الـعـربية Español Français English Deutsch Русский Português Italiano
martedì 25 gennaio 2022
 
 
 
www.sahara-online.net
www.sahara-social.com/it
Dossier

Il Marocco presenta un progetto nazionale poiché riguarda la preservazione della sovranità su tutto il suo territorio, ed è democratico, in quanto permette alla popolazione di gestire i propri affari. Questa proposta di autonomia è l’unica che garantisce una soluzione politica consensuale al conflitto sul Sahara marocchino e sarà presentata alle Nazioni Unite in osservanza della legalità internazionale.


Senza dubbio non c’è più un’altra soluzione a parte quella presentata dal Marocco, in un’iniziativa da parte sua per porre fine al conflitto nel modo più pacifico e realistico possibile, visto che tutte le proposte di referendum e di autodeterminazione sono risultati irrealizzabili. Gli attori concordano sul fatto che né le minacce che affrontano il Marocco, né le opposizioni riguardo al suo Sahara, porteranno alla sconfitta dei marocchini o a dissuaderli dalla loro lotta e dal loro attaccamento ad ogni palmo del loro territorio, confermando che la proposta svelerà un’altra volta le intenzioni delle presunte parti democratiche e la loro attendibilità e credibilità.

Ahmed Salem Latafi Presidente della Rete Unità e Patriottismo

La visita reale è indubbiamente un evento storico, che si colloca equidistante tra il tempo, il significato ed il simbolo, tanto che si può dire con fermezza che l’approccio del Re riguardo l’unità territoriale è una tattica  storica sul livello politico, ma anche economico e sociale. Quindi, la scelta appropriata di una politica di prossimità da parte di SM il Re Mohammed VI, che permette di seguire l’andamento dei progetti programmati e di avviare nuovi progetti, costituisce una risposta seria alle intenzioni algerine, ed al gruppo separatista i quali tentano di sminuire l’importanza, la serietà  e la veridicità della proposta marocchina di instaurare l’autonomia nelle regioni sahrawi.

La posizione stessa del Re conferma l’impossibilità di immaginare un’altra soluzione alla questione dell’unità territoriale al di fuori della sovranità del Marocco sulle province sahrawi. Come non si deve dimenticare che questa circostanza conferma di nuovo il consenso unanime del popolo marocchino nel proseguire la via della soluzione politica negoziata senza rinunciare alla sovranità sulle sue province recuperate grazie alla sua Marcia Verde, popolare e pacifica.

Queste sono alcune delle sfide politiche, economiche e sociali rilevate durante la visita reale nella regione di El Ayoun e Boujdour, e penso che abbiano permesso all’opinione pubblica internazionale di rendersi conto in modo concreto fino a quale punto i marocchini siano attaccati all’unità del loro territorio. Ma penso anche che fondamentalmente abbiano rappresentato una risposta alla ribellione separatista, e abbiano dimostrato che i fautori dell’unità fanno parte della popolazione delle province sahrawi, mentre il gruppo separatista conta su dei ragazzini per suscitare tumulti e sul regime o l’esercito algerino.

La questione del Sahara ha conosciuto un periodo di stagnazione. Il Polisario e le autorità algerine non hanno accettato nessuna proposta di soluzione politica, perciò la saggezza reale ha preso l’iniziativa di dichiarare l’instaurazione dell’autonomia da parte del Marocco. Questa è stata una scelta nazionale in quanto la sovranità marocchina è una cosa indiscutibile, ma è anche una scelta democratica in quanto permette al popolo di autogestirsi in base alla legislazione internazionale.

Il progetto di autonomia sarà presentato nel mese di aprile in una riunione specificamente dedicata alla questione nazionale; e per questo, i partiti dell’alleanza hanno presentato due giorni fa un’agenda comune a questo proposito, per affermare la sovranità nazionale sulle nostre province del Sahara. Il Marocco, negli auspici di questa proposta, probabilmente non seguirà un procedimento nuovo, diverso da quello che hanno conosciuto le esperienze di altri paesi, prendiamo ad esempio i governi locali in Spagna e Germania. Queste esperienze conservano la sovranità in tutte le sue forme: valuta, bandiera, simbolo, i principi della costituzione; ma l’autonomia nella forma in cui la presenta il Marocco è di un ampio regionalismo, siccome ci sono regioni che hanno cominciato a rendere i cittadini partecipi nella gestione dei loro affari e nell’allargamento dell’ambito democratico.

Quindi, la proposta sarà esposta alle Nazioni Unite, che procederanno alla sua discussione. Perché, come ben sappiamo, la proposta di referendum sull’autodeterminazione è stata seppellita con la dimissione di Baker, questo vuol dire che i due piani Baker hanno confermato l’impossibilità di organizzare un referendum, vista l’ostinazione dei separatisti, perciò le Nazioni Unite hanno sancito il principio di una soluzione politica che sia accettata e negoziata da tutte le parti; ed il Marocco oggi prende l’iniziativa, e apre l’orizzonte verso una soluzione in cui non ci sono vincitori né vinti. È  una proposta basata sul principio della sovranità del Marocco su tutti i territori recuperati, e che salva la reputazione dei separatisti, i quali sanno bene che il Marocco non rinuncerà alla sua sovranità, ed è quanto sa bene anche l’Algeria, che non s’interessa alla costituzione di uno Stato, quanto invece persegue i suoi interessi strategici.

Bouteflika ha dimostrato in precedenza le sue intenzioni in questo senso, quando ha spedito una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite, in cui chiedeva la divisione del Sahara, cosa che conferma la falsità delle sue pretese riguardo l’autodeterminazione o la liberazione o cose del genere.

Ahmed Harzni : Attore associativo

Credo che la visita reale è avvenuta nel momento giusto. In primo luogo, Essa rafforza la presenza del Marocco nel suo Sahara; in secondo luogo, ha lo scopo di dare impulso ai progetti di sviluppo che la regione conosce da tempo; in terzo luogo, credo che il suo intento sia collegato al desiderio di rimettere in funzione e rinnovare il Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahrawi; in quarto luogo, la dichiarazione del Marocco, di essere pronto a concedere alla Regione Sahrawi una forma di autonomia, fornisce una prova sulle buone intenzioni del Marocco e sulla sua volontà di porre fine a questo problema in maniera definitiva ed in modo da soddisfare il popolo marocchino, la popolazione del Sahara e l’opinione pubblica mondiale.

Noi speriamo, in particolar modo, che l’Algeria accetti questa proposta, perché in ogni caso è una proposta del Marocco, ma risponde anche alle esigenze dell’opinione pubblica che è convinta, come è noto, che la soluzione cosiddetta referendum è una soluzione tanto difficile da applicare, da risultare impossibile. Adesso la posizione delle Nazioni Unite si basa su di una soluzione politica accettata e negoziata dalle parti interessate.

Quindi, l’Algeria deve disporre di una grande capacità di giudizio per poter cogliere questa sua ultima occasione e provare che non ha interessi nella regione, e che non intende, di fatto, contrastare il Marocco. Quindi noi  marocchini, speriamo che l’Algeria possa accettare questa proposta, per il fatto che è l’unica soluzione possibile alla questione del Sahara, ed è anche il modo per costruire il grande Magreb, di cui abbiamo un bisogno urgente in questo momento.

Oggi, l’opzione è chiara, tra la scelta della pace regionale e la costruzione del Magreb arabo, e risalire al livello della concorrenza mondiale, e tra il perseverare in contrapposizioni superate, condannandoci quindi a rimanere arretrati. L’Algeria è invitata, più che mai, ad accettare la prima scelta, e, per quanto riguarda la Spagna, essa è un paese amico, tra i cui interessi figura la pace al livello regionale, e ci auguriamo che anch’essa avrà un senso di giudizio sufficiente per consolidare questo progetto.
Questa proposta è il massimo che il Marocco possa permettere, di conseguenza ritengo che l’Algeria abbia, oggi, la soluzione per far passare in modo liscio e corretto questa proposta di autonomia. Considero che questo presupposto è in sé stesso importante, perché è chiaro e unisce la sovranità nazionale e le ampie attribuzioni di governo di una zona o di una regione; quindi è il principio in sé stesso che è molto importante. Da un’altra parte, e come tutte le esperienze di autonomia che conosce il mondo, la proposta è  aperta alle negoziazioni continue tra le due parti che sono lo Stato e le autorità locali, cosa che mi permette di dire che si deve dall’inizio dare ampie attribuzioni all’autonomia nelle regioni del Sahara, a condizione che tutte le altre faccende relative alla sovranità siano in mano all’autorità centrale.

Penso che le Nazioni Unite hanno riconosciuto il fallimento dei tentativi precedenti che erano a favore del referendum, perché l’esperienza ha dimostrato l’impossibilità di controllare le liste relative alle persone che hanno il diritto di partecipare e quelli che non ne godono. Per questo motivo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha scelto la soluzione politica; dunque deve usare la ragione e accettare la proposta marocchina perché è in completa armonia con le sue direttive.

Abdelhadi Tazi, storiografo 

Per prima cosa, vorrei parlarvi di due impressioni, che si riferiscono entrambe alla questione del Sahara, il quale Sua Maestà il Re Mohammed VI sta attualmente onorando di una visita pubblica. La prima impressione si riferisce a quanto ho personalmente udito dall’ex presidente del Senegal, Leopold  Sedar Sangor, presso il quale mi ero recato nel 1980 in seno ad una delegazione importante, alla cui testa era allora SAR il Principe, Sidi Mohammed, per presentare i ringraziamenti di suo padre Hassan II  al Sig. Sangor per la posizione che aveva assunto sulla questione del Sahara nel congresso africano. Questo per dire che il primo compito diplomatico del Re Mohamed VI in Africa era correlato alla presentazione dei ringraziamenti ad un paese africano e al suo presidente. Da quel momento, non ho mai dimenticato le parole del presidente Sangor quando parlava all’allora SAR il Principe ereditario Sidi Mohammed, dicendogli: “Dica a Sua Maestà Vostro padre che non è necessario ringraziarmi per la mia posizione, perché quel che ho fatto circa il Sahara era mio dovere come vicino del Marocco, e come uomo che rispetta la storia e la realtà ed è dalla parte della legalità, e noi nel Senegal non abbiamo mai sentito che il Sahara abbia un proprietario al di fuori del Marocco”.

Questa è una testimonianza che un uomo di Stato e grande presidente ripeteva, confermando la posizione del Senegal, che ha sempre sostenuto il Marocco nel suo Sahara; non è mai stato un atteggiamento dettato dalla cortesia o dalla compiacenza, ma era dettato dal sentimento che il Marocco ha diritto al suo territorio.

La seconda impressione di cui mi ricordo, come persona che ha vissuto e vive la questione del Sahara marocchino, è l’impressione che ha lasciato dentro di me la lettura del libro dell’ex ambasciatore spagnolo in Marocco, il Sig. Dola Sirn. Questa personalità che era in Marocco prima della svolta di dieci anni fa, e che è deceduta pochi giorni fa, apparteneva ad una grande famiglia, ed era un uomo tanto colto da saper bene cosa dire e cosa pensare.

Mi ricordo ancora di questo uomo, membro, insieme a noi, dell’Accademia Reale, aveva appena scritto un libro, e spero di tradurre al lettore alla lettera una parte del suo contenuto, perché vorrei concentrarmi sul valore di quello che questo uomo ha detto e si è domandato nel suo libro: “Perché certa gente invidia il Marocco per il suo Sahara? E perché pensano di contrastarlo in questa faccenda, mentre tutti i paesi vicini o lontani  godono del loro Sahara senza controversie?”

A questa testimonianza, lasciata da una personalità simile, conviene che prestiamo molta attenzione, perché è la dichiarazione di un diplomatico che appartiene all’altra parte, ed è un uomo che gode di una capacità politica singolare; come conviene che la prendiamo in considerazione oggi, vedendo queste manifestazioni spontanee che vive il profondo spazio del Sahara con tutte le sue componenti.
Dopo queste due impressioni, passo al contenuto dell’autonomia desiderata, alle cui cadenze vive la regione oggi, e qui vi trasmetto i miei sentimenti personali, mentre continuo a seguire questa visita unica nel suo genere, per quello che ho visto nei volti dei nostri fratelli Sahrawi, che si precipitano e si accalcano con spontaneità e naturalezza a salutare il Sovrano del paese: essi esprimevano la loro sensazione di un domani luminoso, riflettevano la gioia che li pervadeva tutti, maschi o femmine, vecchi, giovani o bambini.

Sono sicurissimi che questa guida del Marocco che hanno conosciuto prima e di cui hanno conosciuto la veridicità, è la stessa guida che li circonda oggi con tutto l’affetto di cui un padre può circondare i suoi figli, e l’affetto di cui può circondare un fratello i suoi fratelli.

 

 Questo sito non è responsabile del funzionamento e del contenuto dei link esterni !
  Copyright © CORCAS 2022