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martedì 9 agosto 2022
 
 
 
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Discorsi reali

SM Re Mohammed VI ha affermato nel discorso indirizzato, venerdì, alla nazione all'occasione del 34esimo anniversario della marcia verde, che " egli non ha più posto per l'ambiguità ed il duplicità: o il cittadino è marocchino, o egli non lo è".



" In qualsiasi responsabilità, affermiamo che egli non l'ha più posto per l'ambiguità ed il duplicità: o il cittadino è marocchino, o egli non lo è .

 Finito il tempo del doppio gioco e dell'indietreggiare.

L'ora è alla chiarezza ed al dovere assunto. O si è patriote o si è proditorio.

Egli non ha un mezzo giusto tra il patriottismo ed il tradimento.

 Non si possono usufruire dei diritti della cittadinanza, e disconoscerli allo stesso tempo tracciando con i nemici patria" , ha detto il sovrano.

 SM il re ha affermato che " il momento è venuto perché tutte le autorità pubbliche intensifichino di vigilanza e di mobilizzazione per contrastare, con la forza della legge, ogni danno alla sovranità della nazione, e preservare, con tutta la fermezza necessaria, la sicurezza, la stabilità e l'ordine pubblico che è l'impegno effettivo dell'esercizio dei libertà".

 In ciò che segue il testo integrale del discorso reale:

 " Elogio a dio.

 Preghiera e ciao sul profeta. La sua famiglia ed i suoi lavoratori.


Caro popolo. Commemoriamo oggi il 34esimo anniversario del Marche Verte glorioso, più fedeli che mai al giuramento là afferente, di rimanere fermamente attaccati all'integrità territoriale del regno, alle sue costanti incoronate ed alla sua sovranità piena ed intera.

 C'è un attaccamento sigillato da una simbiosi perfetta tra il trono ed il popolo, ed un'unanimità nazionale senza difetto.

Celebriamo quest'epopea storica ispirandoli ancora dello spirito creatore che vi aveva presieduto, ed attingendovi nelle molle necessarie per fare parte ai lotti deformati contro la marocanità di nostro Sahara.

 Ci usiamo con la saggezza, la costanza, la fermezza e l'audacia che esige la situazione, che prende le iniziative costruttive che ci sembrano necessarie per garantire alle nostre province del Sud lo sviluppo, il progresso e l'unità che desideriamo per esse.

 Per giungervi, il nostro vantaggio principale è la solidità del fronte interno e la nostra determinazione ad andare da prima, animati di una volontà nazionale sovrana, nel rafforzamento della democrazia e dello sviluppo.

Inoltre, abbiamo deciso di stampare una nuova dinamica allo spirito del mercato verde, per raccogliere le sfide attuali e venire che riguardano la nostra causa nazionale, procedendo, a questo scopo, all'attuazione di un piano integrato, imperniato attorno a cinque orientamenti principali:.

1- Fare beneficiare le province sahariane del primato nel processo di regionalizzazione avanzata scontata, in modo da consolidare la loro capacità di gestire i loro affari locali.

 2- Fare in modo che il governo faccia di queste province un modello di decentramento e di buona gestione locale, mettendo a loro disposizione i migliori quadri e conferendo loro ampie competenze sotto il controllo, legale e fermo, wali e governatori della nostra maestà.

3- Impegnare la ristrutturazione del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani (CORCAS), nella prospettiva della fine del suo mandato.

Egli si tratterà di rivedere la sua composizione e rafforzare la sua rappresentatività garantendo la sua apertura su nuove elite competenti e patriottiche.

Occorrerà anche operare il livellamento delle sue strutture e del suo modo di funzionamento.

 Questi devono, infatti, essere messi in adeguatezza con le nuove sfide e ciò, parallelamente al miglioramento dell'efficacia dell'azione del Consiglio in materia di mobilizzazione a favore della difesa della marocanità del Sahara e del suo sviluppo.


4- Procedere alla revisione del campo d'azione dell'Agenzia di sviluppo delle province sahariane e della sua competenza territoriale, vegliando a questo che mette a fuoco i suoi sforzi sulle province sahariane e che essa  legame da attuare progetti di sviluppo umano, e programmi locali di generatori; occupazioni per i giovani e tali da rafforzare la giustizia sociale e l'equità.

 Gli appartiene anche di operare per facilitare le condizioni di ritorno di qualsiasi loro repentis, dei campi di Tindouf.

Essa si attaccherà, inoltre, a garantire la loro accoglienza e favorire la loro integrazione.

 5- Operare perché le istanze politiche, sindacali, associative e mediatiche come pure tutte le forze produttive e crearici, si prendano le responsabilità che spettano loro in materia d'inquadramento dei cittadini, e di ancoraggio dei valori di patriottismo e di cittadinanza effettiva.

Poiché infatti, l'attuazione di tale strategia non spetta soltanto allo Stato ed i suoi organi, ma richiede anche la mobilizzazione totale di tutti gli attori a livelli nazionali e locali.

 Teniamo, a questo proposito, a rinnovare a tutti i nostri argomenti fedeli in nostro Sahara - che egli si tratta del Chioukh, dei considerevoli o degli eletti o anche dei membri della società civile, l'espressione del nostro omaggio per la loro fedeltà costante ed il loro attaccamento solido alla loro marocanità.

Caro popolo.

 L'attuazione degli orientamenti presi in considerazione per questa nuova tappa, nel settore politico ed in materia di sviluppo, non deve essere limitata nel solo fronte interno.

 Richiede sforzi combinati che spetta alla diplomazia ufficiale ed alla diplomazia parallela spiegare per difendere la marocanità del Sahara e l'Iniziativa d'autonomia, fra cui la Comunità internazionale a altrove salutato la serietà e la credibilità.

 Egli in residenza non meno degli avversari della nostra integrità territoriale évertués a contrastare la dinamica di negoziato che la nostra iniziativa ha impegnato a livello onusien.

 Sono andati nell'escalation e l'ostilità fino a fomenter un piano di cospirazione, che ricorre, tra l'altro stratagèmes e modi operativi, all'estorsione, alle pressioni, alla provocazione ed alla perversione dello spirito della legalità internazionale.

Pur ribadendo il nostro attaccamento al processo onusien di negoziato attorno alla nostra iniziativa d'autonomia, consideriamo al momento stabilito di affrontare quest'escalation bellicosa con tutta la fermezza necessaria, facendo mostra di un patriottismo sincero e di una grande chiarezza nelle nostre posizioni, e facendo in modo che ciascuno si prenda le responsabilità che sono sue.
 
A tale riguardo, ribadiamo il nostro impegno perché il Marocco rimanga uno Stato di diritto e di progresso democratico.

 C'è un attaccamento che non ha di uguale che il nostro rifiuto dello sfruttamento détestable delle acquisizioni di cui usufruisce il nostro paese in materia di libertà e di diritti umani, ed il rifiuto della loro instrumentalisation con chiunque si avverte di tracciare contro la sovranità, l'unità e le costanti incoronate del nostro paese.

 Il momento è venuto perché tutte le autorità pubbliche intensifichino di vigilanza e di mobilizzazione per contrastare, con la forza della legge, ogni danno alla sovranità della nazione, e preservare, con tutta la fermezza necessaria, la sicurezza, la stabilità e l' ordine pubblico che è l'impegno effettivo dell'esercizio delle libertà.

In qualsiasi responsabilità, affermiamo cheegli non l'ha più posto per l'ambiguità ed il duplicità: o il cittadino è marocchino, o egli non lo è.

 Finito il tempo del doppio gioco e dell'indietreggiare.

 L'ora è alla chiarezza ed al dovere assunto.

 O si è patriote o si è proditorio.

 Non c'è un mezzo giusto tra il patriottismo ed il tradimento.

 Non si possono usufruire dei diritti della cittadinanza, e disconoscerli allo stesso tempo tracciando con i nemici della patria.

 Quanto agli avversari della nostra integrità territoriale e quelli che si azionano nel loro grembo, sanno più di d'altro che Sahara è una causa determinante per il popolo marocchino, unito attorno al suo trono che è l'agente ed il garante della sua sovranità, della sua unità nazionale e della sua integrità territoriale.

Facendo della questione l'elemento essenziale della loro strategia bellicosa, non fanno che confermare che sono bene il vero protagonista in questo conflitto artificiale, che fa fi delle sensazioni di classe reciproca che esistono tra i popoli marocchini ed algerini.

Così facendo, ipotecano inoltre il futuro delle relazioni bilaterali e la concretizzazione dell'Unione maghrebina, mentre il Marocco non cessa di chiamare all'integrazione ed alla complementarità per raccogliere le sfide principali della regione in materia di sicurezza e di sviluppo.

 Pur salutando il sostegno dei nostri amici alla nostra causa giusta, sfidiamo alcuni ambienti da loro ne che li interroga: c'è un paese democratico che accetterebbe che la democrazia ed i diritti dell'uomo funge da pretesto o da trampolino per che una banda di fuori legge traccia, in intelligenza con i nemici, contro la sua unità ed i suoi interessi superiori?.

 Da allora quando l'esercizio delle libertà autorizza che beni pubblici e privati, costituiti al prezzo di tanti sacrifici da parte dei cittadini, vandalizzati?

E quale è, del resto, il torto di questi cittadini?.


Egli n' in est nulla. Al contrario: tutte le leggi nazionali e le convenzioni internazionali sono unanimi a convertire in azione penale la violenza, e considerano che l' intelligenza con il nemico dipende dall'alta trahison.

 A tale riguardo, diciamo a tutti che il Marocco, paese di libertà e d'apertura, rifiuta di prestarsi ad un rilancio sui diritti dell'uomo, soprattutto da parte di regimi o di gruppi fondati precisamente sulla negazione e la violazione di questi diritti.

Meglio ancora, questi si contrastano, con il perfidie e la frode, a fare un fondo di commercio, che utilizza di un mercantilismo di piano basso per tirare dividendi

 - all'interno come a l'estero

- attaccandosi alle sacralità della nazione o sfruttando la situazione inumana che sopportano i nostri fratelli a Tindouf.

 Questa situazione,  penosa; ne è, posto l'Algeria e le istituzioni internazionali, in particolare il HCR, dinanzi alle loro responsabilità perché sia garantita ai nostri fratelli una protezione effettiva.

Questo richiede, in particolare, il loro censimento, il rispetto della loro dignità, e la facoltà per loro di esercitare il loro diritto naturale alla circolazione ed al ritorno liberamente acconsentito nella loro patria, il Marocco.

 Con lo stesso attaccamento alla legalità internazionale, garantiamo nuovamente l'Organizzazione onusienne della piena e costante disposizione del Marocco ad impegnarsi in negoziati seri ed a facilitare la missione dell'Inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite, per che prosegue gli sforzi del suo predecessore, per trovare una soluzione politica consensuale, realistica e definitiva, sulla base della proposta d'autonomia e nel quadro della sovranità del regno, della sua unità nazionale e della sua integrità territoriale.

 Caro popolo.

Attualmente privilegiato della nostra storia, abbiamo un pensiero commosso per la memoria immacolata del progettista della marcia verde, nostro venerato padre, la sua maestà il re Hassan II - che dio sanctifie il suo cuore, come pure quella dei martiri virtuosi dell'integrità del territorio della loro patria.

Il nostro migliore impegno di fedeltà alla loro memoria eterna, è dunque di ribadire il giuramento indefettibile mai marchander o rinunciare ad un grano di sabbia di nostro Sahara, poiché egli si tratta  di una questione d'esistenza e non di frontiere.

Teniamo a salutare nuovamente la vigilanza e la mobilizzazione fra cui le forze armate e di polizia reali, la sicurezza nazionale e le forze ausiliarie e l' Amministrazione territoriale, dà prova per la preservazione della sicurezza e dell'integrità territoriale della nazione.

 Siamo convinti che guadagniamo a termine la battaglia del conflitto artificiale suscitato attorno alla nostra integrità territoriale, poiché siamo un avente diritto, forti d' una legittimità storica e giuridica, e perché, inoltre, tutti i Marocchini sono convinti che questa causa che è loro, è una causa giusta ed incoronata.

Lo troverai, caro popolo, in prima linea fra i difensori ed i protettori della sovranità del regno, della sua unità nazionale e della sua integrità territoriale, che rimane qualsiasi fedele al patto di fedeltà reciproca, al nostro impegno costituzionale, ed al convinzione intima che li abita quanto all'ineluttabilità della vittoria.

+Dio sostiene, certamente, quello che lo fa prevalere.

 Dio è forte e onnipotente+. Veridica è la parola di Dio.

Wassalamou alaïkoum wa rahmatoullahi wa barakatouh".

 Per visualizzare il video la totalità del discorso di SM Re Mohammed VI, grazie di premere qui

Fonte: MAP

- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas -

 

 

 

 

 

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