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venerdì 7 agosto 2020
 
 
 
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L’Algeria e il Polisario cercano di ingannare la comunità internazionale attraverso il loro tentativo di sfruttare la questione dei diritti umani nel Sahara marocchino, ha affermato martedì il giornale elettronico bulgaro "TopNovini".



In un articolo intitolato "L’Algeria e il Polisario cercano di ingannare la comunità internazionale sfruttando la questione dei diritti umani nel Sahara marocchino", il quotidiano sottolinea che nella lettera indirizzata all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, i presidenti delle regioni Laâyoune-Sakia El Hamra e Dakhla-Oued Eddahab, Sidi Hamdi Oueld Errachid e Yenja El Khattat, hanno espresso il loro categorico rifiuto delle accuse mosse dall’Algeria e dal Polisario sulla situazione dei diritti umani nel Sahara marocchino, denunciando la propaganda condotta dall’Algeria e dal Polisario per cercare di privare le popolazioni delle due regioni dei vantaggi dello sviluppo.

I due responsabili hanno sottolineato che l’Algeria deve essere interpellata sulla sua politica di diversione e di disinformazione volta a distogliere l’attenzione sul dramma delle persone sequestrate a Tindouf, nota il giornale, aggiungendo che la lettera inviata dai presidenti delle due regioni deriva dalla loro perfetta conoscenza della situazione nelle loro circoscrizioni elettorali, per le loro responsabilità e in considerazione della legittimità democratica e della rappresentatività elettorale nelle due regioni, che appartengono al Sahara marocchino.

Nella loro lettera i presidenti delle due regioni hanno anche osservato che il responsabile dell’ONU sa benissimo che il Sahara marocchino è oggetto di un conflitto vecchio di decenni, che l’Algeria tenta di far durare nel tempo, in quanto principale parte interessata che manipola il Polisario per fare diversione e indurre in errore l’opinione pubblica internazionale attraverso lo sfruttamento del tema dei diritti dell’uomo a fini puramente politici, il giornale.

I presidenti delle regioni Laâyoune-Sakia El Hamra e Dakhla-Oued Eddahab hanno ricordato, a tale proposito, che il loro status rappresentativo e la loro appartenenza saharawi, oltre ai lunghi anni trascorsi nei campi di Tinduf, dove hanno ricoperto diverse funzioni in seno al Polisario prima di tornare in Marocco, conferiscono loro la legittimità di richiamare l’attenzione sui piani di questo sfruttamento "La situazione dei diritti dell'uomo in Algeria e nel Polisario", ha sottolineato la pubblicazione.

I due responsabili hanno rilevato, secondo il quotidiano, che questa strategia di disinformazione che riguarda il Regno del Marocco si basa sulla manipolazione di alcuni giovani che non dispongono di alcun sostegno da parte della popolazione saharawi locale per creare tensioni deliberatamente e per cercare di dare loro una dimensione smisurata attraverso i mezzi di propaganda separatista e far credere a violazioni ed eventi immaginari dei diritti dell’uomo al fine di indurre in tal senso Errore nell’opinione internazionale e nel richiamare la sua attenzione, precisando che la popolazione locale gode di una protezione reale attraverso le garanzie costituzionali e un quadro giuridico e istituzionale nazionale conforme agli impegni internazionali del Regno.

-Notizia rigurado alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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