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lunedì 23 maggio 2022
 
 
 
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Stampa scritta

Il concetto è "un artificio ideologico" convertito "in vera arma di combattimento nell'ambito dell'ONU"

L'inclusione "del Sahara Occidentale" nella lista "dei territori non autonomi" è un'aberrazione, è la conclusione di un importante articolo d'analisi pubblicato dal sito d'informazione francese Médiapart, il 24 novembre la corrente e che si intitola "le avventure "della lista dei territori non autonomi".



Analizzando questa denominazione, l'autore di questo articolo ricorda che la regione del Sahara è un territorio "abitato da popolazioni che nessuna differenza principale separa dal Marocco storico, che sia con la lingua, la religione, le fedeltà tradizionali, le identità politiche (tribù Berbérophones ed Arabophones distribuite dei diversi lati delle frontiere coloniali), ecc.".
 
Considera che "il Sahara Occidentale è il solo caso incluso nelle TNA (fuori dell'Europa) in cui non si trova pas des "colonizzatori bianchi europei "dominante delle popolazioni non-Europee: la sua inclusione è dunque un'aberrazione. Ciò che lo impedito non di continuare ad essere utilizzata nelle discussioni diplomatiche e politiche internazionali".

L'articolo che tratta con una grande pertinenza di questa cartella dei territori non autonomi analizza tanto dal punto di vista del diritto che di quello della logica la situazione e constata che questa nozione "territori non-autonomi (TNA), che è una costruzione dell'ONU è semplicemente un artificio ideologico.

L'autore constata che questa concezione è allo stesso tempo illogica ed arbitraria, ma che produce sul campo "effetti tangibili" ed influenza in modo forte le prese di posizione diplomatiche pur influenzando la politica internazionale dovendo una vera arma di combattimento nella sabbia dell'ONU.

La classificazione TNA è eterogenea e "un abisso di confusione e ciò dall'origine", indica l'autore dell'articolo di Médiapart che evoca l'evoluzione storica di questa classificazione, citando gli specialisti, in particolare Henri Grimal che ricorda che si sono affidati "al Comitato fattori" il compito di determinare gli elementi che potrebbero essere presi in considerazione per decidere quando un territorio è o non è “un paese la cui popolazione non ha ancora interamente raggiunto la bobina governo".
 
Questo Comitato famoso si urtò alle stesse difficoltà dell'assemblea" per produrre la definizione "di territorio non autonomo" (Grimal 1985: 147).
 
Non poteva essere differentemente, ed il seguito lo confermò: la definizione a priori e quindi l'inclusione o no di un territorio concreto in questa categoria ha basi soltanto politiche, cioè: in termini di volontà (azione fondata su un interesse) e di potenza – le relazioni di forze tra che tengono diversi tentativi di definizione. Di qui seguirà, o no, l'integrazione di un territorio concreto "nella lista" elaborata dalle istanze dell'ONU.

È dunque una semplice costruzione politicante il cui senso molto elastico ha sensi soltanto quello che gli danno gli attori politici nell'ambito dell'ONU, in questo caso le potenze statali.
 
Due criteri fondono l'assurdità di questa costruzione: non è omogeneo, poiché non comprende soltanto casi della stessa natura e non segue per niente un criterio uniforme, e non è esauriente poiché non comprende tutti i casi che corrispondono alla sua definizione di partenza.

Di qui la constatazione finale che fa l'autore dell'articolo: "è uno strumento ideologico utile nelle strategie alla geometria variabile di alcuni paesi, non una classificazione che obbedisce alla logica, da un lato, e che corrisponde a realtà empiriche saisissables, dell'altra."
 

- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas-

 

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