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venerdì 12 agosto 2022
 
 
 
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Attività internazionali


I partecipanti ad una conferenza, organizzata giovedì pomeriggio al palazzo delle nazioni a Ginevra, da ONG' internazionali, ha denunciato le scomparse forzate nei campi di Tindouf e sottolineato che il progetto d'autonomia proposta dal Marocco costituisce l'unica soluzione per porre fine alle sofferenze delle famiglie sequestrate in questi campi.



I partecipanti a questa conferenza, organizzata da Interfaith International, l'Internazionale democratico del centro e l'Unione dell'Azione femminile, ha ritenuto che sola quest'iniziativa d'autonomia è in grado di fare uscire il conflitto del Sahara del vicolo cieco e di permettere il rilancio della costruzione del grande Magreb per la sicurezza ed il benessere dei popoli della regione.

Il Sig. Sidati El Gallaoui, vecchio rappresentante del Polisario in Italia, dopo avere illustrato la cronistoria del conflitto del Sahara, ripercussione della guerra fredda, ha sottolineato che il progetto d'autonomia risponde alle rivendicazioni delle popolazioni sahraouie ed offre loro un'ampia gestione dei loro affari interni.

 Ha fatto osservare che la persistenza del conflitto del Sahara rallenta la costruzione del Magreb, aggiungendo che il regolamento di questo conflitto permetterà ai cinque paesi di questo gruppo regionale di realizzare lo sviluppo economico e sociale della regione, di salvarle gli atrocità dell'instabilità e di contrastare la recrudescenza delle minacce terroristiche, del traffico degli armi e degli esseri umani.

 M. Abdilah Semlali, dell'Internazionale democratico del centro, da parte sua, ha attirato l'attenzione dell'assistenza sul dramma vissuto dalle popolazioni sequestrate nei campi di Tindouf e che è passato sotto silenzio.

Ha denunciato il rapimento collettivo di queste popolazioni operato dal Polisario e la sicurezza militare algerina in mezzo agli anni settanta.

Il Sig. Semlali ha, d'altra parte, segnalato che numerose famiglie di dispersi sahraoui l'hanno incaricato di annunciare la loro emergenza alle istanze dei diritti dell'Uomo a Ginevra per sensibilizzare la Comunità internazionale sulle loro sofferenze.

Ha chiamato a fare la luce su queste scomparse forzate, chi rappresentano una violazione ovvia del diritto umanitario internazionale.

 Vittima indiretta di queste scomparse forzate, la signora Malika Kriti ha preso la parola a sua volta per dire il suo calvario psicologico da quando suo padre, Haj Souilem Al Bachir, conosciuto per essere un oppositore selvaggio alla colonizzazione spagnola e per il suo attaccamento all'integrità territoriale del Marocco, era tolta dinanzi ai suoi occhi nel 1974 alla sua casa a Laâyoune, da elementi del Polisario.

Ha lanciato un appello che commuove alle istanze di difesa dei diritti dell'Uomo per aiutarlo a fare la luce sulla sorte di suo padre, che descrive le ripercussioni psicologiche e le sofferenze che sopporta ogni giorno a causa dell'assenza di quest'affezione paterna.

La Sig.ra Saadani Maoulainine, ex deportata del Polisario a Cuba, membro del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani (Corcas), si è attardato, da parte sua, sulla sorte triste, identico al suo, che hanno conosciuto bambini sahraoui deportati a Cuba dal Polisario e le sofferenze morali generate da questa lacerazione familiare.

Ha allo stesso modo, denunciato le violazioni sistematiche dei diritti  dell'Uomo nei campi di Tindouf da parte del Polisario e fa appello alla Comunità internazionale perché cessino definitivamente queste pratiche con il ritorno di queste popolazioni alla madre patria.

Il Sig. Lamani Abdallah, vittima civile delle scomparse forzate, ha riferito dinanzi all'assistenza la sua detenzione amara, che non è durata meno di 23 anni in molte prigioni del sud algerino.

C'era infatti un 20 agosto 1980 che Abdallah Lamani, un elettricista del suo stato, era tolto al ritorno di toccò dove rendeva visita alla sua famiglia, con elementi armati del Polisario che hanno intercettato il pullman a bordo del quale si trovava, e non è stata liberata soltanto il 1° settembre 2003.

Il Sig. Lamani ha denunciato vivamente il desiderio del Polisario che non faceva alcuna distinzione tra civili e soldati ed il trattamento inumano che faceva subire ai prigionieri. Moulay ahmed M Ghizlat membro del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS) ha fatto osservare, da parte sua che la messa in atto di questo Consiglio traduce la volontà del Marocco di chiudere in modo democratico la cartella del Sahara, permettendo alle popolazioni di questa regione di gestire i loro affari.

Il progetto d'autonomia, elaborato dalla CORCAS, ha detto, offerta l'opportunità di riconciliazione e di regolamento della questione del Sahara o  ha né vincitore, né superato.

 Questa conferenza, che ha svuotato una numerosa assistenza, si è tenuta in margine della decima sessione del Consiglio dei diritti dell'Uomo dell'ONU, che si tiene del 2 al 27 marzo.

 Fonte: MAP

- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas

 

 

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