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giovedì 25 luglio 2024
 
 
 
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Con l'apertura dei consolati di una trentina di Paesi dal 2019, le città di Dakhla e Laayoune sono diventate, in pochi anni, "l'incarnazione" dei "progressi diplomatici" realizzati dal Marocco sulla questione della sua integrità territoriale, scrive mercoledì la rivista panafricana ''Jeune Afrique''.


Le due città sono anche l'incarnazione del "successo" del Nuovo modello di sviluppo delle province del sud del regno, lanciato da SM il re Mohammed VI nel 2015, sottolinea la rivista in un articolo messo in linea sul suo sito Internet.

Senegal, Costa d'Avorio, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Giordania, Bahrein, Gibuti...Negli ultimi quattro anni, diversi paesi hanno aperto consolati, per la maggior parte riuniti in quella che è la sede diplomatica di queste città emblematiche del Sahara, si nota.

"Queste aperture di consolati, che riflettono il sostegno di molti paesi africani e arabi alla marocanità del Sahara, sono altrettanti fallimenti per il Fronte Polisario, che ha evidentemente tentato di fare pressione sui diversi diplomatici inviati qui", dice alla rivista Mohamed El Imam Maelainin, nominato nel 2019 console onorario della Costa d'Avorio a Laayoune.

"La nostra presenza qui si basa su convinzioni, dato che le Comore e il Marocco hanno sempre condiviso gli stessi punti di vista sul piano diplomatico, con un sostegno reciproco e costante sulla questione dell'integrità territoriale dei nostri due paesi, sia a livello delle istanze internazionali che sul piano bilaterale", rileva, dal canto suo, Said Omar Said Hassane, a capo del consolato generale delle isole Comore a Laayoune.

Una dimensione "storica e affettiva" che si ritrova anche nello sguardo portato dal console generale del Gabon a Laayoune, Lezin Issha Boussougou, che ricorda la partecipazione del suo paese alla Marcia Verde nel 1975, nota la pubblicazione.

"Questo episodio è nella memoria di tutto il popolo gabonese, per il quale la marocanità del Sahara non ha alcun dubbio", afferma il diplomatico, in precedenza in servizio in Togo, vedendo nella presenza di un consolato gabonese nel Sahara un "promemoria di questo sostegno fermo e inequivocabile del Gabon al Regno, ma anche della fortissima relazione tra i due paesi".

"Sul piano geostrategico, l'istituzione di queste rappresentanze consolari si iscrive nella visione di SM il re Mohammed VI sull'integrazione africana e sulla necessità di porre fine ai conflitti tra paesi che ostacolano la creazione di grandi entità o blocchi economici regionali, lavorando fianco a fianco allo sviluppo di tutto il continente", insiste il console delle Comore.

''Jeune Afrique'' ritorna anche sul versante della cooperazione studentesca e in materia di trasferimento di competenze, sottolineando che queste rappresentanze consolari si occupano di gestire gli affari correnti dei cittadini dei loro paesi presenti nelle province del Sud, alcuni dei quali effettuano i loro studi negli istituti superiori della regione come l’ENCG Dakhla o l’Università di Laayoune.

"Lo sviluppo fenomenale del Sahara negli ultimi anni è un modello per gli altri paesi del continente, in particolare in materia di agricoltura, di irrigazione, di turismo, di pesca, di energie rinnovabili... E siamo ben decisi a sfruttare questa opportunità che ci viene offerta di essere presenti in questa regione per favorire i trasferimenti di competenze", sottolinea dal canto suo il console del Togo.


- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-
 

 

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