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domenica 26 giugno 2022
 
 
 
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Attività nazionali

Suo maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assiste, ha indirizzato, giovedì, un discorso alla nazione in occasione del 39esimo anniversario della gloriosa Marcia Verde.


Di seguito il testo integrale del discorso reale:

“Elogio a Dio,

Pace e preghiera sul profeta, la sua famiglia ed i suoi discipoli.

Caro popolo,

Commemoriamo oggi, con un orgoglio immenso, il trentanovesimo anniversario della Marcia Verde.

È l'occasione di fare il punto sull'evoluzione che hanno conosciuto le nostre province del Sud, e le debolezze che hanno ostacolate la loro marcia, come pure le sfide, interne ed esterne, alle quali sono confrontate.

Queste regioni che sono così costose al nostro cuore hanno conosciuto, dal loro recupero, numerose realizzazioni nei domini i più variati. Tuttavia, i cantieri che impegneremo, con l'aiuto di dio, l'anno prossimo, dovrebbero essere determinanti per il futuro della regione, poiché si tratta dell'attuazione della regionalizzazione avanzata e del modello di sviluppo delle nostre province del Sud.

Ma la regionalizzazione alla quale aspiriamo non si riduce a testi giuridici ed al trasferimento, del centro verso le regioni, delle risorse materiali ed umane. Vogliamo piuttosto di quanto sia fondata sul patriottismo sincero che implica un attaccamento senza difetto all'integrità territoriale del nostro paese.
Vogliamo zone e regioni interdipendenti, complementari, che si aiutano e si sostengono reciprocamente.

I Marocchini, sono una mescolanza civilizzazionale autentico tra tutte le componenti costitutive dell'identità marocchina. Per noi, sono qualsiasi uguale, senza distinzione tra "Jebli" ed il Rifain, tra Sahrawi e Soussi ecc.…

Di conseguenza, le ricerche accademiche sulle componenti della nostra identità sono utili per il consolidamento della nostra unità nazionale. Quanto al dibattito fondato sul settarismo e che tende a seminare la discordia, è puerile e senza consistenza.

Quello che pretende non di appartenere a questo crogiolo è nel torto, e chiunque tenterebbe di dimostrare l'opposto rischierebbe di perdersi.

La regionalizzazione che chiamiamo dei nostri desideri ha dunque vocazione a valorizzare questa ricchezza e questa diversità umana e naturale. È tale da consolidare questa mescolanza, questa solidarietà e questa complementarità tra i bambini della patria unita e tra tutte queste regioni.

Di conseguenza, il Marocco collegato delle regioni non induce in nessun modo un settarismo qualunque tribale. La sua diversità non può essere un fattore di divisione e di secessione, che è semplicemente vietata, tanto con la vecchia costituzione del regno soltanto con le notizie.

Caro popolo,

È passato quaranta anni di sacrifici, per recuperare la terra, liberare l'uomo, ridare la sua dignità al cittadino marocchino al Sahara, guadagnare il suo cuore e rafforzare il suo attaccamento alla sua patria.

Abbiamo un pensiero commosso e riconoscente per tutti coloro che hanno dato la loro vita alla difesa del Sahara. Ci sono madri e padri, di tutte le regioni del Marocco, che hanno perso i loro bambini al Sahara.

Ci sono anche vedove che hanno sopportato solo i carichi della vita, come pure orfani che, per il Sahara, sono stati privati dell'affezione paterna, e giovani che, per Sahara, hanno perso la loro libertà ed hanno vissuto in detenzione durante per anni.

Poiché l'affare del Sahara non è la causa dei sahrawi soltanto.Il Sahara è l'affare di tutti i Marocchini. E, come l'ho detto in un discorso precedente: il Sahara è una questione dell'esistenza e non una questione di frontiere.

Il Marocco resterà nel suo Sahara, e il Sahara rimarrà nel suo Marocco fino alla fine dei tempi.
Oltre al regalo di sé, i Marocchini hanno acconsentito di altre forme di sacrifici materiali e morali, non che esitano a condividere le loro risorse con i loro fratelli del Sud.
Ciascuno sa in quale stato si trovava il Sahara prima del 1975. A quelli che ignorano o fingono di ignorare la verità, consegno questi dati:

Dal recupero di nostro Sahara, per ogni dirhammo delle entrate della regione, il Marocco investe 7 dirhammi nel suo Sahara, nel quadro della solidarietà tra le sue regioni e tra i bambini della patria unita.

Quanto agli indicatori di sviluppo umano nella regione, erano, nel 1975, inferiori del 6% rispetto alle regioni del Nord del Marocco, e del 51% rispetto alla media nazionale in Spagna.

Oggi, quest'indicatori nelle province del Sud superano di gran lunga la media delle altre regioni del regno. Ecco perché dico, ed in qualsiasi responsabilità: abbastanza una mistificazione su un presunto sfruttamento da parte del Marocco delle ricchezze della regione!

È un fatto che produce il Sahara non basta a soddisfare le necessità di base delle sue popolazioni. E lo dico in qualsiasi franchigia: i Marocchini hanno sopportato i costi di sviluppo delle province del Sud. Hanno dato delle loro tasche, ed hanno prelevato sui mezzi di sussistenza dei loro bambini, perché i loro fratelli del Sud possano vivere degnamente.

Ciascuno sa anche che il Marocco ritiene importante che gli abitanti della regione possano fare valere le sue ricchezze, nel rispetto della parità delle opportunità e della giustizia sociale.

Certamente, la modalità di gestione al Sahara ha conosciuto disfunzioni che ne hanno fatto nel corso degli anni un terreno propizio all'economia di entrate e privilegi impossibili.

Questo stato di fatto ha condotto all'insoddisfazione di alcuni, ed ha suscitato una sensazione crescente d'ingiustizia e d'esclusione fra alcune categorie di cittadini. Sappiamo molto bene che egli là a quelli che servono la patria con devozione e sincerità, e quelli che, in compenso, vogliono mettere la patria al servizio dei loro interessi. Quelli hanno trasformato l'estorsione in una dottrina immutabile. Hanno stabilito le entrate ed i privilegi in diritti imprescrittibili, che trasformano la causa nazionale in attività strumentalizzato al servizio dei loro interessi propri.

Sappiamo anche che alcuni mettono un piede nella patria finché approfittano delle sue ricchezze, e l'altro piede nei suoi nemici, se ne non hanno tratto vantaggio.
Qui dico: Abbastanza della politica di entrate e di privilegi! Abbastanza della mercantilizzazione della patria!

Pertanto, non occorre drammatizzare neppure. Poiché questi opportunisti restano tutto sommato una minoranza, che non ha il suo posto fra i Marocchini, non più che ha un impatto sull'attaccamento dei sahrawi alla loro patria.

Per questa ragione, e per preoccupazione d'equità nei confronti dei figli del Sahara e della maggioranza silenziosa che crede, essa, all'unità della patria, abbiamo chiamato ad una revisione radicale del modo di gestione nelle nostre province del Sud. Ed è in questo quadro che appare la nostra decisione di attuare la regionalizzazione avanzata ed il modello di sviluppo delle nostre province del Sud.

Intendiamo così operare una rottura con il modo di gestione che precede, e permettere ai figli della regione di partecipare alla gestione dei loro affari locali, in un quadro di trasparenza, di responsabilità e di parità delle opportunità.

In questa prospettiva, chiamiamo all'apertura di un dialogo nazionale franco e di un dibattito responsabile e serio sulle varie idee e concezioni possibili, in attesa di elaborare risposte chiare a tutte le domanda e le preoccupazioni delle popolazioni della regione, e ciò, nel quadro dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del paese.

Impegniamo anche il settore privato ad implicarsi maggiormente nello sviluppo delle province del Sud.

Caro popolo,

Il nostro attaccamento alla creazione delle condizioni di una vita degna per i nostri cittadini, ha uguale soltanto una nostra volontà di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini nel quadro dello Stato di diritto.

È per questo che il Marocco rifiuta tutti i rapporti d'affari che mirano a minacciare la sua sicurezza e la sua stabilità. Intende opporsi in qualsiasi responsabilità e con tutta la fermezza necessaria, nel quadro della legge e sotto l'autorità della giustizia.

Quando dall'intimidazione dei cittadini ed il deterioramento dei beni che hanno acquisito con la loro fatica ed al sudore dei loro fronti, appare fra i diritti dell'uomo?

Quando dai disordini all'ordine pubblico e la distruzione dei beni pubblici dipende dall'esercizio dei diritti e delle libertà?

Infatti, avevamo già espresso, nel discorso del Marche Verte del 2009, il nostro rifiuto categorico di questi rapporti d'affari ed abbiamo dato l'allarme che "o si è patriottico o si è traditore", e che "non c'è mezzo giusto tra il patriottismo ed il tradimento".

D'altra parte, non ci sono gradi in patriottismo o in tradimento. Poiché, sia si è patriottico, sia si è traditore.

È vero che la patria è clemente e misericordiosa, e lo resterà, ma una sola volta e per quello che repent e ritorna alla ragione. Quanto a quello che persiste a denunciare la patria, tutte le legislazioni nazionali ed internazionali considerano che l'intelligenza con il nemico dipende dall'alto tradimento.

Sappiamo che Errare è umano, ma il tradimento è imperdonabile. Ed il Marocco non sarà mai una fabbrica per "i martiri del tradimento".

I veri martiri, sono coloro che hanno dato la loro vita per la libertà e l'indipendenza della patria, e coloro che hanno acconsentito al martire a difendere la sovranità e l'integrità.

È per questo che dico: Fermata ai rilanci sul Marocco, e fermata alla instrumentalisation dello spazio dei diritti e delle libertà garantiti dal paese per tracciare contro lui.

Il Marocco dispone dei suoi strumenti e delle sue istituzioni proprie, la cui serietà e la credibilità sono riconosciute a livello internazionale, per prendere a braccio il corpo tutte le questioni legate ai diritti dell'uomo.

Inoltre, il Marocco è il solo paese della regione che collabora con le procedure speciali del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
È anche pronto ad aprirsi maggiormente sulle varie istanze e le diverse istituzioni internazionali dei diritti dell'uomo, che danno prova d'imparzialità e d'obiettività nel trattamento delle questioni che riguardano.

Il Marocco rifiuta la politica di minimizzazione di sue iniziative e di drammatizzazione degli eventi che si producono nelle province del Sud, in cambio del silenzio e della compromissione rispetto a ciò che avviene a Tindouf e nei paesi vicini.

Caro popolo,

Quando il Marocco ha aperto la porta al negoziato per trovare una soluzione definitiva al conflitto artificiale suscitato attorno a suo Sahara, questa scelta non riguardava e non porterà in alcun modo la sua sovranità e la sua integrità territoriale.

Ho già negoziato con alcuni Marocchini di Tinduf, quando ero il principe ereditario. Non ho alcun problema con ciò poiché negoziavo con cittadini marocchini, e perché era questione di difendere i diritti del Marocco.

Il Marocco non ha alcun complesso per negoziare con chiunque, tanto direttamente soltanto tramite la mediazione dell'ONU. Ma qui, occorre insistere sul fatto che la sovranità del Marocco su tutto il suo territorio è immutabile, inalienabile e non negoziabile.

Inoltre, la scelta fatta dal Marocco di cooperare con tutte le parti, in qualsiasi sincerità e buona fede, non deve essere interpreta come una debolezza o fungere da pretesto per richiedere più concessioni.

L'iniziativa d'autonomia è il massimo che il Marocco possa offrire nel quadro del negoziato per trovare una soluzione definitiva a questo conflitto regionale.

Nella mia qualità di garante dell'indipendenza e dell'integrità territoriale del paese, il mio dovere è di definire i concetti e le responsabilità nel trattamento delle questioni con le Nazioni Unite. Mi spetta anche esprimere il rifiuto da parte del Marocco delle mistificazioni e degli slittamenti che conosce quest'affare.
In riaffermazione della posizione del Marocco sull'argomento, dico:

•    Non al tentativo che mira a modificare la natura di questo conflitto regionale presentandolo come un affare di liberazione. Infatti, il Marocco in suo Sahara, non è mai stato una potenza d'occupazione o una potenza che dirige. Esercita piuttosto gli attributi della sua sovranità sulla sua terra;

•    Non a qualsiasi tentativo di revisione dei principi e parametri di negoziato, come pure a qualsiasi altro tentativo che mira a riconsiderare o allargare il mandato del Minurso, compresa la questione d'osservazione dei diritti dell'uomo;

•    Non al comodo riguardo alla vera parte a questo conflitto ed alla sua esenzione delle sue responsabilità;

•    Non al tentativo di mettere su uno stesso piede uno Stato membro nell'ambito delle Nazioni Unite ed un movimento separatista, e non alla legittimazione dello stato di non diritto che prevale a Tinduf;

Infatti, la sovranità del Marocco non può essere l'ostaggio di concezioni ideologiche e di orientamenti stereotipati di alcuni funzionari internazionali. E qualsiasi slittamento o qualsiasi mistificazione ipotecheranno l'azione condotta dalle Nazioni Unite in quest'affare.

In compenso, il Marocco è pronto a collaborare con tutte le parti a ricercare una soluzione che rispetta la sua sovranità, che permette a ciascuno di conservare l'onore sicuro, e che contribuisce a consolidare la sicurezza e la stabilità nella regione ed a realizzare l'integrazione maghrebina.

A tale riguardo, esprimiamo la nostra stima al segretario generale delle Nazioni Unite ed alle grandi potenze internazionali, in particolare gli Stati Uniti d'America, con, in sommo grado, la Casa Bianca, per il loro contributo positivo, durante le varie tappe, alla ricerca di una soluzione alla questione.

Se salutiamo il loro sostegno agli sforzi fatti dal Marocco ed al processo di negoziato sulla base dell'iniziativa d'autonomia, li esigiamo però oggi una posizione chiara su questo conflitto.

Mentre ribadiscono che il Marocco è un modello in materia di progresso democratico, un paese attivo nell'azione condotta per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione ed un partner nella lotta antiterrorista, abbordano con una certa ambiguità la causa dell'integrità territoriale del nostro paese.

In mancanza di fare prendersi la sua responsabilità all'Algeria come principale parte in questo conflitto, non ci saranno soluzioni. Ed in mancanza di percezione responsabile della situazione securitaria tesa che imperversa nella regione, non ci sarà stabilità.

Pertanto, ciò non implica nuocere all'Algeria, alla sua direzione o al suo popolo, al quale portiamo la più alta stima ed il più grande rispetto. Le nostre parole sono pesate ed il loro senso è chiaro. Ma, parliamo della realtà e della verità che tutti conoscono.

Questa verità, ogni volta che i Marocchini la evocano, il governo, i partiti e la stampa Marocchini è sistematicamente accusata di attaccarsi all'Algeria.

Se il Marocco non ha né petrolio, né gas, mentre l'altra parte possiede "un biglietto verde" di cui crede che gli apra le porte, al dispetto del diritto e della legalità, noi abbiamo, in compenso, i nostri principi e la precisione della nostra causa. Meglio ancora, abbiamo l'affezione dei Marocchini ed il loro attaccamento alla loro patria.

Si inganna quello che crede che la gestione dell'affare del Sahara sia realizzata tramite relazioni tecniche orientate o di raccomandazioni ambigue che si imperniano sul tentativo di conciliare le rivendicazioni di tutte le parti.

  Si sbaglia anche quello che tenta un raffronto tra il Sahara da un lato, ed il Timor Est o alcune controversie territoriali in Europa dell'Est, dall'altro. Poiché ogni affare ha le sue specificità. Il legame tra la popolazione del Sahara ed il Marocco non data un ieri, ma tuffa le sue radici nella storia più lontana.

Caro popolo,

Crediamo profondamente nella precisione della nostra causa ed il trionfo del diritto e della legittimità sulle velleità del separatismo.

È con la più grande speranza e molto ottimismo che aspiriamo a vedere i bambini del Sahara riuniti nella loro patria. Siamo persuasi della loro adesione a nuove marce dedicate allo sviluppo ed alla creazione delle condizioni di una vita libera e degna, a profitto di tutti i cittadini, dove che si trovano.

È il migliore impegno di fedeltà alla memoria dell'artigiano della Marcia Verde , nostro famoso padre , suo maestà il re Hassan II, che Dio abbia il suo cuore, ed alla memoria dei martiri valorosi della patria.

D'altra parte, rendiamo omaggio alle nostre forze eserciti reali, in tutte le loro componenti, ed alle forze di sicurezza per la loro mobilizzazione costante per preservare la sicurezza e la stabilità e difendere l'integrità della patria.


"Wassalamou Alaikoum Warahmatoullahi Wabarakatouh."





Suo maestà il re indirizza un discorso alla nazione in occasione del 39esimo anniversario
della Marcia Verde


 
- Notizia riguardo la questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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