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giovedì 20 giugno 2024
 
 
 
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Stampa scritta

L'ambasciatore, rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite, il sig. Omar Hilale, ha denunciato, giovedì in una dichiarazione alla stampa, la campagna ostile del segretariato delle Nazioni Unite e l'impegno di quest'ultimo in pratiche “inaccettabili",
 "contrarie all'etica diplomatica".



Il Sig. Hilale ha tenuto ad esprimere, a questo proposito, "la costernazione e l'incomprensione del Marocco in relazione alla fuga della lettera del segretario generale dell'ONU a suo maestà il re", precisando che "abbiamo ricevuto la lettera l'altro ieri e ventiquattro ore dopo essa fuitée ad alcuni destinatari, cosa che è contraria all'etica dell'ONU, e si iscrive alla rovescia delle pratiche diplomatiche".
 
Ritornando sugli slittamenti e le azioni inaccettabili del SG dell'ONU, in occasione del suo ultimo round nella regione, il diplomatico marocchino ha sottolineato che "abbiamo purtroppo constatato che l'ufficio del portavoce delle Nazioni Unite è strumentalizzato in una campagna mediatica contro il Marocco".
 
Ha ritenuto, a questo proposito, che si tratti anche di comportamenti "contrari alle pratiche delle Nazioni Unite, a maggior ragione quando una struttura dell'ONU è strumentalizzata a questo scopo".
 
Il Sig. Hilale ha ricordato, in questo contesto, che il portavoce dell'ONU è stato interrogato, mercoledì, sugli eventi che si sono svolti durante la visita del SG dell'ONU nella regione, aggiungendo che i fatti e gesti di bando ki-Moon “sono stati smentiti come ad esempio la sua pendenza dinanzi ad una bandiera di un'entità non statale e soprattutto la sua visita a Bir Lahlou".
 
A questo proposito, ha invitato l'udienza a consultare il sito d'alloggio di videi "Youtube", come pure il sito elettronico dell'agenzia di stampa EFE "per trovare le prove che ciò che abbiamo avanzato non è stato creato".
 
"Per quanto riguarda Bir Lahlou, là anche ci alziamo contro la distorsione dei fatti", abbiamo martellato il sig. Omar Hilale, premurandosi di precisare "non volere fare polimiche con chiunque perché ho molta amicizia, di rispetto e di stima per Stéphane Dujarric, portavoce del SG dell'ONU".
 
Il diplomatico marocchino ha insistito che "per quanto riguarda Bir Lahlou (...) ci hanno stato scambi e scritti ed abbiamo la prova che quello è stato premeditato", aggiungendo che "disponiamo anche di prove che attestano che tutto lo scenario è stato accettato prima che l'elicottero decolli".
 
"Invito chiunque, particolarmente il sig. Dujarric, a contattarla per mostrarle la prova scritta di ciò che abbiamo avanzato e della veridicità dello svolto della visita di Ban ki-Moon a Bir Lahlou".

Sull'utilizzo del termine "occupazione" da parte della SG dell'ONU per designare il recupero da parte del Marocco delle province del Sud, il sig. Hilale ha tenuto a sottolineare che "per noi non si tratta soltanto di questo termine, ma si tratta di altri fatti e gesti che sono avvenuto, in particolare la pendenza del SG dell'ONU dinanzi alla bandiera di un'entità marionetta, il segno della vittoria e la visita stessa".
 
L'ambasciatore, rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite ha anche citato "la distorsione del mandato del MINURSO e la menzione del referendum durante la visita di bando ki-Moon nella regione, mentre il consiglio di sicurezza e l'assemblea generale hanno cessato di parlarne rispettivamente dal 2004 e 2007".
 
"Non si tratta di avere rammarico ed attendiamo rammarico e scuse non soltanto sull'impiego di una parola, ma si tratta anche di un accumulo di gesti infelici", ha detto il sig. Hilale.
 
E sottolineare: "Per il Marocco, non è soltanto una parola, bensì un insieme e ciò dovrebbero essere gestiti in modo appropriato".
 
D'altra parte, ha ricordato che il Marocco "rimane a disposizione delle Nazioni Unite per quanto riguarda la componente militare del MINURSO", mettendo davanti "la buona cooperazione tra questa componente e gli enti marocchini locali".
 
Il diplomatico marocchino ha tenuto a precisare, in questo contesto, che "l'ultima relazione del segretariato dell'ONU fa riferimento per il fatto che la componente militare del MINURSO lavora in condizioni delle più normali".
 
Per quanto attiene al posto di collegamento del MINURSO a Dakhla, il sig. Hilale ha segnalato che il suddetto posto "non esisteva fin dalla partenza e che i due soldati che vi erano mettevano in un hotel e si riposavano, purtroppo". "Non ci sono, a questo proposito, siti ufficiali che era incluso nel bilancio delle Nazioni Unite", ha precisato.
 
"Si trattava durante cinque o sei anni di un accordo informale partecipante di un gesto di buona volontà delle autorità marocchine. Purtroppo, la buona volontà del Marocco non è riconosciuta e non è stata pagante", conclude l'ambasciatore, rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite.

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