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sabato 27 novembre 2021
 
 
 
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Dossier

Il centro Kennedy evita di evocare le violazioni dei diritti umani nei campi di Tindouf ed accusa con cattiva fede il Marocco
 
Quando ha autorizzato una delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy per la giustizia ed i diritti dell'uomo’’, a visitare le province del sud, in occasione di un round d'esplorazione della situazione dei diritti dell'uomo che doveva condurre gli attivisti del centro anche nei campi del Polisario a Tindouf in Algeria, il Marocco sapeva che era una visita da parte di un'istituzione che ha una posizione parziale e che non dispone delle condizioni d'obiettività, d'onestà, di rigore e di serenità.



Ma, il Marocco ha accettato con coraggio di aprire la porta al centro RFK, come alle altre ONG internazionali che dichiarano ricercare una soluzione al conflitto artificiale sul Sahara, poiché non ha nulla da nascondere. Al contrario, il Marocco, è un paese capo nel dominio fin da riforme politiche, dei diritti, economici e sociali, come lo riconosce la Comunità internazionale.

La delegazione americana non ha ritardato a mostrare la sua posizione prestabilita e contradittoria con le condizioni d'imparzialità ed obiettività, affrettandosi di pubblicare, immediatamente dopo la fine della sua visita dal 24 al 31 agosto, una relazione squilibrata, che ha fatto il vicolo cieco sulle posizioni unioniste delle parti ed attori che la delegazione americana ha incontrato, per limitarsi ad osservazioni riempite di accuse non fondate, su presunte violazioni dei diritti dell'uomo, di ostacoli alle libertà e di rigore securitario.
 


La delegazione americana del centro Roert Kennedy a Laayoune

Ciò ha indotto il governo marocchino a rilevare, martedì scorso, la precipitazione che ha segnato questo censimento sulla situazione dei diritti dell'uomo nelle province del sud ed i campi di Tindouf.

Lo squilibrio ed i pregiudizi sono ovvi in questa relazione di 11 pagine, poiché basta constatare che 8 pagine e mezzo sono dedicati alla visita della regione del Sahara marocchino, con in prologo, due pagine che portano una presa di posizione definitiva sulla questione del Sahara, che prende fa e causa per le tesi separatista del Polisario, mentre i campi di Tindouf hanno diritto soltanto a due pagine e mezzo.
 
Tutte le accuse sono portate senza che i dati siano verificati e la relazione si limitasse a ‘’noi abbiano ricevuto la prova’’ e ‘’abbiamo ricevuto i dati’’.

 Ed il più grave e che la relazione del centro RFK ha fondato su quest'affermazioni certezze definitive, mentre si tratta di una relazione preliminare.

Egli, ha anche indirizzato alle autorità marocchine, critiche, predicati e rivendicazioni che non sono conformi né al suo statuto che si rivendica dei diritti dell'uomo, né alla sua missione esplorativa.

 In opposizione con quest'ostilità ovvia contro il Marocco, la relazione ha limitato le sue osservazioni sulla visita della delegazione ai campi di Tindouf, in meno di 3 pagine, a manifestare la sua ammirazione entusiasta per il livello d'organizzazione della vita degli abitanti dei campi, alla libertà di circolazione di cui ha beneficiato la delegazione del centro, che si limita per la sofferenza degli abitanti trattenuti in questi campi da oltre 30 anni, ad evocare le condizioni difficile della vita, al calore, alla disoccupazione dei laureati, all'analfabetismo della donna ed alla necessità di più d’aiuto umanitario.

In materia dei diritti dell'uomo, la relazione ignora completamente l'esistenza d'oppositore al Polisario nell'ambito dei campi, dei dissidenti, di migliaia di persone che hanno fugito i campi per tornare in Marocco, per evocare soltanto danni che datano dell'epoca della guerra e che preoccuperebbe i Sahraoui, come pure della situazione di separazione di cui soffrono le famiglie, tra quelli che si trovano nei campi e quelli che si trovano nella regione del Sahara.

 Ed il più sorprendente di ciò che è definito relazione preliminare, è che la delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy’’, è ritornata con la certezza che i campi di Tindouf si facciano sbocciare nel pieno vantaggio dei diritti dell'uomo, non rilevando un solo caso di danno a questi diritti!

Sarebbe di un'ingenuità estrema di prendere per denaro che conta le conclusioni di questa relazione che garantisce che gli abitanti dei campi di Tindouf beneficiano di una vita organizzata e stabile a quali occorre appena aumentare gli aiuti umanitari che garantiscono il loro mantenimento sotto il gioco dell'Algeria ed il Polisario, sostenendo che questi abitanti aspirano soltanto a trovare una soluzione per le presunte violazioni scorse e presenti, dei diritti dell'uomo in Marocco!

 Nello stesso modo, sarebbe assurdo attendere la pubblicazione di una relazione qualunque giusta ed imparziale, da parte di questo centro che ha già pubblicato in passato una relazione anti-marocchina e che è conosciuto per il suo sostegno cieco al separatismo del fronte Polisario che sfrutta le sofferenze degli abitanti dei campi di Tindouf per garantire la sua sopravvivenza illegittima, nonostante la presenza di un'alternativa democratica e coraggiosa per uscire dalla situazione né di pace, né guerra, in questo caso l'autonomia allargata che garantisce il Marocco sotto la sua sovranità.

 
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