الـعـربية Español Français English Deutsch Русский Português Italiano
sabato 16 maggio 2026
 
 
 
www.sahara-online.net
www.sahara-social.com/it
Stampa scritta

L'Organizzazione delle Nazioni Unite e la Comunità internazionale nell'insieme devono prendersi le loro responsabilità di fronte alla tragedia ed alla situazione dei diritti dell'uomo innominabile che sopportano le popolazioni nei campi di Tindouf con il fatto dei dirigenti del Polisario e dei loro sostegni ad Algeri, ha sottolineato il giornalista americano Jennifer Rubin, in un'tribuna pubblicata ''in Washington Post''.


''La situazione di blocco nella quale si trova la questione del Sahara fatto il letto ai traffici degli esseri umani e delle droghe, un contesto che favorisce l'intensificazione delle attività terroristiche in Africa del nord'', met. in guardia la signora Rubin in quest'analisi intitolata “un'altra tragedia di profughi sotto il naso delle Nazioni Unite'', attribuendo la responsabilità dei tormenti che sopportano le popolazioni nei campi di Tindouf all'Algeria ed ai dirigenti separatista.
 
L'autore di questa tribuna, che ha intervistato Mohamed Cherif, un attivista sahraoui dei diritti dell'uomo ed il presidente dell'associazione ''luce e giustizia'', che è riuscita molti anni fa a riacquistare la madre patria, racconta ''la persecuzione'' che questo ultimo aveva sopportato mani delle milizie del Polisario per avere osato alzarsi contro i tormenti che sopportano le popolazioni sequestrate in prigioni a cielo aperto ''senza libertà di movimento, né d'espressione, ed ancora meno associazione''.
 
''Cherif è stato imprigionato dal 1981 al 1986 nel campo Rachid che qualifica come ''campo di riabilitazione ", ricorda Jennifer Rubin, precisando che questa tecnica di persecuzione consisteva nel isolare Mohamed Cherif in un foro scavato proprio il suolo.
 
Pur insistendo sul ruolo basilare delle diverse agenzie umanitarie delle Nazioni Unite per porre fine a questa ''travestita dei diritti dell'uomo'', Jennifer Rubin stigmatizza il rifiuto dell'Algeria di autorizzare un censimento delle popolazioni sequestrate, indica del dito la deviazione da parte dei dirigenti separatista dell'aiuto umanitario e si alza contro la presa di ostaggi alla quale ricorrono le milizie del Polisario contro i parenti di ogni persona che si muove al di fuori dei campi di Tindouf.
 
Peggio ancora, le popolazioni di Tindouf non dispongono di documenti di viaggio che deve fornire l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i profughi (ACNUR) conformemente alle convenzioni internazionali pertinenti, nota, sottolineando che questa situazione si traduce con movimenti di proteste nei campi che devono dei responsabili dell'ACNUR.
 
''Il conflitto del Sahara soltanto è troppo durato. È tempo (per la Comunità internazionale) di mettere l'Algeria e il Polisario di fronte alle loro responsabilità'', afferma Mohamed Cherif, citato in questa tribuna, ricordando che il Marocco ha proposto un piano d'autonomia al Sahara che gli Stati Uniti e molte altre potenze occidentali avevano qualificato come serietà, credibile e realistico.
 
''Di fronte, l'Algeria e il Polisario si accampano in una posizione immobile e rifiutano di cooperare'', si rammaricano di Jennifer Rubin.

 


- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

 Questo sito non è responsabile del funzionamento e del contenuto dei link esterni !
  Copyright © CORCAS 2026