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martedì 24 maggio 2022
 
 
 
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Discorsi reali

"il Marocco rifiuta di ricevere lezioni, soprattutto da parte di quelli che ridicolizzano sistematicamente i diritti dell'uomo. Chiunque desidera rilanciare sul Marocco deve soltanto scendere a Tindouf"


Nel suo discorso in occasione del 38esimo anniversario della Marcia Verde pronunciato mercoledì 6 novembre, la sua maestà Roi Mohammed VI ha rivelato, per la prima volta, le ragioni dietro alcune posizioni ostili ed anti-marocchine, che ignorano le realizzazioni notevoli del regno, in particolare nel dominio dei diritti dell'uomo e delle libertà.

Di seguito  il testo integrale del discorso reale:

“Elogio a Dio.Preghiera e Pace sul profeta, la sua famiglia ed i suoi compagni.

Caro popolo.

Celebriamo oggi il 38esimo anniversario della Marcia Verde. La nostra determinazione è più forte di mantenere il capo, animati dello stesso spirito di patriottismo sincera e di mobilizzazione collettiva, per preservare l'integrità territoriale del nostro paese e consolidare il suo sviluppo integrato.

 Se la Marcia Verde ha permesso il recupero delle nostre province del Sud, le altre marce impegnate sotto il nostro impulso, sono dedicate, esse, al consolidamento dei diritti civili e politiche ed alla prosecuzione della promozione della nuova generazione dei diritti economici, sociali, culturali ed ambientali.

 La nostra intenzione è di vedere il cittadino marocchino onorato come deve, fissato degli attributi di una cittadinanza piena ed intera.

 È in questo spirito che abbiamo avviato una serie di riforme profonde e di cantieri principali. Li abbiamo iscritti in un passo graduale, che tiene conto delle specificità nazionali e si allontana degli slogan cavi destinati al consumo mediatico, pur sfidando le reazioni affrettate di fronte agli sviluppi ed agli eventi nazionali ed internazionali.

Tuttavia, alcune parti ed alcune persone sfruttano a fini speciosi lo spazio di libertà e d'apertura di cui usufruisce il Marocco, soprattutto nelle nostre province del sud.

Il Marocco è certamente attaccato ad una cooperazione ed un'interazione positiva con le organizzazioni internazionali dei diritti dell'uomo che danno prova d'obiettività nel trattamento delle questioni che lo riguardano, ed accetta in qualsiasi responsabilità la critica costruttiva. Pertanto, rifiuta che organizzazioni, in relazioni elaborate in anticipo, prendono pretesto di alcuni rapporti d'affari isolati per provare a minacciare la sua immagine o banalizzare le sue acquisizioni in materia di diritti umani e di sviluppo.

Alcuni, ad esempio, tendono, in modo ingiusto e malevolo, ad aggiungere fede a chiunque sostiene che uno dei suoi diritti è stato toccato, o che ha subito torture, pur ignorando le decisioni di giustizia, ed anche facendo il vicolo cieco su ciò che il Marocco compie concretamente sul campo.

Infatti, è ragionevole pensare ciò che il Marocco rispetta i diritti dell'uomo nel nord del paese e li trasgredisce nel sud?

Tutti gli stati rifiutano di essere oggetto di rapporti d'affari attentatori alla loro sicurezza e la loro stabilità, tanto più che la violenza, la sovversione e l'intimidazione dei cittadini sono incompatibili con i diritti dell'uomo, e che l'esercizio delle libertà non può essere realizzato che nel rispetto della legge.
 Se le prese di posizione internazionali hanno per la maggior parte un carattere oggettivo e realistico, è, in compenso, spiacevole che alcuni stati si iscrivono nel passo summenzionato, che fa scaltramente astrazione delle realizzazioni compiute dal nostro paese, in particolare nel dominio dei diritti dell'uomo e delle libertà.

 Questa confusione e questa ambiguità nelle posizioni rendono legittima questa interrogazione: C'è una crisi di confidenza tra il Marocco ed alcuni centri di decisione nei suoi partner strategici, che riguarda la questione dei diritti dell'uomo nelle nostre province del sud?  

In realtà, il fatto anche di porre quest'interrogazione segnala che c'è qualcosa di anormale nella specie.

Caro popolo,  

Non voglio coinvolgerlo negli aspetti giuridici e politici della questione della nostra integrità territoriale, e delle diverse risoluzioni pertinenti del consiglio di sicurezza, che ho già evocato varie volte. Ma tengo a chiarire per te le ragioni dietro alcune posizioni ostili al Marocco.

Alcuni stati si accontentano di affidare ai funzionari la cura di seguire la situazione in Marocco. Ma, alcuni fra loro sia sono male disposti in relazione al nostro paese, sia influenzati dalle tesi dei nostri avversari. E sono loro che vegliano a volte, purtroppo, alla preparazione delle cartelle e delle relazioni erronee, sulla base delle quali i responsabili adottano alcune delle loro posizioni.

 Queste parole, gliele consegno, caro popolo, per la prima volta, ma sono opinioni che esprimo sempre, soprattutto ai responsabili dei grandi paesi, al segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ed ai suoi collaboratori.

Ma la ragione principale di quest'atteggiamento ingiusto in relazione al Marocco, deriva principalmente dal denaro ed ai vantaggi con i quali gli avversari tentano di comperare le voci e le prese di posizione di alcune organizzazioni ostili al nostro paese. Sprecano in tal modo le ricchezze e se le rigenerano di un popolo fratello, che la questione non riguarda, ma si erge piuttosto come un ostacolo all'integrazione maghrebina.

 Il nostro popolo fedele si distingue con la sua unanimità incrollabile attorno alla sua integrità territoriale, per la quale è mobilitato collettivamente e disposto a consentire tutti i sacrifici. Infatti, la causa del Sahara è la causa di tutti i Marocchini senza eccezione. È un dovere di cui siamo qualsiasi agente.
 Il Marocco, grazie a Dio, non ha alcun complesso a rispondere positivamente alle aspirazioni legittime dei suoi cittadini, dove soltanto si trovano.

 Così abbiamo, con la nostra volontà propria, metodo alla predisposizione di istituzioni nazionali e di meccanismi regionali di protezione e di promozione dei diritti dell'uomo, meccanismi che sono conosciuti e riconosciuti per la loro indipendenza e la loro credibilità secondo le norme internazionali in materia, e ciò, parallelamente al ruolo che svolgono i partiti politici, le ONG ed i media.

 È dire che il Marocco rifiuta di ricevere lezioni in materia, soprattutto da parte di quelli che ridicolizzano sistematicamente i diritti dell'uomo. Chiunque desidera rilanciare sul Marocco ha soltanto a scendere a Tindouf, ed osservare in numero di regioni intorno, danno portato ai diritti umani più elementari.
 
 Nonostante i tentativi disperati degli avversari del Marocco che cercano di minacciare la sua reputazione ed alla sua sovranità, proseguiremo la nostra cooperazione con il segretario generale delle Nazioni Unite, il suo inviato personale ed i paesi amici. Il nostro obiettivo è di trovare una soluzione politica definitiva al conflitto artificiale attorno alla nostra integrità territoriale, nel quadro della nostra iniziativa per l'autonomia, che è riconosciuta per la sua serietà, la sua credibilità ed il suo spirito realistico.

  Inoltre non intendiamo ipotecare il futuro delle nostre province del Sud, e subordinarlo agli sviluppi della questione del Sahara al livello dell'ONU. Al contrario, vi proseguiremo la nostra azione globale di sviluppo integrato.  

Caro popolo,

 Nessuno ignora gli sforzi considerevoli acconsentiti dal Marocco per lo sviluppo delle sue province del Sud.

Infatti, nel quadro della solidarietà nazionale, e contrariamente alle allegazioni degli avversari del Marocco su un presunto sfruttamento delle ricchezze di Sahara, una parte importante delle risorse e delle ricchezze delle regioni centrali e settentrionali del Marocco, è dedicato alla soddisfazione delle necessità dei nostri cittadini del Sud, come lo confermano tutti gli indicatori ed i dati economici riguardanti questa regione.

 Interessati di consolidare questo processo, intendiamo completare l'elaborazione e l'attuazione del modello di sviluppo regionale per le nostre province del Sud, che è stato sottoposto alla nostra alta valutazione dal Consiglio economico, sociale ed ambientale.

 Non si tratta di una semplice proposta di soluzioni palliative per una congiuntura di emergenza, né di progetti isolati staccati gli uni degli altri, ma piuttosto di una visione développementale integrata, fondata su un'analisi oggettiva della situazione effettiva nelle nostre province del Sud, in attesa di porre le basi fondatrici di una politica integrata, a lungo termine, nei vari domini.

 Questo modello, lo vogliamo multidimensionale, fondato sull'attaccamento ai valori del lavoro e dello sforzo, del merito e della parità delle opportunità, un modello girato verso il futuro, dove la donna e la gioventù occupano un posto particolare.

 Sul piano economico, questo modello si basa su megaprogetti d'investimento atti a stimolare la crescita economica, creare le ricchezze e l'impiego ed incoraggiare l'economia sociale ed interdipendente. Questo passo si iscrive nel quadro di una dinamica di sviluppo sostenibile che prende in considerazione la tutela dell'ambiente e la preservazione dei diritti delle generazioni ascendenti, in particolare mettendo l'accento sulle energie rinnovabili.

Sul piano sociale, questo modello si basa su una nuova politica imperniata sulla solidarietà, l'equità, la preservazione della dignità delle categorie vulnerabili, la promozione dello sviluppo umano ed il rinforzo  della coesione sociale.
Per quanto riguarda l'aspetto culturale, questo modello si prefigge di garantire la promozione delle culture e delle specificità locali, che illustra così il posto accordato nella costituzione alla cultura hassanie, una delle componenti dell'identità marocchina unificata. Questo passa in particolare per l'inserimento di questa cultura nei programmi scolastici, la valorizzazione del patrimonio architettonico e l'incoraggiamento della creazione artistica nella regione.
 
Teniamo a ciò che siano soddisfatte le condizioni di successo per questo progetto ambizioso imperniato sulla creatività e lo spirito di partecipazione. Così, meccanismi efficienti per una gestione responsabile saranno messi a disposizione di questo progetto che si iscrive nel quadro della regionalizzazione avanzata, che conferisce ampie competenze ai consigli eletti.  

Il nostro scopo ultimo è di fare delle nostre province del Sud uno spazio di sviluppo integrato, atto a garantire una vita degna per le popolazioni della regione. Si tratta anche di consolidare la portata geostrategica di queste province come polo regionale di collegamento e di scambi tra l'Europa e l'Africa subsahariana.
 
Caro popolo,  

Le nostre province del sud hanno costituito, al filo della storia, l'estensione africana del Marocco, che incarna i legami geografici, umani e commerciali secolari, che collegano il nostro paese agli stati dell'Africa subsahariana.
 Fedele alla sua appartenenza africana, il Marocco si è preoccupato, dall'indipendenza, di promuovere una cooperazione proficua ed una solidarietà attiva con questi paesi, e contribuire alla concretizzazione delle aspettative dei loro popoli che aspirano allo sviluppo ed alla stabilità.

 Benché il Marocco, socio fondatore della Organizzazione dell'unità africana, non si riunisca nell'Unione africana, opera tuttavia a rafforzare e differenziare le sue relazioni economiche con i paesi del continente ed incoraggiare gli investimenti reciproci tra loro, tanto a livello bilaterale che nel quadro delle istanze e dei raggruppamenti regionali.

Sui piani regionali ed internazionali, il nostro paese lavora instancabilmente a fare prevalere le cause del continente africano, in particolare quelle legate al suo sviluppo.

 Avendo a cuore di insufflare un dinamismo rinnovato a queste relazioni, ci abbiamo sempre usato, in relazione con i nostri fratelli i dirigenti di questi paesi, ai quali li collegano dei legami profondi di fraternità, d'affezione e d'intesa, a conferire loro un carattere umano ed issarli al livello di partenariati interdipendenti proficui.

 Ne testimoniano le visite che effettuiamo in numerosi paesi africani fratelli, ed i progetti di sviluppo concreti di cui sono portarici, e che danno la precedenza allo sviluppo umano, alle infrastrutture ed all'raffermissement dei legami religiosi e spiritosi che hanno sempre collegato i popoli fratelli di questi paesi in Marocco ed alla nostra persona, Amir Al-Mouminine.

 D'altra parte, mettiamo l'esperienza marocchina a disposizione dei nostri fratelli africani, in tutti i domini d'interesse comune, tutto attaccandoli a favorire gli scambi di competenze e l'implicazione del settore privato e delle associazioni della società civile.

 In questo contesto, invitiamo il governo a rafforzare i mezzi di coordinamento e di cooperazione con questi paesi fratelli nei vari domini, ed in particolare per la conclusione di accordi di libero scambio con loro, nella prospettiva di realizzare un'integrazione economica regionale.

 Parallelamente, il nostro paese non ha fornito alcuno sforzo per contribuire all'instaurazione della pace e della stabilità nelle varie regioni del continente, e nel regolamento dei conflitti con mezzi pacifici, come pure alle operazioni di mantenimento della pace, sotto l'egida delle Nazioni Unite.

 Inoltre il Marocco ha avuto tregua di ribadire la necessità di affrontare le minacce securitarie soltanto conosce la regione di Sahel e del Sahara, diventata ormai uno spazio per i gruppi estremisti e terroristici, il narcottraffico, la tratta degli esseri umani ed il traffico di armi, con gli effetti nocivi che ciò implica per lo sviluppo e la stabilità della regione.

 Il nostro sostegno al paese fratello, la repubblica del Mali, nel suo combattimento contro le bande dell'estremismo e del terrorismo, e la nostra presenza personale alla cerimonia di conferimento di mandato del suo nuovo presidente, non fanno che tradurre il nostro impegno sincero a favore delle cause legate alla pace ed alla legalità nei paesi del continente.

Caro popolo,

Le relazioni privilegiate che collegano il Marocco ai paesi africani subsahariana non sono soltanto politiche ed economiche. Sono, nel fondo, legami umani e spiritosi secolari.

 Considerando la situazione che prevale in alcuni di questi paesi, numero dei loro cittadini immigra in Marocco in modo legale o illegale. Precedentemente affatto di passaggio verso l'Europa, il nostro paese si è trasformato in destinazione di residenza.

 Di fronte all'aumento sensibile del numero degli immigrati venuti da Africa o da Europa, abbiamo invitato il governo ad elaborare una nuova politica globale relativa alle questioni d'immigrazione e d'asilo, secondo un approccio umanitario conforme agli impegni internazionali del nostro paese e rispettosa dei diritti degli immigrati.

 Per illustrare l'interesse particolare che annettiamo a quest'aspetto, abbiamo tenuto ad incaricare un dipartimento ministeriale delle questioni d'immigrazione.
 La credibilità del Marocco in materia di diritti dell'uomo, è confermata, tra l'altro, dall'accoglienza in gran parte favorevole che quest'iniziativa ha incontrato presso le parti direttamente interessate da questa problematica, ed in particolare i paesi subsahariani fratelli, gli stati dell'Unione europea, e le varie istanze ed organizzazioni dell'ONU, regionali ed internazionali interessate dal fenomeno migratorio ed i diritti dell'uomo.

 Per consolidare quest'orientamento, il Marocco ha presentato, in margine dell'assemblea generale delle Nazioni Unite di quest'anno, l'iniziativa di Alliance africana per la migrazione e lo sviluppo. È un'iniziativa imperniata su una visione africana comune e principi umanitari che devono presiedere
alle questioni migratorie. Si sostiene anche sulla responsabilità condivisa tra i paesi d'origine, di transito e d'accoglienza, e sul legame stretto tra immigrazione e sviluppo.

 Perché la problematica migratoria riguarda tutti gli stati e tutti i popoli, esortiamo la Comunità internazionale ad implicarsi fortemente nel trattamento di questo fenomeno, per prevenire le catastrofi umanitarie che causa, come la tragedia che le coste dell'isola italiana di Lampedusa hanno conosciuto recentemente, e che tutti abbiamo considerato penosamente.
 
Caro popolo,

L'apertura sempre più segnata del Marocco sul suo ambiente africano, e la prosecuzione dell'azione condotta per difendere l'integrità territoriale del regno e promuovere lo sviluppo delle nostre province del Sud, è il migliore impegno di fedeltà al giuramento eterno della mercia verde, ed alla memoria immacolata del suo capo, nostro Auguste Père, fuoco la sua maestà il re Hassan II, che Dio benedica la sua tomba, come pure alla memoria dei martiri bravi della patria.

 È un'occasione per di renderci un vibrant omaggio a tutte le componenti delle forze eserciti reali, alla polizia reale, alle forze ausiliarie, alla sicurezza nazionale, alla protezione civile ed all'amministrazione territoriale, per la loro mobilizzazione costante e la loro devozione nella difesa dell'integrità, la sicurezza e la stabilità del Patrie.

"Wassalamou alaikoum warhamatoullahi wabarakatouh".
 
 
- Notizia  riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 

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