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domenica 26 giugno 2022
 
 
 
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Discorsi reali

Con le loro azioni, i nemici della nostra integrità territoriale non fanno che rafforzare la fede e l’impegno determinato dei marocchini a difendere senza tregua la Patria e i suoi interessi superiori


Suo Maestà il Re Mohammed VI, che Dio L'assista, ha rivolto venerdì sera un discorso alla Nazione in occasione del 68° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo.

Ecco il testo integrale del Discorso Reale:

"Lode a Dio, Preghiera e salvezza sul Profeta, la Sua famiglia e i Suoi compagni.

Caro popolo,

La commemorazione della Rivoluzione del Re e del Popolo è un’occasione privilegiata perché la nostra Nazione si ricordi con esaltazione i valori di sacrificio e di lealtà che le permisero di ritrovare la libertà e l’indipendenza.

Questa Rivoluzione, sempre in costante rigenerazione, non cessa di ispirare, a generazioni di cittadini, l'amore autentico della patria e, per corollario naturale, l'ardore a difendere il paese, le sue istituzioni, i suoi simboli sacri.

Questa celebrazione, che avviene a pochi giorni dalle prossime elezioni, coincide con l’avvio di una nuova generazione di riforme e di progetti, prevista nel quadro dell’attuazione del modello di sviluppo e del Patto nazionale per lo sviluppo.

Con lo svolgimento simultaneo delle elezioni legislative, regionali e locali, la scadenza attesa attesta il radicamento della pratica democratica nel nostro paese e conferma il livello di maturità del sistema politico marocchino.

Caro popolo,

Le elezioni, lungi dall’essere un fine in sé, costituiscono una leva per la creazione di istituzioni credibili la cui vocazione è quella di servire l’interesse generale, di perorare le cause nazionali.

Di fatto, la nostra convinzione è che lo Stato tragga la sua forza dalle sue istituzioni, dall'unità e dalla coesione delle sue componenti nazionali. Sono proprio questi i punti di forza che abbiamo nel difendere il nostro paese di fronte all’Avversità, alle crisi, alle minacce.

Questo spirito di corpo è palpabile di fronte agli attacchi metodici di cui il Marocco è stato recentemente bersaglio da parte di alcuni paesi e di organizzazioni notoriamente ostili alla nostra nazione.

Il Marocco è considerato uno Stato pienamente costituito da più di dodici secoli, oltre che una storia amazziga a lungo termine, e da più di quattro secoli è governato da una monarchia cittadina, presiedendo al destino del paese e plasmandolo in una simbiosi totale tra il Trono e il popolo.

Anche il Marocco è stato preso di mira per la sua sicurezza e la sua stabilità, beni particolarmente preziosi in tempi di convulsioni e di disordini che agitano il mondo.

Tuttavia, la buona reputazione del Marocco, la sua posizione indiscutibile nel consesso delle nazioni, nonché la sua rete di relazioni ampia e fitta, lo rendono un paese degno di fiducia e gli conferiscono una solida credibilità su scala regionale e internazionale.

Caro popolo,

Il Marocco, al pari di alcuni paesi del Maghreb arabo, si trova ad affrontare un'aggressione deliberata e premeditata.

I nemici dell'integrità territoriale del Regno, uniti a posizioni predeterminate e a considerazioni obsolete, non vogliono che il Marocco resti la nazione libera, forte e influente che è sempre stata.

Inoltre, alcuni paesi, in particolare alcuni paesi europei che, paradossalmente, fanno parte dei tradizionali del Marocco, temono per i loro interessi economici, i loro mercati e le loro sfere d’influenza nella regione magrebina.

Alcuni dei loro non comprendono ancora che il problema non risiede nei regimi dei paesi del Grande Maghreb, ma nei loro, sempre tinti da un passatismo disperatamente refrattario alle evoluzioni del tempo.

Inoltre, gli ultimi mesi hanno rivelato che questi Paesi stanno vivendo un indebolimento del rispetto delle istituzioni dello Stato e delle sue principali missioni tradizionali.

Così, ci vorrebbero plasmare la loro immagine e, per minare la rispettabilità delle nostre istituzioni nazionali, per minare la loro autorità, li accusano di calpestare i diritti e le libertà e, a tal fine, adducono argomenti ingannevoli contro di loro.

Non vogliono ammettere che le regole del gioco sono cambiate, che ormai i nostri paesi sono perfettamente in grado di gestire i loro affari, di valorizzare le loro risorse e le loro potenzialità, nell’interesse ben inteso dei nostri popoli.

Pertanto, con l’intento di far precipitare il Marocco in una spirale di problemi e conflitti con alcuni paesi, sono state mobilitate risorse di ogni tipo, legittime e illegittime, con una distribuzione dei ruoli e il dispiegamento di impressionanti dispositivi di influenza.

Anzi, invece di sostenere gli sforzi del Marocco nel quadro di un equilibrio auspicato tra i paesi della regione, alcune relazioni hanno oltrepassato tutti i limiti dell’accettabile, arrivando persino a raccomandare che sia frenata la dinamica di sviluppo del nostro paese, con il pretesto capzioso di creare una asimmetria tra gli Stati magrebini.

Nello stesso spirito, gli artefici di questo lavoro minato hanno orchestrato una vasta campagna di denigrazione nei confronti delle nostre istituzioni di sicurezza. In tal modo, essi cercano di compromettere il loro elevato livello di controllo e la loro efficacia nel preservare la sicurezza e la stabilità del Marocco. Cercano così di gettare un’ombra sullo sforzo di sostegno e di coordinamento che assicurano a vantaggio del nostro ambiente regionale e internazionale, come ammettono alcuni di questi paesi.

Ma a qualsiasi cosa, la sfortuna è buona: con le loro azioni, i nemici della nostra integrità territoriale non fanno che rafforzare la fede e l’impegno determinato dei marocchini a difendere senza tregua la Patria e i suoi interessi superiori.

A questo proposito, affermiamo di essere determinati a mantenere risolutamente la rotta, a prescindere dagli avversari irritati e dagli invidiosi consumati dall’odio per il nostro paese.

Caro popolo,

Alcuni sostengono che il Marocco è stato assalito perché avrebbe cambiato il suo orientamento politico e strategico e il suo modus operandi nell’affrontare alcune questioni diplomatiche.

Non è così. Il Marocco è effettivamente cambiato, ma non nel senso auspicato dai suoi detrattori. E’ cambiato perché non accetta che i suoi interessi superiori siano messi a repentaglio. In tal modo si persegue l’obiettivo di instaurare relazioni solide, costruttive ed equilibrate, in particolare con i Paesi vicini.

E’ questa la stessa logica che guida le nostre scelte nelle relazioni che intratteniamo attualmente con il nostro vicino, la Spagna.

Certo, queste relazioni hanno attraversato di recente una crisi senza precedenti che ha profondamente scosso la fiducia reciproca e ha sollevato diversi interrogativi sul loro futuro.

Tuttavia, abbiamo lavorato con la parte spagnola, con la massima calma, la massima chiarezza e uno spirito di responsabilità.

Oggi, infatti, ci preme rafforzare le basi classiche su cui poggiano queste relazioni, attraverso una comprensione comune degli interessi dei nostri due paesi vicini.

Ho seguito personalmente e direttamente il processo di dialogo e l’evoluzione delle discussioni.

L’obiettivo non era solo quello di trovare una via d’uscita dalla crisi, ma anche di cogliere l’occasione per ridefinire le basi e i parametri che regolano queste relazioni.

Con sincero ottimismo, ci auguriamo di continuare a lavorare con il governo spagnolo e il suo Presidente, Sua Eccellenza Pedro Sanchez, per inaugurare una tappa inedita nelle relazioni tra i nostri due paesi. D'ora in poi, queste dovranno basarsi sulla fiducia, la trasparenza, la considerazione reciproca e il rispetto degli impegni.

Lo stesso spirito sottende le relazioni di partenariato e di solidarietà tra il Marocco e la Francia, sostenute dalle solide relazioni di amicizia e di stima reciproca che mi uniscono al suo Presidente, Sua Eccellenza Emmanuel Macron.

Caro popolo,

Se in passato la Rivoluzione del Re e del popolo ha rappresentato una svolta storica per il Marocco nella sua ricerca della libertà e dell’indipendenza, oggi si apre dinanzi a noi una nuova tappa in cui è necessario il patriottismo sincero per affrontare le sfide interne ed esterne.

E’ l’occasione per noi di pregare per la salvezza dei valorosi martiri della Patria, in primo luogo il nostro eroe della liberazione, il nostro Augusto Nonno, il defunto Re Maometto V e il suo compagno di lotta, il nostro Venerato Padre, il defunto Re Suo Maestà il Re Hassan II, che Dio li abbia nella Sua santa misericordia."


-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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