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lunedì 9 dicembre 2019
 
 
 
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Le violazioni ovvie dei diritti dell'uomo commesse dal Polisario nei confronti delle popolazioni sequestrate nei campi di Tinduf, in territorio algerino, sono state indicate del dito, mercoledì sera al Palazzo dei Congressi "Europa" a Vitoria Gasteiz, dall'esperto spagnolo, Ignacio Ortiz Palacio.



Ad una conferenza sui diritti dell'uomo nei campi di Tinduf, Sig. Ortiz Palacio ha puntato i proiettori sulle estorsioni ed atrocità perpetrate dagli tortionnaires del Polisario che portano seriamente danno ai diritti umani, come pure le scomparse forzate, le detenzioni arbitrarie e gli abusi esercitati dai separatisti, che richiedono un intervento urgente della Comunità internazionale.

Il ricercatore spagnolo, così, ha esposto i casi delle vittime del Polisario, tanto i prigionieri sequestrati nei campi di Tinduf che dei civili dei paesi vicini, in particolare della Mauritania e delle isole Canarie, ed ha deplorato le sofferenze vissute ed il calvario sopportato da queste vittime, come pure le atrocità e torture che hanno subito mani dei separatisti.

Ha anche evocato i numerosi casi di scomparse forzate e le deviazioni dai separatisti degli aiuti umanitari destinati alle popolazioni sahraouies e che a sono state sovente rivelate dalle istituzioni internazionali.

Sig. Ortiz Palacio vicepresidente anche della tribuna canario-sahraoui, ha sfidato l'assistenza quanto alla responsabilità dell'Algeria nelle violazioni dei diritti dell'uomo commesse dal Polisario nei campi di Tinduf, sul suo territorio, notando che questo paese è obbligato, secondo il diritto internazionale, a proteggere i diritti dell'ogni persona che si trovano sul suo suolo, anche quelle sequestrate in questi campi della vergogna, controllati dal Polisario.

Da parte sua il presidente dell'Associazione sahrawi per la difesa dei diritti dell'uomo, Ramdan Masoud, ha messo davanti gli sforzi fatti dall'associazione per denunciare le atrocità ed estorsioni commesse dagli tortionnaires del Polisario nei confronti delle popolazioni sequestrate nei campi di Tinduf.

A questo proposito, ha ricordato che l'associazione aveva depositato un reclamo presso l'udienza nazionale spagnola, la più alta giurisdizione penale del paese, nei confronti di 23 membri del Polisario e di quattro carichi che riguardano i servizi di informazioni algerine, per le torture e le estorsioni perpetrate nei confronti dei sequestrati nei campi di Tinduf, notando che questo reclamo era stato accettato nel 2012 dalla giustizia spagnola.

Sig. Masoud ha precisato che la giustizia spagnola aveva avuto difficoltà per fermare questi boie polisariens, visto che utilizzavano pseudonimi nei loro spostamenti, aggiungendo che il luogo di residenza soltanto di due di loro, in questo caso Mahjoub Ould Sneiba, alias Lincoln, e Ibrahim Ghali, il capo dei separatisti erano stati identificati.

Inoltre, ha sottolineato che i mass media sociali hanno svolto un ruolo importante nella messa nuda delle violazioni dei diritti dell'uomo commesse dal Polisario nei confronti dei sequestrati nei campi di Tinduf.

Questa riunione, che è stata animata dall'avvocato catalano, Hector Alvarez, ha conosciuto la partecipazione di esperti spagnoli in diritti dell'uomo e dei rappresentanti della società civile del paese basco, come pure dei membri della Comunità marocchina avente sede nella regione.


- Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas-


 

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