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venerdì 26 novembre 2021
 
 
 
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Dossier

Né Minurso, né l'ONU hanno il diritto di imporre al Marocco una sorveglianza internazionale dei diritti dell'uomo nelle sue province del Sud.

Khalihenna Ould Errachid il presidente del consiglio reale consultivo degli affari sahariani (Corcas), che era l'ospite del forum della MAP, il 15 aprile, ha dichiarato che la proposta d'autonomia nelle province del sud del Marocco ha permesso una grande apertura in materia dei diritti dell'uomo e di consolidamento delle libertà nel quadro delle leggi marocchine.


Il Presidente del Corcas constata, in occasione di sua allocuzione che aveva per tema: ''La gestione nelle province del Sud e le nuove acquisizioni in materia dei diritti dell'uomo'', soltanto in seguito alla dinamica impegnata da questa proposta, ''la problematica dei diritti dell'uomo nelle province del sud non è più posta''.

Il Sig. Khalihenna Ould Errachid, segnala che dal ritorno della regione del Sahara in Marocco alla madre patria, la principale esigenza alla quale occorreva portare risposte erano quella di riportare questa regione al livello delle altre province del Marocco e garantire ai suoi abitanti il diritto almeno accettabile delle condizioni di vita, poiché la regione non disponeva di alcun'infrastruttura economica, sociale o culturale.

Lo sforzo immenso acconsentito dal Marocco in materia di sviluppo ha esercitato una grande influenza sullo sviluppo dei diritti umani nella regione del Sahara, indica il sig. Ould Errachid.

E se questo periodo di messa in valore è stato essenziale, per il presidente del Corcas, la decisione di S.M. il Re Mohammed VI di proporre uno statuto d'autonomia alle province del Sud ha costituito ''una svolta decisiva'' nella storia della regione, aggiungendo che questa decisione ''storica ed audacia'' è stata il primo approccio politico del genere da portare risposte globali a tutte le sfide poste.

La proposta marocchina, che è stata accolta favorevolmente da tutti i sahrawi, non ha trascurato ''di sorprendere'' gli osservatori e di cambiare l'equazione di questo conflitto artificiale attorno al Sahara Marocchino, ha ritenuto il sig. Ould Errachid.

Sottolineando che il Marocco ha tutti i poteri di rifiutare ogni proposta che attenta ai suoi diritti storici e territoriali, il presidente del Corcas ritiene che né Minurso, né l'ONU abbiano il diritto di imporre al Marocco una sorveglianza internazionale dei diritti dell'uomo nelle sue province del Sud poiché meccanismi dedicati ai diritti dell'uomo vi esistono già.

 


















Trascrizione della conferenza del Presidente

Vorrei innanzitutto ringraziare l'agenzia Magreb arabo stampa per il suo invito piacevole a partecipare a questo forum sulla gestione nelle province del sud ed i nuovi sviluppi nel campo dei diritti dell'uomo.

Vorrei innanzitutto evocare i tipi di gestione praticati dal regno in queste province dal loro recupero, nel 1975 per quanto riguarda Saguia El Hamra, ed in seguito nel 1979 per quanto riguarda la provincia di uadi Eddahab.

Le priorità e le urgenze sono variate secondo i periodi che hanno caratterizzato quest'affare. Così, nel 1976, la priorità era inizialmente all'arrivo della sicurezza. In seguito, occorreva occuparsi della situazione della regione recuperata.Il Sahara, al momento del suo recupero, non disponeva, ad alcune molto rare eccezioni, di alcuno degli elementi costituenti dello sviluppo economico, sociale o culturale.

La principale sfida posta allo Stato era di sapere come migliorare il livello di queste province che hanno sofferto per il colonialismo per un periodo non trascurabile, perché raggiungano il livello del resto della nazione in tutti i campi ed in condizioni relativamente difficili.

È per ciò che lo Stato ha cominciato, su un lungo periodo, la realizzazione delle infrastrutture di base, senza quali non avremmo potuto raggiungere il livello di cui parliamo oggi. Si trattava della costruzione stradale di lunga distanza, della rete portuale, della rete elettrica, della rete d'acqua potabile, delle reti di telecomunicazione e la costruzione di tutti gli altri complessi che riguardano la sanità, l'istruzione, il sistema sociale e l'alloggio. Questo per dire, la costruzione di tutti i sistemi di sviluppo.

Questo periodo era quello dell'integrazione e dello sviluppo. Così, era necessario per lo Stato investire nel Sahara perché raggiunga il livello al quale era arrivato il paese allora.

Naturalmente possiamo ritenere che questo periodo sia stato caratterizzato da uno sforzo titanico, non soltanto rispetto agli aspetti economici e sociali, ma ciò esercitava anche un'influenza sui diritti dell'uomo. Poiché questi diritti sono diversi e variati, ed hanno aspetti multipli. Nel 1976, la priorità dei diritti dell'uomo era fondamentalmente quella della realizzazione del livello minimo richiesto per la vita moderna dei cittadini.

Il compimento dei diritti dell'uomo a Smara ad esempio voleva dire l'approvvigionamento di acqua potabile prima di qualsiasi altra cosa; prima dell'elettricità, il trasporto e l'alloggio.

Così, le priorità cambiano in funzione dei periodi e della sincronizzazione. Questa tappa ha conosciuto investimenti e sforzi importanti e si è prolungata del 1976 fino alla fine degli anni 1990. È considerata come un periodo fasto della storia del recupero del Sahara.

Grazie agli sforzi acconsentiti per questo periodo, vediamo le generazioni d'oggi che gestiscono gli affari del Sahara a tutti i livelli, degli eletti a livelli locali e nazionali, dei commessi dello Stato a tutti i livelli passando per gli uomini d’affari, i dirigenti delle associazioni della società civile… tutti sono i bambini di questo periodo.

Così, l'80% degli abitanti attuali del Sahara è costituito dalle generazioni del 1976,1980 e l'inizio degli anni 90. Rappresentano quasi l'80% degli abitanti attuali di queste province. Sono il frutto di questo periodo, il suo frutto politico, economico, sociale e culturale.

Così, ad esempio nel settore dell'istruzione, e quando parlo delle mancanze di cui soffriva la regione, non voglio accusare la Spagna o diminuire il suo ruolo o esagerare le cose… no! Le condizioni nelle quali la Spagna era presente sul posto non le permettevano di sviluppare questa regione. All'inizio, del 1884, la presenza spagnola era praticamente simbolica e si limitava allo sfruttamento delle risorse alieutiche.

 In seguito, la guerra civile spagnola ha fatto che praticamente fino agli anni 50, la Spagna non si è interessata a questa regione poiché si interessava alla ricostruzione dello Stato spagnolo.

La Spagna si è interessata a questa regione soltanto con l'inizio degli anni 1970, con la realizzazione della miniera di Phos Boukraa, ma non ha realizzato tutte le altre attrezzature necessarie.

È per ciò che il regno del Marocco aveva come una dei suoi obblighi, al momento del recupero, e fra i diritti fondamentali dei cittadini del Sahara, e fra le responsabilità fondamentali dello Stato, di effettuare tutto lo sforzo per permettere a questa regione di disporre delle condizioni del 20esimo secolo.

E ciò ha effettivamente avuto luogo. È il motivo per cui parlo di generazioni attuali che costeggiamo, si tratta delle generazioni che derivano da questo lavoro pedagogico titanico che ha avuto luogo tra l'anno 1976 e la fine degli anni 90.

Il sistema educativo nazionale ha iniziato a dare i suoi risultati soltanto con il primo diploma di maturità nel 1987. Il primo rientro scolastico ha cominciato nel 1976 e la prima promozione ad avere ottenuto la maturità è quella del 1987.

Dopo ciò, e soprattutto dopo la predisposizione delle attrezzature, dei complessi ed istituzioni, una nuova società, che era il risultato di questi cambiamenti, ha iniziato a predisporre.

Una società completamente diversa da quella del periodo coloniale, di quella che ha conosciuto le vecchie pratiche. Abbiamo assistito all'arrivo di una società moderna urbana poiché più la parte degli abitanti abitava ormai nelle città. Praticamente nessuno abitava più nelle campagne e tutti sono stati scolarizzati.

La donna anche ha avuto accesso al sistema educativo ed ha iniziato a partecipare allo sviluppo con una parte più grande che prima.
Dico questo poiché la generazione alla quale appartengo, quella che ha conosciuto il colonialismo, conosceva il Sahara in un'altra situazione che quella che conoscono i cittadini oggi.

Coloro che, in questa generazione, sono stati informati all'epoca coloniale erano molto poco numerosi noi eravamo tre studenti a Madrid per fare studi universitari all'università di Madrid. Il resto, erano al massimo dieci studenti all'università Laguna ad Tenerife alle isole Canarie. Oltre a quelli, persona.Il periodo di sviluppo ha aperto le prospettive e le speranze per migliaia di persone.
D'altra parte, le prospettive economiche che erano limitate ad un commercio molto modesto, sia per l'importazione o gli scambi tradizionali, sono evolute. Ci si è trovati con una generazione di uomini di affari moderni, che hanno fondato fabbriche grazie alle nuove infrastrutture portuali. Sono diventati uomini di affari che intraprendono come qualsiasi uomo di affari nel mondo con metodi e mezzi moderni.

Tutto questo capitale umano economico, sociale e culturale è stato il risultato di questo sforzo fondatore che ha costruito le basi del rilancio del Sahara in tutti i domini economici.

La priorità all'epoca non era per gli aspetti politici dell'affare del Sahara. Come lo ho già sottolineato, la priorità era data al rafforzamento della sicurezza su tutta la regione di cui l'ultima operazione ha avuto luogo nel 1987 poiché ha già detto precedentemente, ed il livellamento delle condizioni che non erano favorevoli prima.

In seguito, un periodo che noi potere qualificato di grigia hanno cominciato. Si tratta di un periodo durante il quale, l'interesse dimostrato all'affare del Sahara non era chiaro sul piano politico, poiché le Nazioni Unite sono fallite nell'operazione d'identificazione e le prospettive della soluzione erano diventate ambigue. Era come se le cose fossero state congelate per questo periodo e si siano chiarite soltanto all'instaurazione del Re Mohammed VI nel 1999 con la prima operazione politica che riguarda i titolari di diritti, in particolare i prigionieri politici di cui si è iniziato a trattare i problemi.

Quest'affare era molto sensibile nella regione, in particolare per quelli di Kalaat Magouna. C'é stato un grande sollievo quando questa gente è stata compensata e quando si è riconosciuta l'ingiustizia che hanno subito.

È il primo rilassamento che ha cominciato nel secondo periodo della gestione. È apparsa come una gestione politica ed un riorientamento verso un approccio destinato a trovare una soluzione ed uscire dal periodo di grigiore verso un periodo più chiaro della strategia del regno del Marocco che riguarda l'affare del Sahara generalmente, non soltanto su un piano locale ma per risolvere il conflitto una volta per tutto.

Ci sarà un cambiamento radicale rappresentato dalla decisione presa, là anche, dalla sua maestà il re. È una decisione storica e coraggiosa nel momento in cui tutte le prospettive si erano chiuse.
Le Nazioni Unite sono fallite nel processo d'identificazione. Tutte le mediazioni che avevano avuto luogo a destinazione dell'Algeria erano fallite. Tutte le riunioni, che hanno avuto luogo a vari momenti della storia con il Polisario, erano fallite.
Egli n vi aveva più nessuna speranza a trovare una soluzione a questo conflitto. La cartella si è solidificata in una situazione "né di soluzione" "né assenza di soluzione". Si è sprofondato in una situazione pericolosa che non prometteva affatto un'evoluzione positiva nel futuro.

Attualmente, eravamo alla fine dell'anno 2005 ed all'inizio dell'anno 2006. È dove ha avuto luogo il cambiamento, che è secondo me, il cambiamento fondamentale dopo il primo periodo. Si tratta della decisione di suo maestà il re di assegnare l'autonomia come soluzione per l'affare del Sahara per porre fine definitivamente a questo conflitto.

È effettivamente il primo approccio politico globale che porta una risposta a tutte le interrogazioni poste.È anzitutto una soluzione per il regno che ha definito in modo preciso l'obiettivo. Parliamo attualmente della gestione, che è un concetto moderno. Prima, nella cultura musulmana o araba, c'era l'autorità e la saggezza. Ciò vuole dire che la gestione vuole dire l'autorità che conduce a soluzioni saggie.

È la prima volta che il regno del Marocco presenta una visione globale. In primo luogo, una visione di ciò che sono le rivendicazioni del Marocco. Cosa vuole il Marocco con la proposta d'autonomia? Il Marocco vuole che si attesta che il Sahara è una terra marocchina, che l'autonomia sarà realizzata sotto la sovranità marocchina ed in protezione di questa.

In seguito, una porta è aperta per gli avere-diritti di quest'affare, tanto per gli avere-diritti che sostengono il Marocco e rappresentano la maggioranza assoluta, che gli avere-diritti che si trovano sotto l'insegna del Polisario e che rivendicano il separatismo.

L'autonomia viene a dare una soluzione a rivendicazioni che sono una parte del conflitto ed alle rivendicazioni legittime che riguardano il diritto di una regione data di gestire i suoi affari politici, economici e sociali, in modo determinato con dosaggi e criteri precisi, che non lascia ad alcuna delle parti il margine di sospetto o d'interpretazione in un senso o in un altro.

È il motivo per cui quest'iniziativa è stata una sorpresa per i Sahrawi anzitutto, tutto il Sahraouis dove che si trovano; coloro che si trovano nella regione e che sono fedeli al Marocco, coloro che si trovano a Tindouf e che rivendicano il separatismo…

Per tutti, era una sorpresa che il Marocco chiarisce, in modo brusco, la sua visione, la sua strategia, il suo piano che mostra e egli dispone ora di un progetto.

Era anche una sorpresa per la Comunità internazionale che non faceva così tanto fiducia in Marocco che riguarda l'approccio sul Sahara. Era sospettosa quanto alla capacità del Marocco di elaborare un piano con disposizioni chiare.

E più concretamente, era una grande sorpresa per Front Polisario e Algeria.C’é stato effettivamente in passato, dal 1983, in occasione della riunione tra fuoco la sua maestà Hassan II e fuoco il presidente Chadli Benjdid sulla frontiera a Oujda, una discussione su una soluzione per fare questo o ciò… ma erano soltanto discussioni che non hanno mai superato la fase di discussioni.

Oggi non è più un argomento di discussione soltanto o un'idea teorica o accademica. È diventato un progetto politico e diplomatico sostenuto da uno Stato membro delle Nazioni Unite che lo enuncia in modo chiaro e che lo ha fondato su basi chiare.

Quando questa proposta reale storica, che ha cambiato l'equazione, è stata fatta, coloro che pensavano che il Marocco sia uno Stato debole non che può concepire una strategia di questo genere, coloro che pensavano che l'autonomia sia fondamentalmente una pratica degli stati sviluppati di grande tradizione democratica e che gli stati dell'Africa o del mondo arabo non possono approvare tale progetto, tutti quelli hanno ricevuto il progetto in modo variabile.

Inizialmente, I Sahrawi in generale hanno salutato il progetto in modo molto positivo. Poiché storicamente, i Sahrawi, tra cui tutti i Sahrawi del Polisario… non esiste un solo Sahraoui che esprime un dubbio a questo proposito, o che si oppone a ciò… tutti i Sahrawi hanno un legame di parentela, della tribù, della famiglia vicina con il Marocco e non hanno alcun legame con l'altra parte con la quale sono combinati attualmente. Tutti i Sahrawi sa ciò, non è un segreto per nessuno.

 L'argomento si pone al livello della problematica politica. Come rispondere alle rivendicazioni di un gruppo di studenti dell'università di Rabat che sono evoluti sotto l'effetto di fattori marocchini ed internazionali o dei fattori che non sono né nella prima né la seconda categoria, per mezzo di una soluzione come questa (autonomia).

A prescindere da tutto questo, tutti i Sahrawi ritiene che l'autonomia sia una soluzione soddisfacente per loro e che il Marocco sia un grande paese che sa recuperare le cose e riparare gli errori, i superamenti del passato. È così capace di riconciliarsi con il passato. Ed è la principale rivendicazione da cui derivano tutti gli altri problemi politici, securitari ed ideologici.

Per l'estero, la sorpresa viene per il fatto che gli stati erano divisi tra coloro che erano anti-marocchini, di cui una parte hanno riconosciuto il Fronte Polisario e coloro che sostenevano il Marocco senza condizioni ma che erano sempre più ostruiti dall'assenza di soluzione. Era diventato difficile convincere alcuni di loro che il Marocco è intenzionato e che è capace di risolvere l'affare del Sahara e presentare la soluzione necessaria.

Dopo le conseguenze di questo progetto e delle sorprese che ha indotto, devo aggiungere che oltre alla decisione di suo maestà il re di assegnare l'autonomia al Sahara, il sovrano ha incaricato un'istituzione sahrawi di preparare il contenuto di quest’autonomia. Questo anche è una prima.
Il metodo utilizzato per realizzare il progetto d'autonomia è all'immagine della prima risoluzione del consiglio di sicurezza sul Sahara (1754) che ha qualificato questo progetto di serietà, realistica e credibile.

Ed è la prima acquisizione del regno del Marocco a livello del consiglio di sicurezza che riguarda la serietà e l'importanza della sua nuova politica ed il suo approccio nell'affare del Sahara.
È molto difficile che il consiglio di sicurezza riconosca che un progetto è serio e non una semplice manovra, che è realistico ciò vuole dire che ha studiato tutte le possibilità esistenti e che è credibile cioè potendo soddisfare tutte le parti aventi rivendicazioni.

Soddisfa inizialmente il Marocco poiché gli riconosce la sovranità assoluta e completa e riconosce l'integrità territoriale del Marocco. Che il Marocco è una ed indivisibile di Tangeri a Lagouira ma che c'è una regione avente specificità dove sarà applicato l'autonomia ed ecco le competenze che saranno applicate, coloro che dipende dallo Stato e coloro che dipendono dalla regione autonoma ed in questo dominio egli non vi ha né dubbio, né polemica né rischio di problemi futuri… nulla di tutto ciò.

Tutte le parti trovano quello che rivendicano in questo campo.Naturalmente, quando il progetto d'autonomia è stato fissato, ciò ha dato luogo di rilassamenti multipli politici nel dominio fin da diritti dell'uomo.

È in particolare il caso della grazia accordata da suo maestà il re a quelli che restavano prigionieri politici (i 46) nell'aprile 2006.

C'é stato un tipo d'accordo implicito tra tutte le parti che considerano che la libertà d'opinione è garantita, che la libertà degli atti politici è garantita e che la libertà di circolare è garantita per tutti.

Abbiamo avuto riunioni e contatti con tutti, con quelli che sopportano il Polisario, coloro che non lo sopportano all'interno come all'estero.
Non c'è più nessuna ragione alla tensione, né a differendo e tutti beneficiano della libertà ma ci sono regole e condizioni a quali tutti devono impegnarsi.

Quello che vuole dire qualcosa l’ha detta e quello che vuole scrivere qualcosa l’ha scritta. Quello che vuole viaggiare da qualche parte l’ha fatto, quello che vuole dichiarare essere simpatizzante di A  l’ha fatto e quello che vuole dichiararsi simpatizzante di B  l’ha fatto.

Ma c'è una condizione fondamentale, non praticare la violenza e non mettere in pericolo mai le leggi marocchine che hanno corre nella regione. Ciò vuole dire che non si può rivendicare il separatismo né vantarsi delle istituzioni che rivendicano il separatismo. Tutto il resto è garantito per tutti.

Questo quadro ha ben funzionato, la gente è stata liberata, sono andati a declamare qui o là… i diritti dell'uomo non sono più un argomento al Sahara. È finito!

Ci si è trovati in realtà in un periodo dorato dopo l'avviso del progetto d'autonomia… dorato sul piano politico e sul piano economico. È come se fosse predisposto un nuovo sistema oltre a quello delle Nazioni Unite.

L'ONU tramite l'alto commissariato ai profughi ha predisposto fine 2005, il sistema delle misure di fiducia, mezzo di fiduce o meccanismi di fiducia. La misura più importante era lo scambio di visite tra i campi e la regione del Sahara. Ma a causa del bilancio dedicato il numero di visite è ridotto. Hanno luogo in un quadro dell'ONU ben definito che impegna tutti.

Dal 2006, un'altra operazione parallela è cominciata ed è di gran lunga più importante. Pesa molto più. Ogni persona che dispone di un passaporto spagnolo può venire nella regione senza essere interrogato. Può investire e recuperare i suoi beni e può rendere visita alla sua famiglia senza ostacolo. Quello che ha un passaporto algerino o mauritaniano può fare questo.

È diventata una misura di fiducia parallela a quella delle Nazioni Unite, molto più importante e più ampia di questa. Quest'operazione continua fino ad oggi. Questo ha permesso ad gente di qualsiasi condizione anche fra quelli che hanno una responsabilità nell'ambito del Fronte Polisario di rendere visita alle loro famiglie e recuperare i loro beni a Laayoune, Smara, Dakhla o Boujdour e vedere le cose in modo diverso.

La tappa dei negoziati interviene, poiche' il Marocco ha richiesto alle Nazioni Unite di iniziare un processo di negoziato sulla base del progetto d'autonomia.

Questo processo è cominciato ed è risultato che non arrivava ad una procedura che può sbarazzarsi del problema. Ciò è dovuto al fatto che l'Algeria e il Polisario non vogliono negoziare sulla base dell'autonomia. Ma vogliono negoziare soltanto per due obiettivi.

Il primo è quello del ritorno al processo d'identificazione, o almeno al ritorno ad un progetto che somiglierebbe alla proposta di Baker o ciò che può essere Baker 3… qualcosa che non arriva al riconoscimento della sovranità marocchina, completamente opposto all'obiettivo marocchino.

Il secondo obiettivo del Polisario e dell'Algeria per quanto riguarda i negoziati è la loro paralisi e la loro estensione per uccidere il progetto marocchino e trovare un'altra alternativa fondata su nuovi dati, un'altro approccio ed un'altra problematica.

Siamo in questa situazione. Ed è dove la questione che riguarda il Marocco si illumina con i tre discorsi reali del 2013, il discorso del trono, il discorso del 20 agosto e il discorso dell'anniversario della Marcia Verde il 6 novembre.

Suo maestà il re ha espresso un'opinione importante in questi tre discorsi, il Marocco non resterà le braccia ostacolate di fronte al fatto che le altre parti fuggono la ricerca di una soluzione consensuale. Soluzione consensuale? Qual’è sia la spiegazione politica, è il fatto che il Marocco rinuncia all'assimilazione completa ed è del dovere delle altre parti di rinunciare al separatismo. È questa la soluzione consensuale, cioè, negoziare a proposito dell'autonomia che è la soluzione mediana che soddisfa le due parti… essa soddisfa tutte le parti e soddisfa anche le Nazioni Unite; la soluzione di né vincitore né superato.

Ma le altre parti non vogliono questo. Trascinano per avere una migliore soluzione o abortire il progetto marocchino.

A proposito di quest'operazione che vuole abortire il progetto marocchino, suo maestà il re ha ribadito che il Marocco non è pronto a continuare ad ostacolare da parte sua la possibilità di disposizioni unilaterali ed è in questo quadro che suo maestà il re ha approvato il progetto del modello di sviluppo che si prefigge di dare un progetto di sviluppo, economico, sociale e politico alla fine per la soluzione dal punto di vista marocchino.

Il Marocco dopo quasi 7 anni di negoziato senza risultato, è legittimato di adottare qualsiasi disposizione che ritiene pertinente per difendere i suoi interessi essenziali tra cui di adottare disposizioni unilaterali che conducono le altre parti ad essere più serie e più pronte a trovare un accordo nel quadro delle Nazioni Unite.

Vediamo così che il Marocco ha utilizzato modi di gestione successivi e diversi, in funzione del periodo storico ed in funzione dell'intensità del problema, a livello internazionale e locale ed in funzione dei dati che emergono e tutti gli affari dipendono da condizioni precise.

Siamo oggi ad un incrocio poiché abbiamo tutto sperimentato. Abbiamo provato il conflitto armato dove siamo riusciti. Abbiamo provato la lotta per lo sviluppo economico e vi siamo riusciti. Abbiamo provato il coraggio a trovare una soluzione ed il Marocco è riuscito che riguarda la proposta d'autonomia e noi abbiamo negoziato con l'avversario.

L'avversario, e sono spiacente di dire questo, non è stato a livello che esige la storia di trovare una soluzione a quest'affare tramite il negoziato. Ciò non vuole dire che non ci sono soluzioni senza negoziato. Ma in una soluzione senza negoziato non ci sarà né vincitore né superato. Nelle soluzioni senza negoziato c'è un vincitore ed un superato.

Queste soluzioni esistono nel mondo e le Nazioni Unite vi hanno contribuito, in particolare la soluzione che ha riguardato l'Angola nel 1994 e 1995, quando le Nazioni Unite in particolare il consiglio di sicurezza ha sorvegliato il negoziato tra la MPLA e l'UNITA che hanno condiviso il potere soltanto il consiglio di sicurezza ha ratificato tra queste due parti.

 Ma l'UNITA ha respinto la divisione del potere ed il consiglio di sicurezza ha sostenuto il governo nella sua caccia contro l'UNITA che è stata demolita. Una riconciliazione è stata imposta, è occorso con la forza dei fatti in Angola e questo paese è oggi fra i paesi che emergono più importanti sui piani economici, diplomatici e militari.

Nel nostro affare anche, se non troviamo una soluzione diplomatica nel quadro del consiglio di sicurezza fondato sul realismo, il consenso e l'esperienza politica e diplomatica, è certo che il Marocco supererà il suo avversario come ha superato per i periodi precedenti che non erano meno pericolosi.

 

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