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domenica 27 settembre 2020
 
 
 
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In un rapporto destinato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, relativo al periodo 2011-2020, il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha sottolineato l’esame della questione del Sahara marocchino da parte del Consiglio di sicurezza, in quanto controversia regionale, ai sensi del capitolo VI della Carta delle Nazioni Unite, relativo alla composizione pacifica delle controversie.



"Durante il periodo in esame, il Consiglio di sicurezza ha continuato a esaminare le relazioni del Segretario generale e ha adottato risoluzioni sulla situazione del Sahara", ha sottolineato Guterres, aggiungendo che "gli inviati e i rappresentanti speciali del Segretario generale hanno continuato a consultare le parti sui mezzi per porre rimedio alla situazione".

In tale contesto, Guterres ha ricordato l’organizzazione in Svizzera, il 5-6 dicembre 2018 e il 21-22 marzo 2019, da parte dell’ex Inviato personale Horst Köhler, di due tavole rotonde tra il Marocco, l'Algeria, la Mauritania e il Polisario, "che hanno costituito i primi incontri di fronte a sé nel quadro del processo politico dal 2012", che ribadisce il ruolo dell’Algeria quale parte principale della controversia regionale sul Sahara marocchino, come stabilito dal Consiglio di sicurezza, in particolare nelle risoluzioni 2440 (2018), 2468 (2019) e 2494 (2011) 9).

In queste tre risoluzioni, il Consiglio di sicurezza ha invitato l’Algeria, che ha creato e mantiene questa disputa regionale per motivi geopolitici ereditati dalla guerra fredda, a lavorare in modo costruttivo con l’Inviato personale del Segretario generale, in uno spirito di compromesso, per tutta la durata del processo politico, affinché si concluda.

Inoltre, il Segretario generale dell’ONU ha sottolineato, in questo rapporto, l’adozione della risoluzione 2494, il 30 ottobre 2019, con la quale il Consiglio di sicurezza "ha deciso di prorogare fino al 31 ottobre 2020 il mandato della MINURSO e si è rallegrato per il nuovo slancio impresso dalle due tavole rotonde". E’ opportuno rilevare che la risoluzione 2494 è l’unica menzionata nella relazione del Segretario generale, anche se copre un periodo di 10 anni, consacrandola così, come riferimento e base del processo politico, condotto sotto gli auspici esclusivi del Segretario generale delle Nazioni Unite.

La risoluzione 2494, va ricordato, ha riaffermato la preminenza dell’iniziativa d'autonomia, nel quadro della sovranità e dell’integrità territoriale del Marocco, e ha consacrato i parametri della soluzione di questa disputa regionale, che può essere soltanto politica, realistica, pragmatica, duratura e di compromesso. Essa ha inoltre stabilito il processo di tavole rotonde, con la piena partecipazione dell’Algeria, come unica via per condurre il processo politico esclusivamente dell’ONU fino al suo completamento.

La risoluzione ha inoltre richiesto, come quelle che l’hanno preceduta dal 2011, la registrazione delle popolazioni sequestrate nei campi di Tinduf, che l’Algeria rifiuti, in violazione dei suoi obblighi internazionali.

L’assenza di tale registrazione favorisce, in particolare, l’appropriazione indebita degli aiuti umanitari destinati ai campi di Tinduf da parte dei dirigenti del Polisario e dei responsabili locali, per il loro arricchimento personale, come confermato nelle relazioni d’ispezione dell’UNHCR, del PAM e dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), nonché dal Parlamento europeo.

L’assenza di tale registrazione contribuisce altresì al perpetuarsi delle gravi e sistematiche violazioni dei diritti dell’uomo e del diritto umanitario internazionale delle popolazioni di questi campi, implicando direttamente la responsabilità del paese ospitante, l’Algeria, come recentemente confermato dal Comitato dei diritti dell’uomo e dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria del Consiglio dei diritti dell’uomo.

Inoltre, il Segretario generale dell’ONU sottolinea, in questa relazione, che l’obiettivo ultimo del processo politico, come stabilito dal Consiglio di sicurezza, è di giungere a una soluzione politica a questa disputa regionale, precisando che tale processo deve basarsi sugli "sforzi compiuti dal 2006 e i fatti nuovi verificatisi da allora", e quindi sull’iniziativa di autonomia, che è e resta l’unico sforzo e fa nuovi avvenuti dopo il 200 6.

Facendo riferimento esclusivamente alla soluzione politica, alla risoluzione 2494 e al processo di tavole rotonde, il Segretario generale dell’ONU ha completamente ignorato, come ha fatto da vent’anni, il piano di regolamento e il , che ha nuovamente portato il colpo di grazia ai tentativi disperati e vani dell’Algeria e del suo zaino, il gruppo armato separatista il Polisario, di resuscitarli piani obsoleti, sepolti dal Consiglio di sicurezza dal 2001.

Il Consiglio di sicurezza e la comunità internazionale hanno scelto la via della legalità internazionale optando irreversibilmente per una soluzione politica, realistica, pragmatica, duratura e di compromesso, incarnata dall’iniziativa d'autonomia, la cui serietà e credibilità sono state riaffermate nelle 16 risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza dal 2007.

 
-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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