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domenica 19 gennaio 2020
 
 
 
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Dettagli

- Le due risoluzioni del Consiglio di sicurezza del 2019 hanno sancito il primato dell'autonomia e dell'esclusività dell'ONU nel processo politico.



- La partecipazione degli eletti delle province meridionali alla sessione ordinaria del Comitato dei 24 ha smentito la leggenda della "rappresentanza unica" dei saharawi rivendicata dal Polisario
e ha rafforzato la legittimità democratica degli eletti del Sahara per rappresentare la popolazione saharawi

- La promozione a livello internazionale del nuovo modello di sviluppo delle province meridionali ha indotto molti paesi a decidere di aprire i Consolati generali a Laayoune e Dakhla

- La delimitazione delle frontiere marittime del Marocco ha consacrato la sua sovranità sul suo settore marittimo, compreso il Sahara marocchino

Difendere la questione nazionale e fortificare le conquiste realizzate dal Regno negli ultimi due decenni restano alla testa delle priorità della diplomazia marocchina, conformemente alla visione illuminata di Suo Maestà Re Mohammed VI, che Dio lo assista, sottolinea il Ministero degli affari esteri, della cooperazione africana e dei marocchini residenti all’estero nel suo bilancio del 2019.

Per quanto riguarda il rafforzamento e il consolidamento delle conquiste, la diplomazia marocchina è riuscita a realizzare risultati molto importanti, attraverso le successive risoluzioni del Consiglio di sicurezza nel corso di quest'anno, ossia le risoluzioni 2468 (aprile 2019) e 2494 (ottobre 2019), che hanno consacrato l'esclusiva dell'ONU del processo politico su quattro livelli:

- L’istituzionalizzazione delle tavole rotonde come unico quadro per giungere alla soluzione politica definitiva della controversia regionale sul Sahara marocchino.

- Determinare l'obiettivo delle due tavole rotonde, ossia: "raggiungere una soluzione politica, realistica, pragmatica e sostenibile, basata sul compromesso".

- Ridefinire le parti interessate alla tavola rotonda, dato che il Consiglio di sicurezza ha invitato tutte le parti coinvolte alle due tavole rotonde: il Marocco, l’Algeria, la Mauritania e il Polisario a continuare a partecipare durante tutto il processo politico per garantirne il successo.

- il fondamento di un approccio pragmatico e costruttivo per far progredire il processo politico, esortando al contempo l’Algeria e il Polisario a dar prova di realismo e di spirito di compromesso, lontano dalle soluzioni trascendenti e irrealizzabili.

Nella risoluzione 2494 (ottobre 2019), il Consiglio di sicurezza ha prorogato il mandato della MINURSO per un anno, il che rappresenta un chiaro segnale del suo impegno a garantire il buon funzionamento del processo politico, tenendo conto del contesto regionale e delle sue ondulazioni, e della necessità di lavorare per garantire un impegno totale e serio per tutte le parti interessate al processo dei TPI tavole rotonde, emergono le stesse fonti.

D’altro canto, la risoluzione del Consiglio di sicurezza ha preservato l’ del Marocco, ribadendo ancora una volta la preminenza dell’iniziativa marocchina di autonomia e accogliendo con favore gli sforzi seri e credibili che il Regno sta compiendo per far progredire il processo politico. Ha inoltre esortato, ancora una volta e direttamente, il polisario ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio che ostacolerebbe il processo dell’ONU.

L’ultimo periodo è stato caratterizzato da importanti sviluppi su scala più ampia, segnatamente:

- la continuazione del ritiro del riconoscimento dell'ente fantoccio, con quattro revoche: in Africa (Malawi e Zambia) e in America latina (El Salvador e Barbad). La diplomazia marocchina ha inoltre ostacolato le manovre dei nemici dell’integrità territoriale, a livello di una serie di organizzazioni internazionali, sia che siano legate alla presenza di elementi separatisti o alla firma di progetti di accordi e di memorandum d’intesa per consentire la loro partecipazione.

- rafforzare la rappresentanza dei rappresentanti eletti delle province meridionali nei lavori della sessione ordinaria del Comitato dei 24, tenutasi a New York nel giugno 2019, una partecipazione che ha smentito la leggenda del "rappresentante unico" della popolazione saharawi rivendicata dal "polisario" e ha rafforzato la legittimità democratica e rappresentativa dei rappresentanti eletti del Sahara per rappresentare la popolazione delle province meridionali del Regno.

- Proseguire la denuncia delle violazioni giuridiche, umanitarie e morali commesse nei campi di Tindouf e ha esortato la comunità internazionale ad adottare le misure pratiche necessarie, a cominciare dal permettere all’Alto Commissariato per i rifugiati di adempiere al suo dovere di censire la popolazione dei campi e di far beneficiare questa popolazione di una protezione umanitaria internazionale e di darle i suoi diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione e di circolazione.

- Continuare a difendere gli interessi supremi del Marocco e a promuovere la sua legittimità sulla questione del Sahara marocchino in seno all’Unione africana. Questi sforzi hanno dato luogo a una serie di risultati positivi:

I vertici dell’Unione africana di febbraio e luglio 2019 non hanno adottato alcuna decisione sulla questione nazionale,

L’eliminazione dei paragrafi sulla questione del Sahara dalla risoluzione del Consiglio africano di pace e di sicurezza nel quadro del 2019,

Organizzazione della Conferenza ministeriale africana sul sostegno dell’Unione africana al processo politico delle Nazioni Unite sulla controversia regionale sul Sahara marocchino, a Marrakech nel marzo 2019, con la partecipazione di 37 paesi africani. La conferenza si è iscritta nel quadro del sostegno alla risoluzione del Vertice africano n° 693, che ha riaffermato l’esclusività delle Nazioni Unite nell’esame della controversia regionale sul Sahara marocchino.

- Il Ministero continua a promuovere a livello internazionale il nuovo modello di sviluppo delle province meridionali del Regno, il che ha indotto numerosi paesi a decidere di aprire i Consolati generali nelle città di Laayoune e Dakhla, come l'Unione delle Comore, la cui sede del suo consolato è stata inaugurata il 18 dicembre 2019 alla presenza dei Ministri degli affari Stranieri di entrambi i Paesi e l’annuncio ufficiale della Repubblica del Gambia di aprire un Consolato generale nella città di Dakhla.

- Così come l’adozione del quadro giuridico relativo alle frontiere marittime del Marocco e alla sua sovranità sul suo settore marittimo, delimitando le frontiere marittime che comprendono il Sahara marocchino. Il Ministero conclude che ciò conferma il Marocco nel rispetto della legge.

- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-

 

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