Martedì a Ginevra, il Marocco ha chiesto un "vero cambio di paradigma" nella gestione della situazione dei rifugiati nella regione MENA, sottolineando che "l'assistenza umanitaria non può essere fine a se stessa", ma deve servire come "punto di partenza per soluzioni durature".
Intervenendo alla 95ª riunione del Comitato permanente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dedicato alla situazione umanitaria nella regione MENA, l'Ambasciatore Omar Zniber, Rappresentante permanente del Marocco presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha osservato che questa regione "continua ad affrontare crisi prolungate e interconnesse", menzionando in particolare Gaza, Siria e Sudan, nonché le loro ripercussioni regionali.
Di fronte a queste sfide, ha sottolineato la necessità di una “continua risposta internazionale, ma soprattutto di un’evoluzione del nostro approccio”, affermando che “è giunto il momento di un vero e proprio cambio di paradigma”.
A tal proposito, l’ambasciatore ha ribadito che “l’assistenza umanitaria non può essere fine a se stessa. Deve essere il punto di partenza per soluzioni sostenibili, basate sull’inclusione e sull’emancipazione”.
Ha inoltre messo in guardia contro alcuni abusi riscontrati nella gestione delle situazioni di rifugiati, sottolineando che “i campi non possono diventare soluzioni permanenti” a causa dei “sistemi paralleli” e delle “dipendenze intergenerazionali” che possono generare, le quali “soffocano la mobilità e promuovono l’esclusione”.
Ha aggiunto che “la gestione dei rifugiati può, in certi contesti, essere soggetta a manipolazioni politiche”, specificando che tali pratiche si osservano “nel nostro immediato vicinato”.
In questo contesto, il Marocco chiede “vigilanza collettiva” basata su “una richiesta di trasparenza e rigore nella registrazione delle popolazioni”, “il rifiuto di qualsiasi manipolazione politica dei rifugiati” e “una transizione decisa verso modelli che promuovano l’autonomia piuttosto che la dipendenza”.
Il diplomatico ha inoltre sottolineato che le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza relative al Sahara marocchino ribadiscono “l’obbligo di registrazione” delle popolazioni nei campi di Tinduf, che ha descritto come “una misura essenziale per la loro protezione e per la trasparenza dell’azione umanitaria”.
A questo proposito, ha evidenziato il discorso di Sua Maestà il Re Mohammed VI del 31 ottobre 2025, pronunciato in seguito all’adozione della risoluzione 2797, in cui il Sovrano ha affermato che “i marocchini, essendo tutti uguali, non fanno alcuna differenza tra le persone rientrate dai campi di Tinduf e i loro fratelli stabilitisi nel resto del territorio nazionale”.
In questo discorso, Sua Maestà il Re ha esortato gli abitanti dei campi di Tinduf a "cogliere questa storica opportunità per ricongiungersi alle proprie famiglie" e a "sfruttare l'occasione offerta dall'Iniziativa per l'Autonomia", al fine di contribuire "alla gestione degli affari locali, allo sviluppo della loro patria e alla costruzione del loro futuro in un Marocco unito".
"Per le persone che hanno vissuto per decenni in questi campi, in una situazione di prolungata dipendenza, questo appello al ritorno volontario apre una reale prospettiva di dignità ritrovata e di piena reintegrazione nel loro Paese", ha osservato il signor Zniber.
Ha sottolineato che "il Marocco è convinto che l'inclusione non sia solo un imperativo umanitario, ma una scelta strategica", precisando che il Regno sostiene pienamente l'orientamento strategico dell'UNHCR volto a ridurre significativamente gli sfollamenti prolungati entro il 2035, rendendo l'inclusione una leva centrale.
L'ambasciatore ha inoltre evidenziato la Strategia nazionale per l'immigrazione e l'asilo, basata su un approccio integrato che collega aiuti umanitari, sviluppo e pace, e volta a facilitare l'accesso dei rifugiati ai servizi pubblici e al mercato del lavoro.
A questo proposito, ha sottolineato che l'integrazione dei rifugiati nei sistemi nazionali, in particolare la loro recente inclusione nel censimento nazionale, rappresenta un importante passo avanti, che consente di migliorare la qualità dei dati, rafforzare le politiche pubbliche e promuovere una maggiore emancipazione dei rifugiati.
Il signor Zniber ha concluso ribadendo il pieno impegno del Regno a collaborare con l'UNHCR e i suoi partner per raggiungere l'obiettivo di ridurre gli sfollamenti prolungati entro il 2035, a tutela della dignità e dell'autosufficienza dei rifugiati.
- Notizia riguardo alla questione del sahara occidentale/ CORCAS -