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sabato 25 giugno 2022
 
 
 
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Attività nazionali

L'iniziativa di autonomia marocchina, sostenuta dal Consiglio di sicurezza e dalle grandi potenze come unica opzione logica per risolvere questo conflitto
 
Suo Maestà il Re Mohammed VI, ha inviato sabato un Discorso al suo popolo fedele in occasione del 45° anniversario della gloriosa Marcia Verde.



Il testo integrale del Discorso Reale:

 "Lode a Dio, preghiera e saluto sul Profeta, la sua famiglia ed i suoi compagni.

Caro popolo,

Oggi ricorre il 45° anniversario della Marcia Verde, che è stato un modello unico di mobilitazione collettiva, impegno, disciplina, impegno per il buon diritto.

In effetti, è in patrioti sinceri che i marocchini rispondevano spontaneamente all’appello dell’artista della Marcia Verde, Nostro Venerato Padre, fuoco Sua Maestà il Re Hassan II, che Dio avesse la sua anima.

Il mondo intero scoprì quanto il popolo marocchino sapesse rispondere alle sfide. E così, grazie a questa marcia pacifica che trovò una via d'uscita felice per il recupero delle nostre Province del Sud, entrammo magistralmente negli annali della storia.

In questo senso, la Marcia Verde non rappresenta soltanto un evento nazionale importante e un passo importante nel processo di completamento della nostra integrità territoriale. Rappresenta inoltre una dinamica la cui mente si perpetua e si rinnova attraverso l’azione condotta per consolidare la Marocanità del Sahara sulla scena internazionale e per erigere il Sahara a forza trainante dello sviluppo regionale e continentale.

A questo proposito, gli ultimi anni hanno conosciuto sviluppi tangibili, e ciò a vari livelli:

A livello delle Nazioni Unite: gli approcci e le tesi superati e irrealistici sono stati definitivamente vanificati al momento dell’adozione delle ultime risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

Queste recenti risoluzioni hanno altresì confermato l’effettiva partecipazione delle parti interessate al conflitto regionale e hanno sancito l’irreversibilità della soluzione politica, realistica e consensuale.

Tale orientamento è in linea con lo spirito dell’iniziativa d'autonomia marocchina, sostenuta dal Consiglio di sicurezza e dalle grandi potenze come unica opzione logica per risolvere questo conflitto.

A livello di Unione Africana: Grazie al ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia africana, l’Organizzazione ha chiuso con successo il capitolo delle incessanti manovre di cui è stata vittima per anni.

Da allora, l’Unione africana ha adottato un approccio costruttivo che si articola attorno a un pieno sostegno agli sforzi compiuti, in virtù di un mandato esclusivo delle Nazioni Unite, del suo Segretario generale e del Consiglio di sicurezza.

Sul piano giuridico e diplomatico: Numerosi paesi fratelli hanno aperto consolati generali nelle città di Laayoune e Dakhla, riconoscendo in modo chiaro e netto la Marocanità del Sahara e affermando di essere pienamente fiduciosi per la sicurezza e la prosperità che regnano nelle nostre Province del Sud.

Allo stesso tempo, la stragrande maggioranza dei membri della comunità internazionale si rifiuta di allinearsi alle tesi delle altre parti. Di fatto, 163 paesi, che rappresentano l’85 per cento degli Stati membri delle Nazioni Unite, non riconoscono l’entità fittizia.

Tale orientamento è stato sostenuto dalle grandi potenze che, in materia, hanno adottato posizioni costruttive, in particolare la conclusione di partenariati strategici ed economici che includono, senza eccezione né riserve, le Province meridionali del Regno come parte integrante del territorio marocchino.

Sulla base di questi risultati, il Marocco ribadisce il suo sincero impegno a collaborare con Sua Eccellenza e con il Segretario generale delle Nazioni Unite, nel quadro del rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, per giungere a una soluzione definitiva, sulla base dell’iniziativa di autonomia.

Inoltre, il Marocco resterà fermo sulle sue posizioni e non si lascerà affatto sconvolgere dalle provocazioni sterili e dalle manovre disperate delle altre parti. D’altronde, è giocoforza constatare che il declino consumato delle loro tesi superate li ha precipitati nello scenario tipico di una fuga in avanti.

A questo proposito, ribadiamo il nostro rifiuto categorico delle azioni inaccettabili con le quali si cerca di ostacolare la fluidità del traffico tra il Marocco e la Mauritania, di alterare lo statuto giuridico e storico che prevale a est del muro di sicurezza o ancora di praticare uno sfruttamento illegittimo delle risorse della regione.

Il Marocco, fedele a se stesso, non si allontanerà dal buon senso e dalla saggezza di cui è solito. D’altro canto, con l’ultimo vigore e la massima fermezza si opporrà agli abusi che tendono a pregiudicare la sicurezza e la stabilità delle sue Province del Sud.

D’altro canto, siamo convinti che le Nazioni Unite e la MINURSO continueranno a svolgere il loro dovere, garantendo il cessate il fuoco nella zona.

Caro popolo,

Il nostro impegno a consolidare la Marocanità del Sahara a livello internazionale è uguale solo alla nostra azione sostenuta affinché le nostre province saharawi diventino un motore dello sviluppo regionale e continentale.

Pertanto, per completare i grandi progetti in corso di realizzazione nelle nostre province meridionali, è giunto il momento di valorizzare le numerose potenzialità del loro settore marittimo.

A questo proposito, nel corso di quest’anno, e in piena conformità con i principi del diritto internazionale, il Marocco ha portato a termine la delimitazione dei suoi spazi marittimi, inserendoli nell’arsenale giuridico marocchino.

Inoltre, il Marocco proseguirà con costanza il dialogo con il nostro vicino, la Spagna, sulle zone di sovrapposizione delle acque territoriali dei due paesi amici.
Tale dialogo si inserirà nel quadro del diritto del mare e rispetterà il partenariato che li unisce, lungi dall’imporre unilateralmente il fatto compiuto.

Infatti, definendo chiaramente il quadro e i confini degli spazi marittimi sotto la sovranità del Regno, il piano attuato per stimolare lo sviluppo socioeconomico della regione sarà indubbiamente consolidato.

Da questa prospettiva, la facciata atlantica meridionale del Regno, situata di fronte al Sahara marocchino, costituirà un’interfaccia marittima di integrazione economica e un focolaio di radiazioni continentali e internazionali.

In effetti, già Tangeri-Med è riconosciuto come il primo porto in Africa; il porto atlantico Dakhla contribuirà a sanare questa tendenza.

Inoltre, continueremo a lavorare per lo sviluppo di una vera economia marittima in quei territori che tanto amiamo. Questa zona che abbonda di risorse e di potenzialità, sulla terra come in mare, servirà da ponte e da collegamento tra il Marocco e la sua profondità africana.

A tale riguardo, è importante investire negli spazi marittimi, sia per la desalinizzazione dell’acqua di mare che per lo sfruttamento delle energie rinnovabili di origine eolica o idrolitica.

Parallelamente, occorre continuare a promuovere il settore della pesca marittima, tenuto conto del suo ruolo nello sviluppo dell’economia della regione.

Inoltre, affinché il piano Azur diventi una leva strategica al servizio della ripresa del settore turistico nella regione e affinché quest’ultima si affermi come una vera destinazione del turismo balneare, è necessario imprimergli una nuova dinamica.

Caro popolo,

La piena fedeltà allo spirito e al giuramento eterno della Marcia Verde esige che tutti i marocchini restino mobilitati e vigili e che si impegnino ad affrontare le sfide interne ed esterne con serietà e responsabilità.

In tal modo saremo in grado di portare a termine i progetti di sviluppo sociale ed economico del nostro paese; continueremo a difendere i nostri interessi e le nostre giuste cause e a rafforzare la posizione del Marocco nel suo ambiente regionale e internazionale.

Questa è anche l’occasione per noi di rendere omaggio alla memoria immacolata dei valori martiri della Patria e di rivolgere l’espressione della nostra stima alle Forze armate Reali e alle forze di sicurezza di tutte le categorie, per la loro costante mobilitazione a difendere, sotto il nostro comando, l’integrità territoriale del paese e a preservarne la sicurezza e la stabilità".


-Notizia alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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