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sabato 14 dicembre 2019
 
 
 
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Stampa scritta

Il quadro delle Nazioni Unite è l'unico processo di regolamento della questione del Sahara, escludendo qualsiasi altro processo parallelo (dichiarazione finale)



La conferenza ministeriale africana sull'appoggio dell'Unione africana (UA) al processo politico delle Nazioni Unite sulla vertenza regionale attorno al Sahara Marocchino, tenuta lunedì a Marrakech, ha conosciuto una partecipazione importante tanto sui piani quantitativi e qualitativi che rappresentativo, ha affermato il ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, il sig. Nasser Bourita.

Ad una conferenza stampa al termine di questa riunione ministeriale, i cui lavori sono stati sanciti da una dichiarazione finale, il sig. Bourita ha sottolineato che questa conclave è stata segnata dalla partecipazione di 37 paesi derivati dalle cinque sous-régions del continente, in particolare otto stati della Comunità di Développement dell'Africa australe (SADC) e dei paesi influenti, le cui posizioni che riguardano questa vertenza regionale sono evolute negli ultimi anni.

Il ministro ha segnalato che quest'importante conferenza è stata organizzata in seguito alla tuta della seconda tavola rotonda di Ginevra, ed ai tentativi che mirano a deviare l'Africa delle sue posizioni chiare ed equilibrate sulla questione del Sahara Marocchino, aggiungendo che questa riunione ministeriale è intervenuta nella scia fin da sfide principali che affronta il continente che, ha sollevato, richiedono la creazione di uno spazio adeguato per gli stati africani in attesa di coordinare le loro posizioni ed esprimere le loro opinioni su una folla di questioni.

Ed il sig. Bourita di proseguire che la conferenza ministeriale africana di Marrakech è stata così importante in termini di conclusioni, nel senso che i suoi lavori sono stati sanciti da una dichiarazione finale che ha sottolineata l'unanimità dei paesi partecipanti quanto all'esclusiva delle Nazioni Unite come quadro di ricerca di una soluzione politica, reciprocamente accettabile, realistica, pragmatica e duratura alla questione del Sahara, escludendo ogni processo parallelo.

La dichiarazione finale della conferenza di Marrakech ha anche ribadito che la decisione 693 adottata in occasione del 31esimo Sommita dell'UA a Nouakchott stipula che il ruolo dell'Unione africana, sul modello delle altre organizzazioni, consiste nell'accompagnamento e l'appoggio del processo dell'ONU e degli sforzi acconsentiti dalle Nazioni Unite e non nello sviluppo di un altro processo, ha spiegato, notando che questa conferenza ha messo l'accento sul fatto che l'appoggio dell'UA passa per la troika come meccanismo d'accompagnamento e d'incoraggiamento degli sforzi delle Nazioni Unite, respingendo ogni tentativo o iniziativa che mira a passare la decisione di Nouakchott.

La conferenza di Marrakech è stata anche segnata dall'unanimità dei paesi partecipanti, che condividono lo spirito e la lettera della decisione 693, attorno al rifiuto di qualsiasi tentativo o si avvicina consumata mirando a compromettere la coesione dell'UA e coltivare la divisione tra i suoi Stati membri, ha detto il sig. Bourita.

Ed il ministro di comunicare che accogliendo questa conferenza, il Marocco non cercava di creare un'alleanza qualunque, ma aspirava a predisporree una piattaforma comune sostenuta dal 3/4 dei paesi dell'UA, che non è diversa che quella fondata sulla decisione di Nouakchott.

Il Sig. Bourita, d'altra parte, ha sottolineato che il Marocco, conformemente agli alti orientamenti di suo il Re Mohammed VI, adotta una diplomazia che si basa su un approccio "proattivo", aggiungendo che il regno raccomanda un passo virtuoso e positivo, poiché ne testimoniano la filosofia adottata dal suo ritorno nell'ambito della sua famiglia istituzionale, l'Unione africana, la sua apertura su altri paesi africani e la sua azione per la diversificazione dei suoi partenariati a livello del continente.

Si tratta di una diplomazia di iniziative e di azioni proattive, ha dichiarato, notando che il regno, che dura tutta la storia della vertenza regionale attorno al Sahara Marocchino, ha preso molte iniziative essendo convinto che è interamente nei suoi diritti e che i parametri della soluzione non possono superare le linee rosse che ha tracciato.

Il ministro ha affermato che il regno è sempre convinto che questa vertenza regionale ha un costo, inizialmente, per le popolazioni dei campi di Tinduf che vivono "in condizioni molto difficili" e solo grazie agli aiuti umanitari, e può essere attirata dalle sirene dell'estremismo e del terrorismo.

E di notare che il Marocco è così cosciente che questa vertenza impedita la normalizzazione delle relazioni bilaterali tra il Marocco e l'Algeria e ritiene, pertanto, che il regolamento della questione favorirebbe il rilancio dell'integrazione maghrebina.

Il Sig. Bourita, d'altra parte, ha fatto osservare che il regno si è impegnato nel processo delle tavole rotonde di Ginevra, pur facendo in modo che le quattro parti interessate si implichino in tutti i dibattiti e tutte le questioni.

Il Marocco si è impegnato in questo processo "per provare la volontà" delle altre parti e verificare se esiste un vero impegno per avanzare nel senso voluto dalla Comunità internazionale ed il consiglio di sicurezza dell'ONU, ha aggiunto, che fa sapere che "se si ritorna verso la retorica e loro discorrere sterili, allora a questo momento, una valutazione di questo processo si impone".

La conferenza ministeriale africana di Marrakech viene a chiarire il contributo del UA a questo processo dell'ONU, ha rilevato, sottolineando che il ruolo dell'organizzazione panafricana è di portare il suo appoggio agli sforzi dell'inviato personale del segretario generale dell'ONU ed alle risoluzioni del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in attesa di raggiungere una soluzione realistica, pragmatico duraturo e basato sul compromesso a questa vertenza regionale.

- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas-


 

 

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