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martedì 25 gennaio 2022
 
 
 
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Dossier

Il Sig. Jean Claud Gaudin, Vice presidente del Senato Francese, ha affermato che il progetto di concedere l’autonomia estesa alle Province del Sud del Regno del Marocco è una buona proposta. Goudin ha chiarito in una sua dichiarazione, durante un incontro tenutosi mercoledì a Parigi con un’importante delegazione del Consiglio Consultivo Reale per gli Affari Sahrawi, presieduta da Khalihenna Ould Errachid, presidente del Consiglio, che il progetto di un’ampia autonomia sotto la sovranità marocchina rappresenta effettivamente un’importante proposta, in considerazione del fatto che esso tende ad avvicinare tutti i punti di vista.


Ould Errachid ha fornito durante quest’incontro una panoramica storica sulla questione del Sahara. Presentando l’impasse a cui è arrivato questo conflitto artificioso che è durato più del necessario, Ouled Errachid ha osservato che il compito essenziale del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi, che è stato creato nel mese di marzo scorso da parte di Sua Maestà il Re Mohammed VI, consiste nel fornire le condizioni diplomatiche, politiche, economiche e sociali capaci di trovare una soluzione definitiva a questo conflitto attraverso il progetto di autonomia estesa sotto la sovranità marocchina.

Ha affermato che il consiglio, che ospita al suo interno rappresentanti di tutte le attività, forma un’efficace forza propositiva nel campo dello sviluppo economico e sociale delle Province del Sud, registrando che il Sig. Khalil Rguibi, ex membro dell’esercito di liberazione marocchino e pensionato delle Forze Armate del Regno del Marocco, padre del presidente della presunta “Repubblica del Sahara”, è “membro attivo” nel Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi.

Ould Errachid ha fatto notare che la proposta marocchina di concedere un’autonomia estesa è “un precedente nel continente africano e nel mondo arabo – islamico”, mettendo in rilievo che l’unica alternativa per risolvere questo problema è una soluzione politica accettata da tutte le parti, ed ha affermato che l’ONU è consapevole che il referendum “non è possibile e non è accettato”, considerando i vari fattori. Ha inoltre precisato che questo conflitto è “un risultato della guerra fredda” e che la questione del Sahara è una “questione marocchina – puramente marocchina”.

Da un’altra parte Ould Errachid ha indicato che il piano Baker “è definitivamente sepolto”, esponendo che l’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha dichiarato a chiare lettere il suo sostegno ad una soluzione politica per questa questione. Il presidente del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi ha aggiunto a questo proposito “se l’Algeria non si interessa a questa questione, deve lasciarci entrare in discussione con “il Polisario”, per mettere in pratica questo progetto di autonomia, e di conseguenza porre un termine a questo conflitto artificioso e marginale per quanto riguarda le Nazioni Unite, per contribuire alla costruzione di un Maghreb arabo forte, unito e in armonia e per instaurare un clima di stabilità nella regione”.

L’argomento di concedere l’autonomia estesa sotto sovranità marocchina ha costituito il centro delle conversazioni avvenute tra la delegazione del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi ed i signori Eric Raoul, deputato del partito dell’Unione per un Movimento Popolare (il partito di maggioranza) e  vice presidente del gruppo nazionale,  e Jacque Goud Fran deputato dello stesso partito ed ex Ministro.

Durante queste conversazioni, Kaltoum El Khiate, membro del Consiglio ed ex quadro del “Polisario” (incaricata delle relazioni internazionali) ha presentato una relazione sulla sua esperienza a Tindouf e le sofferenze quotidiane della popolazione dei campi di Hamada nel sud ovest dell’Algeria. El Khiate, che si è ricongiunta, tre anni fa, con la madre patria, ha inoltre descritto la dittatura e lo strapotere imposti alla popolazione di questi campi da parte dei separatisti, che si sono arricchiti attraverso l’appropriazione indebita degli aiuti umanitari ed il contrabbando mentre la popolazione dei campi soffriva dei peggiori tipi di privazioni e di malnutrizione.

El Khiate ha tenuto inoltre a smentire le bugie e la propaganda diffuse dai mercenari che sequestrano la popolazione dei campi, lontano dal proprio paese, il Marocco. Oltre a Khalihenna Ould Errachid e Kaltoum El Khiate, la delegazione del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi includeva Maelainain Ben Khalihenna Maelainain, segretario generale del consiglio, My Ahmed Mghizlate, Brica Zerouali, Othmane Ila, Abba Abdelaziz, El Kachafe Ali Salem, Charif My Hasna, El Mousaoui Sidi Khaddad.

 

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