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martedì 25 gennaio 2022
 
 
 
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Dossier

Il Marocco attaccato al processo di negoziati ma intransigeant quanto alla sua integrità territoriale

Il quarto round dei negoziati sul Sahara ha avuto luogo dal 16 al 18 marzo 2008, a Manhasset prati di New York. Il Marocco rimane attaccato al processo di negoziati sul Sahara sotto l'egida delle Nazioni Unite ma resta completamente intransigeant quanto alla difesa della sua integrità territoriale, ha ribadito, martedì sera a New York, i membri della delegazione marocchina che hanno presi parte al quarto round dei negoziati di Manhasset.



Ad una conferenza stampa, alla sede della missione permanente del Marocco presso l'ONU, i sigg. Chakib Benmoussa, ministro dell'interno, Taieb Fassi Fihri, ministro degli esteri e della cooperazione, Khalihenna Ould Errachid, Presidente del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS), Mohamed Yassine Mansouri, Direttore generale degli studi e della documentazione (DGED), sono stati unanimi a ribadire l'impegno del regno da proseguire questi negoziati animato in ciò in buona fede e di uno spirito d'apertura, per raggiungere una soluzione politica definitiva sulla base dell'iniziativa marocchina d'autonomia.

Con la stessa fermezza, hanno anche denunciato i manovre dell'altra parte che mira ad imporre il fatto compiuto cercando di cambiare la realtà sul terreno, sottolineando che il regno non può, in alcun modo, tollerare ogni rottura del statu quo all'Est della parete di difesa.

E di ribadire che il Marocco non permetterà che sia portato raggiunta alla sua integrità territoriale ed a suo Sahara.

 "Abbiamo sottolineato che la proposta marocchina rappresenta la soluzione storica e di compromesso che permette di avere una soluzione né di vincitore né superato e risolvere definitivamente il conflitto del Sahara, nel rispetto della legalità internazionale, pur prendendo in considerazione le realtà locali e regionali", ha richiamato il sig. Benmoussa.

Ha aggiunto che il Marocco ha ribadito, nel corso dei negoziati, ed in modo molto chiaro, che "la scelta non è tra l'autonomia e l'indipendenza ma tra l'autonomia ed il statu quo con tutto ciò che ciò implica come sofferenze per le popolazioni trattenute a Tindouf e come implicazioni per le relazioni tra gli stati della regione".

"Polisario resta purtroppo prigioniero di una logica di soluzioni disusate, la cui Comunità internazionale ha constatato l'inapplicabilità", ha proseguito il ministro dell'interno.

Abbondando nello stesso senso, il sig. Fassi Fihri ha ricordato che "l'autonomia proposta dal Marocco è una risposta globale, una risposta seria, una risposta credibile per giungere insieme, con l'Algeria e Polisario, alla migliore soluzione possibile che apre la via alla riconciliazione ed al ritorno dei nostri fratelli che si trovano attualmente sul territorio algerino".

Ha rilevato che garantisce anche "la normalizzazione delle relazioni bilaterali con l'Algeria e che partono la costruzione del Magreb arabo".

Purtroppo, si è rammaricato, "in occasione di questo round, abbiamo constatato che Polisario e l'Algeria tentano di combattere questa iniziativa".

"All'ora dove la Comunità internazionale ha salutato l'iniziativa marocchina ed ha incoraggiato il regno a presentarla, l'Algeria e Polisario lo hanno combattuto ancora prima che il Marocco lo abbia presentato ufficialmente alle Nazioni Unite, abrasivo di due stratagemme, da un lato, affermando soltanto essa non è conforme al principio d'autodeterminazione, cosa che è falsa, e dall'altra, provando a modificare la realtà in loco", ha sollevato.

Ha ricordato che "la risposta del regno è chiara e ferma:" il Marocco non può accettare che sia portato un cambiamento sul terreno, soprattutto all'Est della parete di difesa ".

" Sullo stesso registro, il sig. Yassine Mansouri ha sottolineato che "la posizione del Marocco è segnata dalla saggezza, il clairvoyance e la pazienza e ciò anche quando ci sono tentativi di mettere in pericolo la proposta marocchina".

"Siamo determinati a dare la possibilità perché prevale la ragione ma dell'altro lato ciò non significhi che facciamo concessioni", ha detto che afferma tuttavia che "il regno non esiterà ad intraprendere le azioni necessarie, fermamente, contro ogni tentativo che mira a cambiare la realtà che prevale sul terreno prima della presenza del MINURSO".

Il Sig. Mansouri ha anche ricordato che il Marocco partecipa al processo di negoziato "in buona fede e con una reale volontà di progredire e raggiungere una soluzione definitiva alla vertenza sul Sahara".

"Speriamo che questa volontà trovi un garante alle altre parti, tanto più che la regione fa fronte a minacce e pericoli gravi", ha sottolineato, che affermano nuovamente che il Marocco non permetterà che i suoi interessi, la sua sicurezza e la sua integrità territoriale siano minacciati.

Ad una questione sull'evoluzione del processo di negoziati al termine di quattro round, il sig. Khalihenna Ould Errachid ha deplorato che "Polisario prova sempre ad orientare i negoziati verso il passato mentre il Marocco ha dimostrato che ciò non è possibile poiché le risoluzioni del Consiglio di sicurezza 1754 e 1783 hanno stabilito un processo nuovo basato sulla ricerca di un consenso in attesa di una soluzione politica negoziata".

"Una soluzione politica che decide con i piani e proposte precedenti", ha insistito, rilevando che questo processo si trova oggi "ad una tappa decisiva, poiché Polisario è in un reale vicolo cieco che gli impone di rivedere le sue posizioni".

" È autorizzato a farlo?" Che conta su un fallimento totale per non avanzare nei negoziati?"," si è interrogato il sig. Khalihenna, ritenendo che "resti, certamente, una possibilità, anche trascurabile, perché Polisario rivedi le sue posizioni e perché l'Algeria possa contribuire a fare avanzare il processo".

A tale riguardo, il sig. Fassi Fihri ha segnalato che l'Algeria è destinata ad aiutare al successo di questo processo di negoziati, notando che la "sua presenza è importante e la sua posizione, se è positiva, può contribuire a raggiungere una soluzione" al problema del Sahara.

"Chiediamo all'Algeria di permettere inizialmente il censimento delle popolazioni nei campi di Tindouf e di autorizzarli a rientrare nel loro paese, il Marocco", inoltre ha sottolineato, rammaricandosi che "fino ad oggi, Alger si sia opposta a quest'operazioni".

"Che sia osservatore, destinatario o agendo nelle diapositive, l'Algeria ha un ruolo importante e speriamo che si iscriva in una dinamica positiva, poiché dobbiamo costruire insieme il Magreb e mettere a livello la regione", ha detto il sig. Fassi Fihri.

Interrogati sulle allegazioni diffondati dai separatisti e l'Algeria per mettere in pericolo l'iniziativa marocchina d'autonomia, evocando la situazione dei diritti dell'uomo e di presunte minacce militari, i membri della delegazione hanno respinto in blocco questi carichi non fondati e dilatoires.

Per quanto riguarda i manovre soldati delle forze armate reali, il sig. Benmoussa ha così precisato che si tratta di operazioni "ordinarie che svolgimento annualmente nella regione".

"Polisario e l'Algeria parlano di manovre militari come se il Marocco si preparasse ad una guerra."

Il regno ha intrapreso questi manovre nel quadro della sua sovranità ed in contatto con la MINURSO ", ha indicato da parte sua il sig. Fassi Fihri."

Per quanto riguarda i diritti dell'uomo, il ministro degli esteri e della cooperazione ha fustigato "un tentativo di sfruttare questa cartella per combattere l'iniziativa marocchina".

Tutti questi intrigui, ha detto, entrano nel quadro di una strategia impegnata in reazione alla proposta marocchina per un'ampia autonomia al Sahara, la sola a permettere di risolvere definitivamente questo conflitto conformemente alla legalità internazionale.

M. Khalihenna Ould Errachid: il margine di decisione del Polisario "è estremamente limitato".

Il margine di decisione del Polisario "è estremamente limitato", poiché è a grazie dell'Algeria, ha sottolineato il sig. Khalihenna Ould Errachid, il presidente del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS). "Polisario si trova sul territorio algerino."

È finanziato e guidato dall'Algeria e, certamente, quello che finanzia è quello che comanda ", ha spiegato il sig. Ould Errachid in una dichiarazione alla stampa martedì a Manhasset (New York), al termine del quarto round dei negoziati sul Sahara.

" Quanto all'Algeria, pretende, da un lato, di volere cercare una soluzione al conflitto del Sahara di favorire la costruzione del Magreb arabo, ma, dell'altro, non effettua alcuno sforzo per facilitare il processo di negoziati ed essere in fase con l'azione svolta in attesa di trovare un regolamento politico della questione, ha fatto osservare.

In occasione del quarto round dei negoziati, ha dice, è sembrato che Polisario ha ancora bisogno di tempo per assimilare la nuova distribuzione, mentre il Marocco ha fatto mostrare, attraverso la proposta d'autonomia, di realismo e d'obiettività.

Il Sig. Khalihenna ha emesso la speranza che la posizione del Polisario evolve in occasione del prossimo round dei negoziati e che quest'ultimo aderisce alla soluzione realistica proposta dal Marocco.

Sahara: Il Marocco partecipa al quarto round con buona fede e determinato a difendere la sua sovranità.

Il Marocco partecipa al 4è round dei negoziati sul Sahara "animato dalla stessa buona fede, la stessa determinazione e lo stesso attaccamento sincero" alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e ribadisce la sua determinazione ferma a preservare la sua integrità territoriale su tutto suo Sahara.

"Animata dalla stessa buona fede, la stessa determinazione e lo stesso attaccamento sincero alle risoluzioni 1754 e 1783 del Consiglio di sicurezza, e conformemente a ciò che è stato deciso in occasione del terzo round dei negoziati, la delegazione del regno del Marocco partecipa a questo quarto round, che condivide in ciò la volontà ferma della Comunità internazionale di fare in modo che questo nuovo round segni il punto di partenza per negoziati reali e sostanziali", ha affermato il sig. Benmoussa in un'allocuzione, pronunciata in nome della delegazione marocchina, all'apertura del quarto round dei negoziati sul Sahara che si tengono sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Il ministro tuttavia ha fatto osservare che "il Marocco e la Comunità internazionale registrano con un rammarico profondo che le altre parti continuano a limitarsi obstinément nelle loro posizioni immobili e le loro idee disusate che hanno comportato la questione del Sahara nel vicolo cieco".

Peggio ancora, ha deplorato, "si sono occupati di mettere in scena una + proposta + dell'ultimo minuto che non è stato oggetto di alcuna consultazione democratica".

Il regno, ha proseguito, nota "con sorpresa e stupefazione" che le altre parti hanno fatto la scelta deliberata di ricorrere all'escalazione, di minacciare di riprendere le armi ed intraprendere atti di provocazione nella zona tappo, e ciò, in violazione totale delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, ed in contraddizione ovvia con lo spirito anche dei negoziati, pur incitando ai disordini.

Il Sig. Benmoussa, in questo contesto, ha sottolineato che il Marocco, che "non può, mai, tollerare che si tocca al statu quo, o che si impone il fatto compiuto sul proprio territorio, compresa la parte situata all'Est della parete di sicurezza", "è fermamente determinato a preservare la propria integrità territoriale su tutto proprio Sahara, utilizzando di tutti i mezzi di cui dispone".

Ecco il testo integrale di quest'allocuzione:

"Elogio a dio, la totalità clemente, la totalità misericordiosa."

Signore l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite,

Assistenza onorata,

Animata dalla stessa buona fede, la stessa determinazione e lo stesso attaccamento sincero alle risoluzioni 1754 e 1783 del Consiglio di sicurezza, e conformemente a ciò che è stato deciso in occasione del terzo round dei negoziati, la delegazione del regno del Marocco partecipa a questo quarto round, che condivide in ciò la volontà ferma della Comunità internazionale di fare in modo che questo nuovo round segni il punto di partenza per negoziati reali e sostanziali.

Il Marocco si è preoccupato di sottoporre la sua iniziativa d'autonomia per contribuire in modo costruttivo alla ricerca della soluzione alla quale aspirano tutti i nostri fratelli al Sahara marocchino, la maggioranza che vi risiede e la minoranza espatriata.

È, dunque, sulla base di quest'iniziativa audaca, e grazie ad essa, che è stato possibile avviare questi negoziati.

L'iniziativa del regno del Marocco ha permesso, così, di fare uscire la cartella del Sahara dello stato d'inerzia dove si era solidificato durante numerosi anni.

Quest'iniziativa, che non è il prodotto di manovre d'improvvisazione, è stata presentata dal Marocco dopo mora e riflessione profonda che è durato molti anni.

Deriva anche da riunioni e da consultazioni con tutte le istituzioni del regno e le forze vive della nazione, in particolare i Chioukh, gli eletti, i considerevoli, le potenzialità della società civile delle province del Sud, come pure con le loro istituzioni collettive ed istanza consultiva che le rappresenta.

È, inoltre, oggetto di un'adesione unanime da parte di tutte le componenti del popolo marocchino che, sicuro della legittimità dei suoi diritti, è fortemente mobilitato dalla solidità del suo fronte interno, per difenderla al prezzo dei più grandi sacrifici.

Dato che quest'iniziativa si iscrive nel quadro della pratica democratica autentica e rispetta il principio dell'autodeterminazione, è stato oggetto di una considerazione molto particolare e di un'accoglienza molto favorevole, di cui siamo fieri, da parte del Consiglio di sicurezza, della Comunità internazionale e delle grandi potenze influenti che hanno chiamato alla sua adozione come base di negoziato.

Così, nella sua risoluzione 1754, il Consiglio di sicurezza ha salutato gli sforzi fatti dal Marocco, qualificandoli come serietà e come credibili, e precisandolo che mirano ad avanzare per raggiungere un regolamento definitivo del conflitto del Sahara.

Il Consiglio è stato differentemente più chiaro quando, nella sua risoluzione 1783, ha insistito sulla necessità che questi negoziati prendono in considerazione gli sforzi che sono stati fatti da 2006. è un riferimento si non può più ovvia su iniziativa d'autonomia che il regno del Marocco si è preoccupato di concepire e ad elaborare durante lo stesso anno.

Sulla base della volontà sincera del nostro paese di avviare negoziati effettivi, siamo interamente pronti ad esporre, nel dettaglio, i vari aspetti di quest'iniziativa, considerata come l'unica via per raggiungere un regolamento definitivo del problema del Sahara, fornire un'uscita onorata per tutti e preservare la totalità dei diritti che ritornano all'insieme dei Sahariani, ovunque dove si trovano, pur offrendo le garanzie costituzionali ed internazionali che si impongono a tale riguardo.

Tuttavia, il Marocco e la Comunità internazionale registrano con un rammarico profondo che le altre parti continuano a limitarsi ostinatamente nelle loro posizioni immobili e le loro idee disusate che hanno comportato la questione del Sahara nel vicolo cieco.

Peggio ancora, si sono occupate di mettere in scena una "proposta" dell'ultimo minuto che non è stato oggetto di alcuna consultazione democratica.

È per questo che non ha suscitato l'interesse della Comunità internazionale.

Ha dunque dato luogo ad un tentativo disperato di giocare sul tempo, di diluire i negoziati e mettere in fallimento gli sforzi della Comunità internazionale in attesa di chiudere la cartella del Sahara.

Signore l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite,

Assistenza onorata,

Il Marocco vive al ritmo di importanti cambiamenti per consolidare le basi della sua democrazia. È in questo spirito che sono state organizzate elezioni libere e regolari, alle quali hanno spontaneamente preso parte gli abitanti del Sahara.

Le sue province del Sud conoscono uno sviluppo globale ed un aumento urbanistico molto così importante, una dinamica segnata dal rispetto totale delle libertà pubbliche - fra cui la libertà d'espressione e di movimento - come pure con l'esercizio dei diritti dell'uomo, come universalmente riconosciuti, nel quadro dell'suprématie della legge, e ciò come avviene nelle altre province del regno ed ai sensi della costituzione del paese che conferma l'impegno del regno a favore di questi diritti.

In questo contesto, nel momento in cui l'iniziativa marocchina d'autonomia raccoglie ulteriore sostegno, e nel momento in cui il regno del Marocco chiama i paesi della vicinanza ad una vera cooperazione regionale che permette di coordinare gli sforzi e stringere le file per fare fronte alle sfide ed ai pericoli terroristici che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione, notiamo, con sorpresa e stupefazione, che le altre parti hanno fatto la scelta deliberata di ricorrere all'escalazione, di minacciare di riprendere le armi ed intraprendere atti di provocazione nella zona tappo, e ciò, in violazione totale delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

E fra le ultime manifestazioni di queste tendenze bellicose, si rileva il decesso di un agente di sicurezza caduto in martire durante l'esercizio delle proprie funzioni, in seguito all'aggressione criminale, premeditati ed spergevole, di cui è stato oggetto da parte di un gruppetto dalle altre parti.

Pur ribadendo il suo attaccamento al dialogo come mezzo civilizzato che favorisce il regolamento delle vertenze in sospeso, il Marocco ribadisce, come lo aveva fatto in occasione del round precedente, il suo rifiuto totale degli atti di provocazione e dei rapporti d'affari irresponsabili.

In ogni caso, il regno del Marocco ribadisce nuovamente che non può, mai, tollerare che si tocca al statu quo, o che si impone il fatto compiuto sul proprio territorio, compresa la parte situata all'Est della parete di sicurezza.

Il Marocco è, a tale riguardo, fermamente determinato a preservare la sua integrità territoriale su tutto il suo Sahara, utilizzando di tutti i mezzi di cui dispone. Si riserva anche il diritto legittimo di difendere la sua sicurezza nazionale e la sua sovranità inalienabile e fissarla contro qualsiasi danno, da parte di chiunque.

Con la stessa resistenza, il Marocco ha sempre espresso il suo rifiuto di lasciarsi trascinare con quest'escalation pericolosa, che dà prova di tutta la ponderazione ed di tutta la circospezione richieste di fronte a queste minacce ed altre provocazioni ripetute.

Ha fatto anche mostrare, in questi momenti critici, di un senso elevato di saggezza e di ritenuta, il suo obiettivo essendo di salvare alla regione del Magreb arabo gli effetti disastrosi dell'escalazione della tensione e dei disordini che alcune parti tentano di attizzare.

Inoltre, il nostro paese non cesserà di fare gli sforzi necessari per l'emergenza di un clima di pace e di fiducia, propizia a qualsiasi negoziato, lontano dalla retorica della minaccia e dell'intimidazione.

Il nostro paese continuerà ad operare instancabilmente per raggiungere un'uscita onorata a questo conflitto, e concepire ed elaborare, nel quadro della legalità internazionale, una soluzione politica dove non ci sarebbe né vincitore, né superato.

Signore l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite,

Assistenza onorata,

La regione maghrebina è in tumulo alla moltiplicazione delle minacce terroristiche ed alla proliferazione delle reti di contrabbando, di traffico di armi e degli esseri umani e d'emigrazione illegale.

Quest'atti sono opere di bande criminali che sfruttano le vertenze artificialmente create nella regione, come pure al Sahel, a scapito del coordinamento degli sforzi per affrontare il terrorismo e garantire la sicurezza, la stabilità, l'unità e la prosperità dei suoi popoli.

Inoltre, è imperativo prendere coscienza della gravità della situazione, e che si agisca per oltrepassare le divergenze, per trovare una soluzione politica rapida alla questione del Sahara.

Questa rappresenta, infatti, il principale ostacolo all'emergenza di un Magreb arabo unito e solidale.

Mantenere questa situazione nello stato, non farà che inasprire la crisi attuale, e mantenere il clima d'instabilità che i gruppi terroristici cercano di perpetuare per realizzare loro intenzioni ignobili e criminali.

Per concretizzare l'unità maghrebina, il regno del Marocco tende nuovamente la mano, con sincerità e fiducia, all'insieme dei paesi della regione e li invita alla solidarietà ed alla cooperazione a fare fronte a queste sfide, aprire una nuova pagina segnata dalla cooperazione ed il rispetto reciproco, e ad operare di concerto nell'interesse dei nostri popoli.

A tale riguardo, salutiamo la posizione della repubblica sorella della Mauritania che costituisce, giustamente, un modello di saggezza e di ponderazione, tanto più che si iscrive in una logica di distensione nella regione.

In compenso, siamo spiacenti di constatare che una delle parti persiste obstinément ad ostacolare il processo onusiano che riguarda la ricerca di una soluzione politica, abrasiva, di conseguenza, di tutti i mezzi diplomatici ed altri, oltre al gelo della cooperazione bilaterale che blocca, così, l'unità del Magreb arabo.

Signore l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite,

Assistenza onorata,

Le Nazioni Unite hanno aperto nuove prospettive, chiamando ad avviare negoziati diretti ed in buona fede, ed operare per trovare una soluzione politica reciprocamente accettabile, che tiene conto della correlazione esistente tra il diritto internazionale e la realtà politica.

A questo riguardo, rileviamo che il cammino verso questa soluzione rimane in egual misura più difficile che le altre parti non desiderano il successo di questi negoziati, che spinge, in rivalsa, a più radicalismo nella speranza inutile di seppellire l'iniziativa marocchina, e di fare durare la situazione attuale.

Pertanto, affermiamo che ne siamo soltanto più determinati ad operare e negoziare per raggiungere la suddetta soluzione.

È tempo perché i rappresentanti del Polisario contribuiscano, in modo serio, nel regolamento consensuale che risponde al loro desiderio di potere gestire i loro affari regionali, come lo intendono.

Ed è ciò precisamente che garantisce loro il Marocco dell'unità e della democrazia.

È questo regolamento che li mette al riparo da qualsiasi egemonia o di ogni sfruttamento straniero.

Inoltre, attendiamo da loro che provano concretamente che sono un partner capace di prendersi le sue responsabilità, realistico nelle sue rivendicazioni e capace di contribuire alla realizzazione della riconciliazione.

Signore il rappresentante personale del segretario generale delle Nazioni Unite, in attesa della vostra valutazione globale dei risultati dei negoziati, il Marocco nutrisce grandi speranze perché le interviste che avete avuto nel corso del vostro tondo nella regione, che abbiamo salutato, contribuiscano a convincere le altre parti della necessità di dare prova d'elasticità e di saggezza per fare uscire i negoziati del vicolo cieco ed impegnare un dialogo serio e profondo.

Dalla nostra parte, siamo convinti che la vostra esperienza ed il vostro controllo delle cartelle internazionali spinose, li aiutino a livellare le difficoltà e superare gli scaffali, sempre che l'altra parte sia animata in buona fede e liberata dal giogo del passato.

Così si potrà fare avanzare i negoziati, ed issarli a livello di serietà conforme alle attese della Comunità internazionale, che permettono di riservare un trattamento positivo alla proposta marocchina.

La soluzione realistica, onorata ed equa per tutti, può concepirsi soltanto nel quadro di l'autonomia, tutta l'autonomia, e nulla di altro che l'autonomia.

È per questo che siamo completamente convinti dell'impossibilità di raggiungere un regolamento definitivo di questo conflitto, senza l'adesione dell'Algeria al processo di pace, tanto è fondamentale il ruolo che può svolgere per livellare gli ostacoli ed avvicinare i punti di vista.

A tale riguardo, indirizziamo nuovamente un appello sincero ai nostri fratelli in questo paese vicino, che li esorta a cogliere questa occasione storica, per girare la pagina del passato.

Li invitiamo urgentemente a sottoscrivere all'ambizione che abita i nostri popoli per costruire un futuro migliore, dove potranno dedicare le loro energie alla concretizzazione del sogno di un Magreb unito e pacifico, che permettono loro di realizzare i loro obiettivi di sviluppo e vivere con dignità la loro cittadinanza piena ed intera, invece della dilapidation delle loro risorse e delle loro potenzialità in contenziosi che servono soltanto l'egemonia e la balkanisation.

La delegazione del regno del Marocco desidera, di concludere, dire quanto si rallegra per gli sforzi sinceri che fanno le Nazioni Unite per conferire a questi negoziati la loro vera dimensione, e per fare giungere il processo di regolamento.

Il Marocco tiene anche, ad indirizzare i suoi vivi ringraziamenti a sua eccellenza il sig. Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ed al segretario generale aggiunto per gli affari politici, sua Excellence Lynn Pascoe, come pure all'inviato personale del segretario generale, signor Peter Van Walsum, ai loro parenti collaboratori, agli organi delle Nazioni Unite ed a tutti i paesi fratelli ed amici, che fanno sforzi per raggiungere una soluzione politica consensuale, appena e definitiva alla questione del Sahara.

Grazie della vostra attenzione ".

" Il presidente del CORCAS chiama Polisario e l'Algeria a rinunciare alle rivendicazioni irrealizzabili ''

Il presidente del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS), il sig. Khalihenna Ould Errachid, ha chiamato Polisario e l'Algeria a rinunciare alle rivendicazioni irrealizzabili e negoziare in buona fede per raggiungere una soluzione politica, consensuale e definitiva del conflitto del Sahara.

In una dichiarazione alla stampa, domenica sera, all'entrata della residenza Greentree a Manhasset (periferia new yorkese) dove si tiene il quarto round di negoziati sul Sahara, il sig. Ould Errachid ha deplorato che, come in occasione dei negoziati precedenti, Polisario e l'Algeria non abbiano formulato proposte in grado di permettere la concretizzazione della soluzione scontata, che emette la speranza che questo round sia "una tappa che potrebbe fare muovere le linee verso la parte anteriore affinché si possa raggiungere un accordo suscettibile di soddisfare tutte le parti".

Polisario non dispone del margine necessario per prendere decisioni, a causa della sua dipendenza dell'Algeria che non vuole arrivare ad un'uscita politica, si è ancora rammaricato.

Il presidente del CORCAS ha ricordato che il regno è stato all'origine dell'attuale dinamica creata attorno alla cartella del Sahara, proponendo l'iniziativa d'autonomia che risponde alle aspirazioni delle popolazioni sahriane e che è conforme alle attese della Comunità internazionale e del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

In questo contesto, ha affermato che il Marocco abborda questo nuovo round con buona fede ed una disposizione totale in attesa di raggiungere un regolamento definitivo del conflitto, conformemente alle risoluzioni 1754 e 1783 del Consiglio di sicurezza.

Nonostante le ultime provocazioni del Polisario nella zona tappo di Tifariti, ha proseguito, il Marocco si impegna in questo nuovo ciclo la mano tesa verso l'altra parte per regolare questo problema per mezzo dei negoziati, ma non farà alcuna concessione sui suoi diritti storici inalienabili alla sovranità ed all'integrità territoriale come pure i suoi diritti di aumentare il blocco imposto ai suoi cittadini sequestrati nei campi di Tindouf da più di un terzo di secolo, in violazione ovvia dei diritti umani garantiti dal diritto internazionale.

Presentando la sua proposta d'autonomia conformemente alla volontà della Comunità internazionale, il Marocco ha compiuto lo sforzo necessario in attesa di ridurre il canale con le altre parti, nel momento in cui l'Algeria e Polisario sono restati alla scatola partenza del 1975, ha concluso il presidente del Corcas.

Le parti si impegnano a proseguire i negoziati a Manhasset ad una data da determinare

Le parti ai negoziati sul Sahara si sono impegnate a proseguire i negoziati a Manhasset ad una data da determinare, hanno indicato martedì l'inviato personale del segretario generale dell'ONU, il sig. Peter Van Walsum.

"Le parti hanno ribadito il loro impegno da proseguire i negoziati a Manhasset ad una data da determinare di comune accordo", hanno sottolineato il sig. Walsum, facilitateur dell'ONU, in un comunicato letto al termine del quarto round dei negoziati.

Parlando dei punti esaminati in occasione di questo round, ha precisato che "le discussioni si sono concentrate sull'attuazione delle risoluzioni del Consiglio sicurezza", aggiungendo che "le parti hanno anche discusso di argomenti tematici come l'amministrazione, la giustizia e le risorse".

"Fra le varie proposte che ho presentato per allargare le misure di fiducia, c'ha stato un accordo tra le parti per esplorare l'instaurazione di visite familiari per via terrestre che verrebbero ad aggiungersi al programma che esiste per via aerea", ha proseguito il sig. Walsum.

Delegazioni del Marocco, del Polisario, dell'Algeria e della Mauritania hanno preso parte a questo quarto round dei negoziati, tenuti sotto l'egida delle Nazioni Unite, conformemente alle risoluzioni 1754 del 30 aprile e 1783 del 31 ottobre 2007 del Consiglio di sicurezza.

 

 Fonte : Corcas

-Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale / Corcas -

 

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