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venerdì 12 agosto 2022
 
 
 
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Attività nazionali

Associare i veri rappresentanti degli abitanti delle province del sud metterà fine alle allegazioni di quelli che si autoproclamano come i loro rappresentanti esclusivi

In un discorso, domenica sera alla nazione, all'occasione del 36esimo anniversario della Marcia Verde, sua maestà il Re Mohammed VI ha segnalato che il Sahara marocchino sarà un vero modello di regionalizzazione avanzata, che implica un'elezione democratica delle sue istanze ed un ampio trasferimento dei poteri e dei mezzi, del centro verso le regioni, e lungimirante dei meccanismi di solidarietà regionale e nazionale, di livellamento sociale e di sviluppo umano.

 Il sovrano ha ricordato che " forti riforme profonde avviate dal Marocco, e della reattività positiva del nostro paese ai cambiamenti in corso, siamo oggi più confidenti e più determinati a proseguire questa marcia costantemente rinnovata" per consolidare l'integrità territoriale del nostro paese, indurre lo Stato di diritto e delle istituzioni e radicare la buona gestione, in tutte le regioni del regno.

SM il re ha affermato che alla testa di queste regioni appaiono le province sahariane ed i loro figli fedeli, " ai quali la nuova costituzione riserva nuove e sostanziali acquisizioni democratiche" , che dedica il " Hassani come uno degli elementi costitutivi dell'identità culturale marocchina collegata, ed assegna allo Stato la responsabilità di garantire la protezione e lo sviluppo" e fare della regionalizzazione avanzata la via d'accesso alla buona gestione per questi province".

Trattandosi dei diritti dell'Uomo, il sovrano ha ricordato " che oltre alla carta avanzata e le istituzioni, complementari rispetto alle altre, che mirano a garantire i diritti umani, e garantire la protezione della dignità dell'Uomo e delle sue libertà, la nuova costituzione prevede la messa in atto di meccanismi regionali di protezione e di promozione dei diritti dell'uomo, attraverso il paese, anche nelle nostre province sahariane".

" Queste proiezioni democratiche principali che il Marocco ha potuto realizzare, in un contesto di cambiamenti regionali senza precedenti, hanno permesso di consolidare la posizione del nostro paese e la credibilità di sua iniziativa d'autonomia" , ha detto il sovrano, garantendo che " l'impegno del Marocco da attuare le sue scelte sovrane, in tutte le loro dimensioni, non ha di uguale che la sua determinazione a proseguire la sua cooperazione con le Nazioni Unite e tutte le parti interessate, in vista di andare avanti nel processo di negoziati, secondo gli approcci innovativi messi davanti dall'Inviato personale del segretario generale dell'ONU, e sulla base di nostra iniziativa d'autonomia".

SM il re ha anche ribadito l'attaccamento del Marocco  " all'applicazione piena ed intera delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, in attesa di raggiungere una soluzione politica definitiva negoziata, per questa vertenza regionale artificiale, e ciò, nel quadro dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del Regno".

Eccovi il testo integrale del discorso reale:

" Elogio a Dio,

 Pace e Saluto sul Profeta, la sua famiglia ed i suoi càmpagni.

Caro popolo,

Commemoriamo oggi il 36esimo anniversario della Marcia Verde, in un contesto nazionale segnato dall'entrata del nostro paese in un'era costituzionale nuova che consolida il suo spirito unitario e rafforza il nostro modello specifico in materia di democrazia e di sviluppo.

Forti riforme profonde avviate dal Marocco, e della reattività positiva del nostro paese ai cambiamenti in corso, siamo oggi più affidando e più determinati a proseguire questa marcia costantemente rinnovata. , infatti, di consolidare l'integrità territoriale del nostro paese, di indurre lo Stato di diritto e delle istituzioni e di radicare la buona gestione, in tutte le regioni del regno.

I primi beneficiari di queste proiezioni sono le nostre province sahariane ed i loro figli fedeli, ai quali la nuova costituzione riserva nuove e sostanziali acquisizioni democratiche. Dedica così il Hassani come uno degli elementi costitutivi dell'identità culturale marocchina collegata, ed assegna allo Stato la responsabilità di garantirne la protezione e lo sviluppo. Trasforma anche la regionalizzazione avanzata nella via d'accesso alla buona gestione per queste province.

A tale riguardo, ribadiamo che Sahara marocchino sarà un vero modello di regionalizzazione avanzata, che implica un'elezione democratica delle sue istanze ed un ampio trasferimento dei poteri e dei mezzi, del centro verso le regioni, e lungimirante dei meccanismi di solidarietà regionale e nazionale, di livellamento sociale e di sviluppo umano.

Trattandosi dei diritti dell'Uomo, vi occorre ricordare che oltre alla carta avanzata e le istituzioni, complementari le un rispetto alle altre, che mirano a garantire i diritti umani e garantire la protezione della dignità dell'Uomo e delle sue libertà, la nuova costituzione prevede la messa in atto di meccanismi regionali di protezione e di promozione dei diritti dell'Uomo, attraverso il paese, anche nelle nostre province sahariane.

Queste proiezioni democratiche principali che il Marocco ha potuto realizzare, in un contesto di cambiamenti regionali senza precedenti, hanno permesso di consolidare la posizione del nostro paese e la credibilità di sua iniziativa d'autonomia.

In questo contesto, l'impegno del Marocco da attuare le sue scelte sovrane, in tutte le loro dimensioni, non ha di uguale che la sua determinazione a proseguire la sua cooperazione con le Nazioni Unite e tutte le parti interessate, in vista di andare avanti nel processo di negoziati, secondo gli approcci innovativi messi davanti dall'Inviato personale del segretario generale dell'ONU, e sulla base di nostra iniziativa d'autonomia.

Ribadiamo anche l'attaccamento del nostro paese all'applicazione piena ed intera delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, in attesa di raggiungere una soluzione politica definitiva negoziata, per questa vertenza regionale artificiale, e ciò, nel quadro dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del regno.

La volontà di associare a questo processo i rappresentanti veri ed autentici degli abitanti delle nostre province sahariane, nel quadro di una dinamica nuova, è tale da mettere un termine definitivo alle allegazioni di quelli che si autoproclamano rappresentanti esclusivi delle popolazioni della regione, contrastandosi disperatamente a volere dissimulare il fatto che non dispongono di nessuna base giuridica, di nessuna base popolare e di nessuna legittimità democratica, per aspirare alla rappresentazione popolazioni sahraoui.

Il successo di questa dinamica permetterà ai nostri fratelli nei campi di Tindouf di beneficiare degli stessi diritti, opportunità, prospettive e speranze che coloro che sono oggi offerti ai loro fratelli nelle nostre province del Sud, nel quadro di un Marocco delle regioni, collegato, che usufruisce della democrazia e del progresso, che accoglie, le braccia aperte, tutti i suoi figli.

Mentre il Marocco, in questa posizione prospettiva, non si possono più, è francamente attaccato alla messa in branle di questa dinamica costruttiva, i nostri compatrioti nei campi di Tindouf continuano a subire, in una zona isolata ed assediata, le forme peggiori di privazione, di repressione, d'umiliazione e di rifiuto delle loro libertà ed altri diritti fondamentali legittimi.

A tale riguardo, ribadiamo il nostro rifiuto di questa situazione inumana e che umilia, poiché sfidiamo le manipolazioni politicanti détestables degli avversari della nostra integrità territoriale che ignorano e fanno apertamente fi degli appelli ripetuti della Comunità internazionale, in particolare quelli del Consiglio di sicurezza dell'ONU e dell'alto commissariato delle Nazioni Unite ai profughi, perché quest'ultimo procedi ad un censimento che garantisce ai nostri fratelli di Tindouf il diritto umano naturale ad una tutela giuridica, e che permette loro di usufruire di tutti i loro altri diritti.

È venuto il momento per ciascuno di prendere le sue responsabilità. Anziché cedere alle tentazioni d'immobilismo, di divisione e di separatismo, è imperativo prendere decisioni incluse, sinergiche, prospettive e coraggiose. Occorre sfruttre le nuove opportunità offerte dai cambiamenti in corso nella regione araba e maghrebina.

A tale riguardo, il Marocco fu il primo ad interagire con questi cambiamenti, osservare le aspirazioni democratiche legittime delle popolazioni della regione e testimoniare loro la sua solidarietà, conservando costantemente allo  spirito la necessità di preservare la stabilità, l'unità nazionale e l'integrità territoriale dei loro paesi rispettivi.

 In questa prospettiva, il Marocco ribadisce la sua disposizione tutto da applicare, tanto sul piano bilaterale - ed in particolare con l'Algeria sorella, nel quadro della dinamica costruttiva attuale - che a livello regionale, per la concretizzazione comune delle attese delle generazioni presenti ed a venire che aspirano all'arrivo di un ordine magrebino nuovo.

Si tratta di un Magreb che oltrepassa il contenimento nelle posizioni immobili e gli antagonismi sterili, e che apre la via al dialogo, alla concertazione, alla complementarità, alla solidarietà ed allo sviluppo, un Magreb che, molto dei cinque paesi che lo compongono, sarebbe un vero motore dell'unità araba, un partner agendo della cooperazione euro-mediterranea, un fattore di stabilizzazione e di protezione della zona sahelo-sahariana, ed un attore che struttura dell'integrazione africana.

Caro popolo,

La nostra commemorazione, quest'anno, dell'anniversario del Marcia Verde interviene alcuni giorni prima del lancio della campagna per l'elezione della prossima camera dei rappresentanti. Questo scrutinio tira la sua importanza non soltanto del fatto che è il primo del tipo ad avere luogo nel quadro della nuova costituzione, ma anche parce che costituisce il principale indicatore all'auna di cui si misura l'attuazione democratica della nuova legge fondamentale.

Inoltre, tutti gli attori dell'operazione elettorale, nel verificarsi le parti politiche che garantiscono l'inquadramento dei cittadini, le autorità organizzarici, le strutture associative dinamiche, i mass media professionali e gli elettori responsabili, si devono di essere all'altezza della nuova era costituzionale che esige probità civica e cittadinanza impegnata. Forti della loro credibilità e della loro efficienza, le istituzioni legislativa ed esecutiva diventeranno così una forza motrice per la democrazia e lo sviluppo, che usufruisce della fiducia popolare e che garantisce la riconciliazione del cittadino con le istituzioni elette.

 La mobilizzazione nazionale generale resta il preliminare essenziale per raccogliere la sfida principale che consiste nel garantire il successo delle elezioni, allo scopo che sono libere, regolari e competitive, articolandosi attorno a programmi societari chiari ed innovatori, tali da rispondere alle aspettative legittime dei cittadini.

Quest'elezioni dovrebbero risultare in una maggioranza governativa che assume in modo coerente, coraggioso, audace e risolutamente impegnato, la responsabilità di gestire gli affari pubblici e rendere conti su questa gestione dinanzi ad un'opposizione costruttiva, che agiscono in forza di proposta. Si tratta di un'opposizione parlamentare che usufruisce del posto effettivo che lui cade costituzionalmente, e non di una semplice minoranza resa marginale o esclusa, non avendo nessuna presa sul corso degli eventi ed attendendo la fine della legislatura per esporre il suo programma alternativo.

La nostra intenzione ultima è di costruire un vero Stato delle istituzioni, in cui tutti gli attori si conformano alla costituzione ed alla legge, si sacrifica allo sviluppo ed al progresso della patria, e si mettono al servizio dei cittadini, lontano da qualsiasi instrumentalizzzatione delle istituzioni formali a fini personali o categoriali stretti.

Pur rinnovando l'espressione della nostra fedeltà al giuramento eterno della Marcia Verde, preghiamo alla memoria dell'artigiano di quest'epopea storica, nostro Augusto Padre, fuoco sua maestà il re Hassan II, che Dio ne perpetua la memoria, ed a quella dei martiri bravi dell'integrità territoriale.

Rendiamo anche omaggio a tutte le unità delle nostre forze dell'esercito reale, la polizia reale, la sicurezza nazionale, l'Amministrazione territoriale, le forze ausiliarie e la protezione civile, in particolare quelle disposte nelle nostre province sahariane.

Salutiamo la loro mobilizzazione costante per preservare la sicurezza e la stabilità di queste province, come pure la loro devozione e la loro abnegazione nella difesa dell'integrità territoriale della nazione.

Teniamo, in conclusione, ad esprimere il piacere di indirizzarti, caro popolo, i nostri migliori auguri all'occasione dell'arrivo di Aid Al-Adha che comprende i valori spiritosi e sociali di sacrificio e di solidarietà.

Che L'Altissimo gratificarci con le sue buone grazie in questo periodo del raduno dei fedeli sul monte Arafat, e di guidarci sul cammino diritto per garantire alla nostra patria costosa ancora più quietudine e stabilità, ed ulteriori progressi e prosperità.




Discorso reale in occasione del 36esimo anniversario della Macia Verde


Wassalamou alaikoum warahmatollahi wa barakatouh."

 

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