termine.

Vogliamo dire ai nostri fratelli algerini ed al nostro governo non di abbassare le braccia e fare il necessario, in armonia con gli sforzi delle Nazioni Unite, per finirne con questo problema.

Il Sig. Khalihenna Ould Errachid ha chiamato il fronte Polisario al dialogo ed all'accettazione della soluzione politica suscettibile di garantire i diritti dei Sahraoui, segnalando che l'ultima relazione onusiana ha affermato dell'impossibilità dell'applicazione del piano Baker.

 "Il fronte Polisario richiede sempre l'impossibile.

La realtà afferma che la risoluzione della questione del Sahara può emergere soltanto della realizzazione di un'equazione unica: tutti i mezzi spiegati dal fronte Polisario, fino ai nostri giorni, val-a-dire da 30 anni, sono risultati senza effetto e non futuro, le scommesse sulla guerra, su un referendum inapplicabile, ingiusto, non credibile ed illegale tutti sono falliti.

 Le Nazioni Unite, esse stesse, nell'ultima relazione del Consiglio di sicurezza sul Sahara, hanno affermato che la sola uscita per la questione del Sahara risiede nella soluzione politica permanente fondata sull'armonia tra parti.


 Così, invitiamo il fronte Polisario, i nostri fratelli nel fronte Polisario, a porre fine alla sofferenza dei nostri fratelli a Tindouf, rinunciare alla politica della porta chiusa, favorire la stabilità nella regione del Magreb arabo ed adottare l'unica soluzione possibile, oggettiva e realistica, che garantisce i diritti storici del Sahraouis, gli stessi diritti che sono stati all'origine della creazione del fronte Polisario.

Con tale condotta, il Polisario non costituirà più un ostacolo agli sforzi delle Nazioni Unite e degli altri attori internazionali ed alla volontà dei popoli, dei Sahraoui, che attendono con impazienza il regolamento di uno delle vertenze più vecchie dell'era moderna che ha ora oltre trenta anni3.

 

Fonte: Corcas


-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas -
 

 

 

 


 

 

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